Smettere di sentirsi anormali

Da quando muovermi non è più il mio forte sono diventata maggiormente sensibile a quei momenti e atteggiamenti a cui sono costretta ad assistere ma che non assomigliano per niente a ciò che sono. Devo stare lì, spesso in silenzio, ad aspettare la conclusione di una lotta interiore tra la mia razionalità e i miei vissuti, sperando di non farmi vincere dall’idea che i problemi che ascolto dagli altri siano solo stronzate facilmente risolvibili o cose serie ugualmente risolvibili.

Sono certa che sbaglierei. Siamo tutti assolutamente diversi e i miei traumi infantili e la mia disabilità, due cose che sembrano essere sempre temporalmente troppo vicine visto che i primi riescono ancora a condizionare il presente, non mi rendono superiore a niente e nessuno e non possono quindi essere una giustificazione.

Anzi, la mia disabilità limita il mio fare, limita la possibilità di poter vivere alcune esperienze e se è vero che le esperienze aiutano a crescere temo che alcune parti di me siano destinate a rimanere bloccate all’interno di un limbo da cui non potranno mai uscire.

Qualche tempo fa tutto questo mi avrebbe fatta sentire a disagio, perché credevo che per aiutare gli altri bisognasse sempre avere qualcosa da dire, aprire la bocca e dare consigli, mentre adesso so per certo che anche il silenzio può aiutare e cogliendone l’aspetto positivo scelgo di concentrarmi maggiormente sull’ ascolto. E tra l’altro un pò di silenzio ogni tanto non guasta.

Nonostante sia quindi un’accanita ascoltatrice, e ne abbia sentite di ogni, mi capita ancora di meravigliarmi della facilità con cui sia possibile sgualcire delle vite solo perché non abbiamo provato a risolvere la nostra, o non abbiamo voluto ammettere che qualcosa fosse da risolvere.

Così spesso, senza accorgercene, tramandiamo bei ricordi e paure, amore e traumi, forse pensando che il bene possa creare il giusto equilibrio. Non è sempre così, perché se non riesci a capire quanto il sangue versato dalle tue ferite è in grado di macchiare chi ti sta accanto, rimediare agli errori potrebbe essere impossibile. Pensate per esempio a quanto sia semplice perdere il rispetto di se stessi e degli altri, oppure scoprire di non averne mai avuto, di non sapere neanche come si fa a rispettarsi, cosa significhi realmente rispettare se stessi.

Io ci penso spesso, perché ad essere come me, ad essere una con dei “problemi”, ogni scusa è buona per chiedersi se saremo mai in grado di fare un sacco di cose. Se saremo in grado di costruirci un futuro dignitoso avendo molte opportunità in meno, se saremo in grado di farci valere, di non farci distruggere e toccare dalle convinzioni di chi ci crede “meno”. Ci chiediamo se saremo in grado di dimostrare e dare amore, se saremo mai in grado di diventare mamme o papà, se basteranno i nostri sguardi e le nostre parole. Anche se in cuor nostro sappiamo che possiamo offrire più noi  con muscoli mal funzionanti o arti in meno, di chi invece ha tutto inutilmente al posto giusto e che possiamo aiutare qualcuno a crescere e magari regalare una persona migliore al mondo.

Ci ritroviamo allora ad agire come chi debba dimostrare di essere meritevole per sino di vivere, o chi debba ringraziare poi per tutto, ma non nel senso che ci viene insegnato da piccoli, quello va pure bene. Ma perchè, ammettiamolo, ci sentiamo dei pesi ambulanti impossibili da scegliere ma che sono stati scelti e noi ringraziamo per questo. Noi ringraziamo perchè nonostante tutto ci hanno scelto.

A questo punto abbiamo già valutato la nostra persona troppo poco per un sacco di tempo e abbiamo condotto la nostra vita secondo quel poco. Così pensiamo che oramai sia troppo tardi e che cambiare sia troppo complicato, perché quelle opinioni su noi stessi ci si sono incastonate dentro e se proprio vogliamo dirla tutta si sono incastonate anche dentro chi ci circonda.

Ma col cazzo che è tardi, non è mai troppo tardi per smettere di sentirsi anormali e cominciare a credere che le uniche persone a cui dobbiamo dimostrare qualcosa siamo solo noi stessi….e siccome non l’ho ancora fatto, permettetemi di augurarvi un meraviglioso 2018.

Pubblicato nella Elly&Valy, UnKnown | 2 risposte
Valeria Pace

A proposito di Valeria Pace

Sono una giovane malata rara, la mia vita è un costante disequilibrio tra me e l'altra.A volte scelgo di cadere per provare l'ebbrezza del rialzarsi e raccontare cosa ho visto.Faccio scorta di pensieri, sembra non bastino mai. Spinta dal bisogno di trovare un modo per vincere la paura di una malattia degenerativa e rara, di cui ancora poco si sa e di cui pochi sanno, ho deciso di creare un associazione, "Gli Equilibristi -HIBM- onlus". Una rete di pazienti affetti da miopatia ereditaria a corpi inclusi, al fine di garantire loro un aggiornamento diretto sulla patologia. Un mezzo di comunicazione in grado di permettere un incontro, seppur virtuale, atto a un vicendevole sostegno psicologico e a un confronto attivo.

2 thoughts on “Smettere di sentirsi anormali

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