Un altro anno è passato

Sei agli sgoccioli, pochi giorni e lascerai spazio all’alba di un nuovo anno. Dovrei muoverti più critiche che complimenti, sei stato arrogante e presuntuoso, spesso hai tirato le tue fila in senso contrario, imponendomi scalate e parandomi davanti muri insormontabili. Mi hai presentato i conti del passato, tentando di cancellare anche i ricordi più belli. Mi hai sfidato, e non certo di nascosto. Hai saggiato il mio coraggio, la mia forza, e perfino il mio esser testarda e orgogliosa. Le realtà che ti hanno accompagnato mi hanno distrutta, ma non tanto da impedirmi di ricomporre quel puzzle fatto dai tanti piccoli pezzi che avevi lasciato sparsi qua e là senza un senso, portandomi ad amare ancora di più la mia immagine riflessa allo specchio. Resterai indelebile nei miei ricordi, resterà traccia di te e sarà una traccia profonda e questa sarà una mia scelta. Ti ricorderò e ti renderò onore perchè tu con il tuo non essere mi hai reso capace di essere. Ho imparato ad esistere, a sentirmi giusta, viva e libera. Del senso imperfetto di un tempo che continuo a non volere ho scelto di tenere il tempo buono, quello sì privo di sconti ma impagabile e insostituibile. Sei stato il viaggio più lungo che abbia mai fatto dentro me stessa. Tra le lacrime, sentendo la paura rincorrermi senza via di scampo ho aperto ogni porta che con forza avevo chiuso. Aprendole i vecchi fantasmi del passato mi hanno aggredita, umiliata, vessata, ma ho dato loro il diritto di mostrarsi per riprendermi il diritto di mostrarmi al mondo. Giorno dopo giorno il tuo trascorrere ha rappresentato per me una crescita lenta e ricca di significati. Non posso dire di aver dimenticato, di non sentirmi spaventata dalle incognite del futuro o di non temere la malattia, il suo lento e inesorabile logarmi dentro, ma chiusa in quel guscio che avevo posto a protezione tra me e il mondo, nella solitudine e nel silenzio, ho lottato per non perdermi e infondo tu lo hai capito. Non è bastato ritrovarmi nè sentirmi pronta a reinventarmi, d’altronde un altro anno, quello passato, era servito solo per questo. Nella tua alba ho riposto sperenze, propositi e desideri e tu con il tuo divenire hai risposto al mio crescere e al mio guardarmi dentro dandomi occasioni, concedendomi tempo e nutrendomi di quell’amore che i più coraggiosi, restando, mi hanno donato incondizionatamente. Ed eccoci alla fine. Un altro cerchio è pronto a chiudersi e  so già che mi mancherai. Insieme a te si chiuderà un capitolo lungo una vita, dovrò dire addio a muri che potrebbero raccontare tutto il bello e tutto il brutto della mia intera vita, del mio esser bambina, del mio diventar donna. Muri di una casa che mi ha visto andar via per poi ritornare, sentendola davvero mia forse per la prima volta proprio ora che sarò costretta a lasciarla, ma nessuno libro può dirsi chiuso senza che la parole fine lasci dolore. E ci sarà, lo sento stridermi nelle orecchie ogni volta che un pacco si chiude, ma non indietreggerò nemmeno di un millimetro, pianterò i piedi a terra con tutta la forza che ho, è alla vita che sono attaccata e so che non avrò nulla da temere. Non c’è stato giorno in cui non abbia creduto nella preziosità del tempo, il suo sembrar così labile racchiude in sè la certezza del mutamento. Tutto passa, tutto scorre, tutto finisce per poi rinascere, per permetterti di ricominciare e vivere in un’altra forma. Basta un attimo e tutto cambia, è vero, ma perchè pensare che ciò rappresenti sempre e solo il male? È al bene che penso, e solo a lui voglio credere. Non voglio elemosinare felicità, voglio desiderarla e attenderla. Non voglio elemosinare amore, voglio lasciargli il permesso di invadere di nuovo il mio cuore e impegnarmi a proteggerlo, dandogli attenzioni e nuova linfa. Non voglio spingermi al limite, pensare all’impossibile ma camminare piano verso nuove libertà, lasciando il timone alla mia sola voglia di vivere, lottando per una realtà fatta di concretezza, di piccole cose. Ho ritrovato me stessa, ho imparato a bastarmi, ad amarmi davvero. Ho pianto, ho riso, ho gridato e sono stata anche in silenzio, accompagnando i miei passi con il solo battito del mio cuore. È stato un viaggio lunghissimo, iniziato ancor prima del tuo inizio, e forse dovrei desiderare una pausa, forse la meriterei ma la verità è che voglio vivere, ho fretta di vivere, di sentire la vita dentro e intorno a me. Desidero sincerità, leggerezza, respiri liberi. Desidero emozionarmi ancora per qualcosa di inaspettato. Desidero albe che sappiamo donarmi sogni e speranze e notti piene di stelle a cui guardare. Desidero fare scorta di tutto il bello che la vita e il tempo vorranno donarmi, per avere la forza di riaccendere la luce nei momenti in cui intorno a me ci sarà solo il buio. C’e chi la chiamerebbe speranza, io voglio chiamarlo amore. Ed è all’Amore che brinderò allo scoccare della mezzanotte, in ogni sua forma. Brinderò all’amore libero, voluto, lottato, protetto e lontano dalla Diversità. 

 

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