Quando capita, lascia che accada..

Capita, e capita proprio a te, che un attimo ti lascia senza fiato.
Capita che un’emozione si trasforma in desiderio.

Capita che vuoi fermare il tempo.
Capita che desideri un’anima dolce e pura ad accarezzarti il cuore.
Capita che ti rendi conto di dover lasciare andare la paura.

Capita che nel riflesso di uno sguardo profondo e sincero ritrovi te stessa traboccante d’amore.
Capita che ti accorgi di essere Felice, e di esserlo come mai prima.

Capita quando capita, ma capita. E tu ti ritrovi lì..

Ricordi ancora quando ti eri persa in quell’abbraccio assurdamente bello che ti aveva lasciato quella sensazione di totale appartenenza.
Un’esplosione di colori che aveva acceso dentro di te un arcobaleno, e allo specchio, poco dopo, aveva fatto sì che una luce illuminasse i tuoi occhi.
Chi era quell’essere che piano aveva sfiorato il tuo cuore fermando il tempo? Ti era sembrato di conoscerlo da tutta una vita, eppure non sapevi nulla di lui e lui non sapeva nulla di te, ma questo non era bastato a fermare quella magia, quell’alchimia pura e disarmante che vi aveva letteralmente travolti. 

E tu?

Tu vuoi un attimo per respirare, ma quanta vita, quanta forza senti scorrerti dentro. Hai chiuso gli occhi e quel troppo, quel tuo essere diversa, una volta riaperti hai desiderato fosse solo un ricordo lontano.
E invece Lei è lì.
Ti sei sforzata di ignorarla. Respirando solo il Bene non lei hai permesso di rubarti nemmeno un istante di quegli attimi. Una lotta, forse la più difficile.
Senti di voler esser te stessa, di voler fare i conti solo con quelle piccole grandi paure che a ciò che di imprevedibile e nuovo si dovrebbero accompagnare, e invece ti ritrovi a lottare con la parte più scomoda e irriverente di te.
Ti ostini ad allontanarla, rifiuti l’idea di ogni limite che essa comporta, ma a volte lei riesce ugualmente ad essere più forte. Ti schiaccia, ti obbliga a fermarti, ti costringe a rinunciare ad un momento che invece vorresti solo vivere. Ti riempie le vene fino a farle scoppiare.
La senti in quel dolore che arriva all’improvviso e che ti toglie il respiro, proprio mentre tu desideri respirare vita tra le braccia di chi in quel momento senti essere ossigeno puro. La vedi negli occhi di chi non crede che tu possa donare amore. La senti nel dolore di un giudizio affrettato, che nel pregiudizio si fortifica. 

Un paradosso, una lotta titanica, una diatriba da cui non riesci a districarti.
Lei a prendersi gioco di te. Tu instancabilmente decisa a vincere.
Ti armi di coraggio, accetti di fermarti in una sorta di resa a tempo perchè hai deciso di non rinunciare al tuo essere donna, di non privarti di quell’amore che ha preso a far battere il tuo cuore con un ritmo nuovo.
Non accetti di rinunciare alla Felicità!
A te stessa dai il permesso di affidarti a quell’abbraccio e a lei di prendere parte a quel ballo senza tempo. Ti abbandoni al divenire di quel momento e non le permetti di rubarti altra Vita. Le impedisci di scalfire il tuo credo. 

Continui però a cercare disperatamente quell’attimo per respirare.
Ne hai bisogno, perchè sei perfettamente consapevole che sia la tua unica salvezza. 
Se solo ti fermi a pensare, se solo allenti la presa e lasci che la ragione prenda il sopravvento, ti ritrovi immobile, chiusa all’angolo, schiacciata dal peso dei tuoi stessi pensieri. 
Lei con voce insistente e denigratoria ti ricorda ciò che lentamente ti ha tolto. Si prende gioco di te! La immagini fiera, compiaciuta, beffarda e meschina pronta a mostrarti il suo potere. 
Come una serie di diapositive che prendono a scorrere veloci, vedi tutti i suoi no passarti davanti, e sai che li rivedrai altre mille volte ancora.
Ti capiterà di non riuscire a fermare le lacrime constatando che il mondo non è ancora pronto a credere che chi diverso ama, che non considera possibile che ci si possa innamorare prima di un’anima e poi di un corpo.
Il mondo, prima ancora che all’amore, non crede a chi è Diverso.
Chi è Diverso spaventa, chi è diverso ha un credo che fa’ paura, difficile da comprendere. Chi è diverso non accetta di continuare a perdere e cerca il suo riscatto in un sentimento, in un sorriso nato dal cuore, persino nella paura stessa di amare e lasciarsi amare.
Chi è diverso, chi è portatore di un corpo malato, ma custode di un cuore puro, ti grida tutta la sua voglia di vivere.
E’ un grido che disarma, che obbliga a fare i conti con quel lato dell’anima sordo che il mondo vuole mascherare ad ogni costo, ma che chi è malato, disabile, chi per il mondo è “il diverso”, percepisce anche nel Silenzio. 

Che strano affare la vita, non ne conosciamo i confini eppure desideriamo scoprirne l’essenza. Un viaggio da vivere giorno per giorno.
Un labirinto senza un’apparente via d’uscita, una scalata ardua e la cui vetta ti appare sempre lontana.
Quando l’amore ti attraverso l’anima devi trasformarlo in Vita e viverlo come fosse tutto il tempo.
Sarà il tuo Tempo Migliore. E quando Capita, devi solo lasciare che accada. 

..Ed io in quegli occhi, in quell’infinito perdersi, rincorrersi, prendersi, fermarsi e tenersi stretti per restare, per essere, esserci e divenire, ho sentito forte il desiderio di lasciare che accadesse.
 

Pubblicato nella Elly&Valy | Lascia un commento
Eleonora Caputo

A proposito di Eleonora Caputo

Dirvi chi sono è difficile, perchè la scienza mi definisce Rara tra i Rari, il mondo, invece, diversa. Io amo definirmi semplicemente Elly! Una ventottenne che nonostante tutto crede nei sogni e nel futuro. Un futuro fatto di un tempo relativamente relativo, dove vivo il Qui e L’Adesso! Vivo e sfido ogni giorno realtà che non ho scelto ma che oggi sono parte di me. Non mi sono mai concessa il permesso di sentirmi malata, mi vedo come una piccola Matrioska, Elly e tutte le mie piccole altre me. Una realtà complessa fatta di diagnosi che coesistono e si scontrano. La continua ricerca di risposte ai tanti, troppi interrogativi. Una Vita in attesa, una Vita in viaggio, una Vita di lotte, ma una Vita che voglio Vivere, ad ogni costo. Il mio più grande desiderio? Trovare un senso ad una realtà che un senso sembra non averlo, e trasformare in parole le emozioni e i sentimenti di una vita, sì rara, ma che non vuole esser altro che vissuta davvero.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *