Tra ombre, riflessi e immagini allo specchio

È difficile svestirti di ciò che con fatica ti sei cucita addosso, cullata dal pensiero che fosse l’abito perfetto, finisci con il dimenticarti di dare uno sguardo allo specchio. Ma a chi non è mai capitato di ignorare la propria immagine allo specchio? Poi, basta un attimo e ti accorgi che son troppe le pieghe sgualcite, che il suo colore è ormai spento e che infondo non è poi così a misura come pensavi. Che fare quindi? Puoi scegliere di lasciarti andare o invece puoi scegliere di lasciar cadere quell’abito. Gettando un altro sguardo a quello specchio, spogliata di tutto, priva di protezione alcuna vedrai te stessa, quel che é rimasto dopo la lunga battaglia che sei stata e sei infondo costretta a combattere, ogni giorno da lungo tempo ormai. Ti guardi e vedi che ció resta è qualcosa di talmente lontano da ciò che eri, da chi da sempre sognavi di essere che quello specchio vorresti distruggerlo, vorresti vederlo andare in frantumi, dissolversi nel nulla. Ma accetti, ti accetti perchè quell’immagine riflessa è tutto quello che ti è rimasto, è ciò che di più prezioso hai. Sei salva, hai vinto e sai che non permetterai a niente e nessuno di distruggerti, e che alla prossima battaglia  non sarai colta alla sprovvista ma bensì pronta a vincere ancora, e ancora. Eppure ti senti vuota, persa, smarrita e a volte finisci quasi con il dimenticare. Dimentichi e ignori ciò di cui sei davvero capace. In quel momento, a tu per tu con il tuo Io, ti senti talmente esausta da sentire di non valere niente, di non esser più capace di niente perchè non riesci a pensare e dire più niente. Quel riflesso di te, quel viso provato e stanco non ti permettono di accorgerti che ciò che invece hai é il tuo respiro, è il battito di un cuore che non vuole smettere di scandire il ritmo della tua vita. Ciò che hai sono i tuoi occhi segnati da piccole rughe che portano in segreto i segni dei solchi di ogni lacrima che hai versato, che nel tempo hai imparato ad asciugare da sola, che hai saputo piangere spesso in silenzio. Ciò che hai sono passi stanchi, capaci di sfidare l’impossibile, forti abbastanza da resistere ai no della vita. Ciò che hai sono mani fragili ma non tanto da mollare la presa, e che ancora questa vita vogliono stringerla, vogliono afferrarla al volo. Ciò che hai davvero è la consapevolezza di ciò che sei, di chi sei. Nessuno potrà mai privarti della tua volontà, se non sarai tu a permetterlo, e nessuno potrà mai impedirti di essere, se tu sarai disposta a proteggere il tuo diritto di esistere. Alza lo sguardo e guarda con orgoglio a chi sei. Sei occhi che sanno sorridere seppur pieni di quelle stesse lacrime che troppe volte ti hanno fatto sentire vinta e sconfitta. Sei labbra che possono ancora amare, che cercano baci, che desiderano sussurrare piano dolci ninna nanne, che vorrebbero dare di nuovo alla tua voce la forza di cantare nuove melodie, il coraggio di raccontarti, di raccontare al mondo cosa significhi amare testardamente la vita anche se lei sembra non aver nulla di bello in serbo per te. Sei corpo e anima, un corpo che ha imparato ad amare le sue imperfezioni, che non accetta più di nascondersi, e un anima, delicata e premurosa, che nonostante cocenti delusioni crede ancora nell’amore, nel rispetto, nell’amicizia, nell’essere altro con l’altro. Sei tu, ancora tu e sempre tu. Tu, che mai hai permesso al sapore amaro della resa di sciogliere quel nodo che ti stringeva la gola, e che hai lasciato invece alla vita, al suo soffio delicato, il potere di allentare quella presa. Tu, che hai il coraggio di esistere pur sapendo di dover ricostruire ogni più piccola parte del tuo essere e di doverlo fare conscia di quanto questa stessa vita ti abbia tolto, di tutti i no che ancora il futuro ti nasconde. Privata di ogni certezza hai preso a camminare su un sentiero impervio, buio, senza nessuna presa pronta a tenderti la mano, o di un nascondiglio dove trovare riparo, e questo perchè ogni tua battaglia nient’altro è che lo scontro titanico tra ciò che avevi, ciò che eri e ciò hai e sei oggi. La tua è una guerra che non vedrà mai la sua fine, il tuo nemico non rimarrà nascosto nelle retrovie, arriverà ad insinuarsi in ogni pensiero, in ogni respiro, cercherà ad ogni costo di impadronirsi del tuo corpo. Perchè il tuo nemico è un nemico che scava tra le tue certezze, che tenta di rubarti sogni e speranze, che a volte sembra tanto forte da vincere. Ma non vincerà, non finchè armata di elmo, scudo e spada lotterai per esistere, essere e divenire. Ma bada bene, e non dimenticartene mai, ciò contro cui combatti, ciò con cui combatterei non conosce la tua arma vincente: la tua capacità di perdonare te stessa. Hai perdonato te stessa per ciò che non c’è stato, per ciò che non hai portato a termine, per ogni appuntamento mancato, per il semplice fatto di non essere riuscita a rimanere quella che eri, accettando invece ciò che infondo nessuno vorrebbe mai essere, qualcuno di diverso, il diverso. Il tuo Nemico non saprà mai che così sei riuscita a proteggere quella creatura nascosta dentro di te che tra il prima e il dopo ha custodito e protetto la tua anima, la tua vera e unica essenza. Per questo sei salva. Ciò che vedi riflesso in quello specchio è ciò che mutato, ma il tuo Io, l’essenza prima del tuo essere ha resistito, rimanendo intatta e, con la speranza di non vederti mai crollare, ha atteso questo giorno. Il giorno in cui davanti ad uno specchio avresti alzato lo sguardo e avresti iniziato ad amarti, amando per primo tutto ciò che di diverso c’è in te. Il tuo nemico è la Malattia, il tuo alleato la Vita, la tua certezza SEI TU! 

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Eleonora Caputo

A proposito di Eleonora Caputo

Dirvi chi sono è difficile, perchè la scienza mi definisce Rara tra i Rari, il mondo, invece, diversa. Io amo definirmi semplicemente Elly! Una ventottenne che nonostante tutto crede nei sogni e nel futuro. Un futuro fatto di un tempo relativamente relativo, dove vivo il Qui e L’Adesso! Vivo e sfido ogni giorno realtà che non ho scelto ma che oggi sono parte di me. Non mi sono mai concessa il permesso di sentirmi malata, mi vedo come una piccola Matrioska, Elly e tutte le mie piccole altre me. Una realtà complessa fatta di diagnosi che coesistono e si scontrano. La continua ricerca di risposte ai tanti, troppi interrogativi. Una Vita in attesa, una Vita in viaggio, una Vita di lotte, ma una Vita che voglio Vivere, ad ogni costo. Il mio più grande desiderio? Trovare un senso ad una realtà che un senso sembra non averlo, e trasformare in parole le emozioni e i sentimenti di una vita, sì rara, ma che non vuole esser altro che vissuta davvero.

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