Ribellione

Sono sempre stata un’anima ribelle, alla ricerca del suo posto nel mondo.

Non so se la sordità ha contribuito alla mia ribellione interiore, ma so per certo che mi ha aiutato a capire cosa realmente volevo.

Potrei dire di aver perso tempo alla ricerca di me stessa, a cercare di capire cosa realmente volevo.
Tutto ciò però mi ha fatto capire che chi si trova nella mia stessa situazione magari ha bisogno semplicemente di qualcuno che lo ascolti e lo incoraggi ad andare avanti.
Non ho trovato il coraggio di parlare delle mie insicurezze, delle mie paure perché attanagliata dalla paura di essere giudicata e di essere considerata stupida.

Non ho avuto il coraggio di guardarmi allo specchio per farmi un’autocritica e darmi quella forza, che in seguito ho scoperto di avere, per affrontare il mondo circostante.

Ho scoperto il dolore, la sofferenza interiore e la finzione di essere una persona diversa da quella che realmente ti senti di essere. Nessuno mi ha costretta ad essere diversa da me stessa, ma la società in qualche modo ha influito su ciò che avrei voluto essere.

Vivere nel mondo degli udenti ha fatto si che io conoscessi solo tardi il mondo dei sordi che non includeva solo il mio mondo e il mio rapporto con gli udenti. Da anni, mi confronto con i sordi stessi e mi fa quasi paura questo mondo.

Vivo con la voglia quotidiana di lottare, di far si che troviamo il nostro posto nel mondo.
Perché devo colpevolizzarmi se ho voglia di fare? Se ho studiato? Se ho voluto imparare l’inglese e sfidare i miei limiti? Vengo giudicata, insultata per voler osare nella mia vita.
Perché per i sordi stessi, tu che sei sorda non puoi fare determinate cose.
NO. Tu che sei sorda puoi fare qualsiasi cosa tu voglia, basta sfidare i tuoi limiti.
Sono arrabbiata con tutti quelli che si appigliano alla sordità come scusa per non fare e non osare. La sordità non è un punto di arrivo ma un punto di partenza per realizzarti e metterti alla prova.

La sordità ti porta ad una ricostruzione del tuo Io, alla creazione di barriere per vincere il dolore e allo sviluppo di una sensibilità che va oltre il normale.

La diversità, oggi, deve essere la normalità. Quella normalità che ti permette l’unicità e l’originalità che ti contraddistinguerà sempre dagli altri esseri umani. Siamo tutti uguali in quanto essere umani, siamo tutti diversi in quanto pieni di caratteristiche che ci rendono tali per fortuna.

La diversità non è una colpa, è un segno che ti rende viva, che ti aiuta a combattere per ciò che davvero credi. La diversità potrebbe essere vista come una difficoltà, come un ostacolo all’inserimento nella vita di tutti i giorni. Tra l’abilità e la disabilità c’è davvero un confine labile, ognuno di noi è abile in qualcosa e disabile in qualcos’altro. È un concetto, forse, un po’ troppo sottile e superfluamente affrontato ma forse cercando di vedere le cose in maniera più dettagliata ci si riesce a soffermarsi davvero sui concetti.

Sono consapevole che se avessi concentrato tutti i miei problemi sulla sordità non mi sarei mai ribellata ad essa ma sarei stata schiava dei miei limiti.

Ho fatto in modo che la mia sordità non interferisse con il mio stile di vita e non mi limitasse in alcun modo. Ho rischiato, ho fatto diversi salti nel vuoto, consapevole di perdere tutto.
Ho deciso di rischiare per non restare intrappolata nell’infelicità.

E ad oggi, l’infelicità è la cosa che più mi spaventa.
La sordità poteva intrappolarmi e farmi entrare in un circolo virtuoso di autoconvincimento che tante cose potevano non essermi concesse. Ho deciso di sfidare l’ignoto, i suoni e i rumori.
Ho deciso di sfidare me stessa pur di non rimanere intrappolata nell’infelicità.

E l’infelicità, sarà qualcosa che non mi apparterrà mai.
Ho promesso a me stessa che qualsiasi cosa mi renda infelice va cambiato, senza alcuna discussione, senza alcuna incertezza.

La libertà è la cosa più bella che esista, la libertà di essere felici è nostra.
Noi siamo padroni della nostra felicità, sfruttiamo il potere di renderci tale.

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Gloria Zullo

A proposito di Gloria Zullo

Difficile definirmi, non amo parlare di me. Studentessa a tempo perso, fuggo dalla realtà per ritrovare i sogni, anche solo per pochi minuti. Da quando ho scoperto i suoni, non riesco più a vivere senza. Mi sento una ragazza come tante, nulla di più, nulla di meno. Vivo in un mondo incantato fatto di sole cose belle. Faccio di tutto per evitare che entri il male. I suoni, sono la cosa che amo di più.

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