Scegliersi

C’è una notte che è rimasta scritta dentro di me, una notte di molti anni fa’, dove sentì davvero che il peso delle mie stesse parole un giorno avrebbe potuto schiacciarmi se solo io non avessi scelto di non dar peso allo scorrere del tempo, vivendo invece del qui e ora. Mi sembra di riuscire a risentire la mia voce pronunciare quell’agghiacciante verità, in uno dei tanti attimi in cui ho lasciato a me stessa il diritto di guardare al futuro, per poi allontanare svelta tutti gli interrogativi che ne derivavano. Ripensandoci mi appaiono come presagi impregnati di una consapevolezza che oggi invece so esser stata la fonte della mia forza. Se chiudo gli occhi riesco a rivivere ogni attimo, ogni istante. Era una notte d’estate, di luna e di stelle, una notte trascorsa a far l’amore, piena di passione, di piccoli gesti che sanno di vita. Era una notte di vestiti stropicciati, sparsi qua e là sul pavimento, di piedi che correvano scalzi sul vialetto di casa e di decoltè strette tra la mani per non far rumore. Era una di quelle notti dove abbracciata e nuda ti senti talmente al sicuro da non temere nulla, nemmeno l’impeto delle tue stesse parole, perfino di quelle che non avresti mai pensato di aver la forza di pronunciare ad alta voce. 

“Verrà il giorno in cui tu non potrai più stringermi, in cui un tuo abbraccio arriverà a farmi del male. Verrà il giorno in cui io non potrò più correre.. ..” 
 
Non avevo paura del domani, e riconosco che la mia consapevolezza poteva facilmente esser scambiata dagli altri come un atto di prepotenza nel goffo tentativo di mascherare quello che i più avrebbero considerato la fine, un atteggiamento spocchioso e poco realistico. Niente di più lontano, ciò di cui sentivo davvero il bisogno invece era di affidarmi alla concretezza, alla verità. Ciò da cui scappavo era l’illusione che tutto sarebbe rimasto com’era quando invece l’unica cosa di cui ero certa era che sarebbe accaduto, che difficilmente avrei potuto evitarlo, per questo a volte dovevo trovare la forza di esternare tutto il male, perchè anche se i pensieri stavano imparando a non guardare troppo al futuro, solo pensarlo, solo ammetterlo con me stessa non bastava. Non poteva bastare. Solo pronunciando quelle parole potevo davvero misurarmi con me stessa. E sono felice di averlo fatto perchè seppur inconsapevolmente ho salvato Elly da quella stessa fine che avrebbe potuto significare la perdita di tutte le mie certezze, perchè in quei momenti, in notti come quelle, io ero davvero al sicuro. Non sarebbe successo da un momento all’altro, niente sarebbe finito, avevo un’ancora alla quale aggrapparmi, avevo la libertà! Raccoglievo tesori dal valore inestimabile, facevo scorta di vita, di attimi di felicità vera. Mettevo da parte respiri buoni. Ho commesso tanti errori, tante volte mi sono spinta verso baratri che avrebbero potuto inghiottirmi, perchè da quando la malattia si è insinuata nella mia vita quel mio spendermi, quel mio non voler risparmiare nulla di me si è acuito, si è moltiplicato all’infinito. Tutto può finire, tutto finisce, sempre. Ma nel viverlo, nel vivere un amore, nel sperimentare la felicità, nel respirare la Vita non ci possono essere sconti, non ci devono essere limiti. Mi manca quel vialetto, mi mancano le mie decoltè, mi manca correre e, lo ammetto, mi manca sentirmi al sicuro tra le braccia di qualcuno, ma oggi so di amarmi più di quanto non mi sia amata prima e so di meritare tanto quanto desidero ancora donare, so di non voler più elemosinare ciò che dovrebbe nascere spontaneamente dal cuore. A volte mi chiedo se chi ha lasciato la mia mano lo abbia fatto per il mio troppo temperamento, o perchè spaventato da realtà che forse follemente solo io mi ostino a considerare normali quando anche il mondo continua a etichettarle come diverse, inabili. Certo starmi accanto può spaventare, deve spaventare, non pretendo lasci indifferenti ma è davvero l’inabilità fisica a costituire un limite? É davvero il diverso a spaventare? È ciò che non sai di poter prevedere e che sai che nel compiersi travolgerà la tua routine a bloccarti? Cos’è? Io non riesco a spiegarmelo, non riesco a trovarlo un senso. Nessuno è immune, nessuno può giurare di non doversi misurare un giorno con una limitazione, con un cambiamento, con un dolore. Tutti siamo esposti, vulnerabili. E nessuno può dire di conoscere il domani, o può svelare la formula perfetta di un amore. È necessario vivere per conoscere il domani, si deve osare, si deve voler superare ogni limite imposto, si deve accettare ciò che cambia, combatterne le ripercussioni se negative, non dimenticandosi mai di coglierne l’insegnamento. Si deve voler amare, si deve scegliere di amare. Sì, avete letto bene. Si sceglie di amare! Perchè quando ami dovresti scegliere di prenderti cura dell’altro, devi scegliere di condividere un pezzetto della tua vita e di te con chi ami, devi scegliere con attenzione, per bene di voler bene ad un altro esser umano! Non devi farlo con superficialità, non devi farlo per colmare vuoti, e macanze del passato, devi farlo perchè lo scegli. E non sarà una scelta imposta, verrà naturale, sarà il cuore ad indicarti la via, a pernetterti di scegliere. E i limiti direte voi ? Se tutto sembra perfetto, se c’è un prima e un dopo con cui dover fare i conti e a passi svelti si sostituiranno passi lenti? Non accadrà nulla, se avrete scelto, se entrambi avrete scelto di scegliervi niente potrà dividervi, niente sarà troppo e niente farà così paura se si sceglierà di affrontarlo insieme, mano nella mano. 

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Eleonora Caputo

A proposito di Eleonora Caputo

Dirvi chi sono è difficile, perchè la scienza mi definisce Rara tra i Rari, il mondo, invece, diversa. Io amo definirmi semplicemente Elly! Una ventottenne che nonostante tutto crede nei sogni e nel futuro. Un futuro fatto di un tempo relativamente relativo, dove vivo il Qui e L’Adesso! Vivo e sfido ogni giorno realtà che non ho scelto ma che oggi sono parte di me. Non mi sono mai concessa il permesso di sentirmi malata, mi vedo come una piccola Matrioska, Elly e tutte le mie piccole altre me. Una realtà complessa fatta di diagnosi che coesistono e si scontrano. La continua ricerca di risposte ai tanti, troppi interrogativi. Una Vita in attesa, una Vita in viaggio, una Vita di lotte, ma una Vita che voglio Vivere, ad ogni costo. Il mio più grande desiderio? Trovare un senso ad una realtà che un senso sembra non averlo, e trasformare in parole le emozioni e i sentimenti di una vita, sì rara, ma che non vuole esser altro che vissuta davvero.

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