Quando vostro figlio bussa alla porta

La nascita di Gesù è per molti la venuta di Dio in mezzo a noi, ma anche chi non crede deve prendere atto del fatto storico realmente accaduto, la nascita di un uomo in circostanze particolari.
Ho sempre guardato con grande empatia e immedesimazione la figura di Giuseppe che considero il primo papà affidatario.
Un uomo che aveva un sogno, quello di metter su una famiglia con la donna che amava, avere con lei dei figli, allevarli e invecchiare colmato dal loro affetto e da quello di tanti nipotini. Non aveva grandi pretese, ma all’annuncio di Maria che fosse incinta, non di lui, immagino come debba essersi sentito: un sogno naufragato per sempre, un progetto di vita non più realizzabile. In altre parole, si è sentito cadere il mondo addosso.
Che grande forza che è l’amore, che grandi cose ci fa fare. Giuseppe amava talmente tanto Maria che decise di ripudiarla in segreto per non farle far del male. Oggi se qualcuno di noi sapesse che la ragazza con la quale siamo fidanzati, con le date delle nozze già fissate, la casa comprata e arredata fosse incinta di un altro, cosa farebbe? Le direbbe, “ah ok” e se ne andrebbe mesto mesto a leccarsi le ferite, o forse non mediterebbe vendetta auspicando grandi dolori alla sua ex amata divenuta in un istante la persona da odiare? Se Giuseppe avesse rivelato la cosa avrebbero preso Maria e l’avrebbero lapidata senza pensarci due volte, e vendetta sarebbe stata consumata.
Ma Giuseppe fa di più. Qualcuno durante la notte, per chi ha fede fu un angelo mandato da Dio, gli disse “non temere di prendere in casa con te Maria perché il figlio che verrà sarà cosa buona”. Appena svegliatosi andò da Maria, l’abbracciò e con lei cominciò questo grande cammino che ha cambiato l’umanità.
Cosa era successo? Dall’immenso dolore Giuseppe aveva accettato il fatto per amore e, sempre per amore, aveva deciso di accogliere in casa propria non solo Maria, ma anche il di lei figlio Gesù. Se lo aveva fatto per il sogno, perché aveva fede in Dio, perché qualcuno lo ha convinto o piuttosto perché ha riflettuto e capito che non poteva vivere senza Maria ha poca importanza, ma ciò che conta è che lo abbia fatto.
Ha accolto come un figlio un figlio non suo, ha preso Gesù in affidamento, lo ha cresciuto, lo ha amato così come avrebbe amato qualsiasi figlio che Dio avrebbe mandato.
E qui si chiude il cerchio: quel figlio lo aveva realmente mandato Dio perché ogni bambino che nasce è figlio del Signore.
Ognuno di noi dovrebbe ringraziare per il dono della paternità e della maternità che ogni giorno ci fa con la nascita di 432.000 bambini, tutti figli nostri, figli dell’umanità.
Quando c’è un bambino per la strada a chiedere l’elemosina, quando un bimbo viene picchiato, maltrattato, non nutrito è perché noi non abbiamo saputo accettare quella nascita, non abbiamo voluto accoglierlo in casa nostra.
Prendiamo esempio da Giuseppe, accettiamo la difficoltà di tante famiglie, accettiamo di cambiare il nostro progetto di vita ed accogliamo un bambino nato da un seme che non è il nostro ma che dovremmo sentire come figlio.
Spesso sento tante donne che vorrebbero aprirsi al mondo dell’affido, il loro senso materno si scuote nel vedere certe situazioni, riescono meglio a capire lo stato d’animo di donne spesso vittime insieme ai loro figli, ma troppo frequentemente aggiungono “mio marito non vuole, non se la sente, io agisco di cuore mentre lui pensa alle conseguenze”.
Oggi mi rivolgo agli uomini, ai tanti Giuseppe che camminano nel nostro mondo.
Io a ventun’anni avevo i miei sogni, le mie ambizioni, i mie propositi. Non ho dovuto rinunciare a nulla rinunciando a tutto perché sono solo cambiate le prospettive, i numeri, ma quello che ho avuto è tanta gioia e tanta soddisfazione di poter accogliere tanti bambini in casa nostra, di poterli amare e per me che ho fede è come accogliere Gesù in mezzo a noi ogni giorno della mia umile vita, impreziosita dalla loro presenza

Buon Natale dall’ Associazione Amici della Zizzi Onlus

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