Presagi d’infinito

Dicembre 2015.
E’ un giorno qualunque, insensato, uno di quei giorni uguali fatto di momenti scontati ed il mio giovane volto sembra appassire di noia dietro una finestra. Cosa spero di trovare svuotando il comò dei suoi mille oggetti? Ci sono pile scariche, ninnoli vari e regali mai usati.
Cerco e ricerco tra le cianfrusaglie che mi ostino a conservare da anni e non so davvero cosa troverò mentre respiro solo una nuvola di polvere.
Forse voglio solo riempire le ore interminabili di un pomeriggio piovoso o colmare il vuoto di un cuore troppo solitario, un cuore che grida il rimpianto di momenti non vissuti e irrecuperabili. Si, perché le lancette dell’orologio corrono e perdo la possibilità di fare miei attimi preziosi ed ora non posso più riaverli.
Sono nastri da riavvolgere, son parole non dette volate al vento delle stagioni, ed è quasi natale. Sto richiudendo il cassetto ai fronzoli e alle emozioni, quando qualcosa mi ricorda che io esisto, una busta aperta, una lettera dimenticata.
Legnano 2 Ottobre 2002.
Sei tu piccola Nori, che sorpresa ritrovarti tra queste righe con i tuoi pensieri nostalgici, mi scrivi tra i banchi di scuola, mentre attendi il suono della campanella.
Tu, una ragazzina diligente e studiosa, è strano immaginarti annoiata tra i libri, eppure quel dolore sottile e profondo che mi racconti traspare tra le righe. Può sembrare un’inquietudine adolescenziale, come molte altre ne avrai avute nei tuoi quasi 14 anni, ma ben altro mi suggeriscono le tue parole tristi, seppur speranzose e piene d’amore.
Leggo lo sfogo di quel tuo periodo difficile, amplificato dalla lontananza che ti strugge, nonostante l’estate sia trascorsa da appena un mese, nella quale tra l’altro ci siamo promesse di scriverci. NON TI BASTA !! Vorresti annullare le distanze con il pensiero e così già immagini il prossimo natale.
Ti vedi con la famiglia numerosa ed i nonni amatissimi, attorno alla tavola imbandita con sapori e profumi della tua Sicilia, ansiosa di scartare i regali sotto l’albero.
Continuo a leggere come fosse la prima volta, ma questa lettera ha ben 13 anni. Quanta acqua sotto i ponti, e quanto mi colpisce la tua letterina, delicata come il tuo essere sensibile. Assurdo dimenticare di averla ricevuta, la scopro oggi con occhi nuovi e te ne ringrazio amica mia.
Sento un fluido vitale tra le dita pervadermi d’emozione in un attimo eterno, mille ricordi dentro come cascate nitide nelle stagioni opposte. Si, Nori è bizzarro, tu parli del natale e la memoria mi porta all’estate.
Una delle tante estati in casa dei tuoi nonni, a me molto cari, li rispettai fin da subito da brava vicina, ma era facile volergli bene.
Che tenerezza!! È un fremito d’anima il buon vecchio Fido, che seguiva il suo padrone ovunque, oserei dire che aveva perfino le sembianze di tuo nonno con la sua stazza maggiorata ed imponente.
Il tuo sceriffo, lo vedo entrare in cucina a reclamare il pranzo, un omone inesauribile quanto una pila elettrica, orgoglioso di coltivare la sua terra e di fare mille altre cose. Aveva negl’occhi la scintilla di idee sempre nuove, stravaganti. Amava distinguersi, e lo faceva benissimo con il grande cappello di paglia e le sue camice stile hawaiano, un’esplosione di creatività, indiscussa come la sua irruenza caratteriale. Un pomeriggio lo sorpresi a dipingere delle rose rosse sulla parete del salone, così, per puro divertimento e ancora oggi sorrido. Una persona unica rimasta indelebile nel cuore dei suoi cari, l’esempio che la vita non si spegne mai. “Grazie sceriffo Turi.”
Nonna Maria, i suoi occhi dicono tutto e le parole in lei si perdono. Gli opposti si attraggono? Forse, ma è chiaro che i due si compensano tenendosi in equilibrio sulle reciproche fragilità, tra i battibecchi quotidiani di un matrimonio duraturo, indissolubile. Questa è lei, una donna saggia e paziente, la vita dura non l’ha spezzata, solo addolcita, lei colonna portante della famiglia.
“Sento ancora il sapore della sua pasta con le sarde, buonissima!!”
Cuciva le tendine, i cuscini colorati e guardarla mi faceva star bene, si affaccendava e intanto mi parlava di voi nipoti, soprattutto di te, tesseva le tue lodi e mi incitava a conoscerti meglio.
Grazie anche a te nonna per i bei momenti che mi hai regalato, io ti regalo le mie parole affettuose da osservatrice discreta.
Cara amica, tra queste righe il passato si fonde al presente e ci ritroviamo adulte e finalmente amiche, amiche di penna direi. Già, tu ed io non abbiamo nemmeno una foto insieme eppure il tempo ci lega più che mai.
Ti ricordi la prova costume insieme alle tue cugine? Ero salita anch’io nella stanzetta e la radio cantava un altro tormentone estivo, la vostra vivacità contagiava, io però ero triste all’improvviso, con la voglia di vivere che cresceva con me e la rabbia di sentirmi limitata nell’agire.
Voi avreste viaggiato e realizzato sogni ed io sarei rimasta per sempre una spettatrice dalla vita altrui. Che pensiero orribile! Mi detestai per l’invidia provata, ma tu eri una studentessa brillante, destinata a volare alto. Noi non avevamo niente in comune, e mai lo avremo avuto, lo decretai con una supponenza irritante che osava giudicarti.
Sbagliavo e ti chiedo scusa oggi che so quanto siamo simili. L’ho scoperto guidata dal dubbio e la curiosità ha fatto il resto, attraverso quella fenice che è frutto dell’impegno di tutti noi, stelle dello stesso cielo.
E sono qui a riflettere con la tua lettera tra le mani e qualche lacrima sta per scendere, adesso che i tuoi sogni di ragazzina appena accennati, lasciano il posto a sogni grandi. Sogni scalfiti dalla tua lotta inattesa.
Una storia da reinventare, adesso che una convergenza assurda di dolore e privazione ci fa’ ancor più vicine. Son contenta che noi ci somigliamo a prescindere da ciò che è accaduto, accomunate dal modo di amare la vita e gli uomini.
Ho la pelle d’oca, ripensando alla data … Il 2 ottobre è il giorno di Sant’angelo, coincidenza o un segno divino? Si!!
Ci sono due angeli stampati all’interno della busta, mai notati. Piccola Norì, il terzo angelo sei tu, ne sono certa! Il mio angelo custode venuta ad illuminare un giorno triste e ancora una volta è quasi natale dell’anno 2015 e tu sei il regalo più bello arrivato in anticipo dal passato.
Il puzzle si ricompone ai miei occhi, è il disegno già scritto di colui che sa tutto e nulla lascia al caso, siamo cristalli di un progetto più grande, quello di Dio per noi, i suoi presagi d’infinito.
Cara amica, siamo donne con gli occhi aperti e qualche sogno in più.
Ti confesso che un po’ son delusa dai miei insuccessi, ma non ho ancora detto l’ultima parola sui miei desideri.

Il futuro è qui, tracciato dalle orme dei nostri passi sulla sabbia, ma io ho paura dell’ignoto. Piccola Nori, insegnami a volare sulle ali del mio equilibrio precario. “Come il gatto all’amica gabbianella.” Insieme si può, il volo più bello si spicca quando il cuore è felice.

Pubblicato nella Mondi Rari | 2 risposte
Giusi

A proposito di Giusi

Sono una donna single di trentanove anni, ma in me vive ancora lo spirito gioviale di una bambina curiosa. Non mi ritengo infantile ne poco realista, perchè il dolore lo conosco da sempre, ma oggi lo vivo in modo consapevole come fosse un amico. Può rivelarsi estenuante affrontare una dipendenza fisica dalle altre persone, perchè c'è sempre qualcuno a limitare la voglia di agire e di essere. Forte di quell'esperienza scioccante che mi ha spezzato l'anima un milione di volte, a quella bimba ho insegnato ad asciugarsi le lacrime e diventar donna. Osservo, scovo e domando, sono una piccola ficcanaso dalle buone intenzioni. Mi definisco una raccontastorie, vivo di emozioni a fior di pelle. Un concentrato di pregi, difetti e qualche volta estremi. La bellezza che cerco è dentro me, poichè ciò che resta intorno è un goffo tentativo di vivere, come una funambola a un passo dal cadere nel vuoto. Io voglio aiutare con la mia presenza di spirito, con un ascolto costante e con parole misurate, mai invadenti, perchè anche il cuore più duro si scioglie davanti a un amore discreto.

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