Mutazioni dell’anima

Metto da parte gli stereotipi, ogni sorta di credo e guardo la mia immagine riflessa allo specchio. Scorgo qualche piccola ruga intorno agli occhi, occhi che illuminano il mio sguardo, profondo a detta di molti, semplicemente il mio per me. 
Uno sguardo che è sempre pronto a raccontarsi, se io stessa concedo ai miei occhi la libertà di farlo. Occhi che di fronte alla vita non hanno mai scelto di chiudersi. Occhi che sfidano la luce, che guardando l’orizzonte sognano, e mi permettono di immaginare quell’abbraccio che sa’ di libertà e conquista per ogni giorno vissuto, lottato e voluto!
Occhi attraverso cui scorgo la mia anima. 
E se è vero che gli occhi sono lo specchio dell’anima, io di questi occhi e di questa mia anima, a volte vulnerabile, scossa, ma instancabilmente desiderosa di Vita e Amore, sono orgogliosa. 

Il tempo, fedele compagno o temuto avversario, segna le tappe della vita di ognuno. Dovrebbe esser qualcosa di naturale, crescere lo è.
Noi tutti abbiamo un passato, alle volte ancora troppo presente, in cui una nostalgica malinconia ti ricorda le cose che sai non torneranno più. Abbiamo un presente, e sogniamo un futuro. Sogni, illusioni, certezze si mischiano a ricordi, ad attimi di felicità o delusioni cocenti, che si fatica a dimenticare e che si custodiscono come monito per il domani.
Quel domani che costruisci ogni giorno. Quel domani che vedi cambiare, mutare. Quel domani che, a volte, vedi scivolarti tra le mani.
Noi tutti abbiamo un prima e un dopo. Ma se il prima e il dopo non rappresentano una naturale crescita, bensì delineano il confine tra due realtà, o meglio tra l’imporsi di una data e precisa realtà, che è tutto fuorché naturale, che è imposta, che è crudele, a quello che era il tuo comune vivere, comprendi di non aver più un tempo.
La malattia finirà per prendersi anche quello. Non ci sarà più un passato, un presente e un futuro.
Il tuo “prima e dopo” diverrà lo spartiacque tra prima di esser Malata, o meglio di averne certezza, e il tuo scoprire di esserlo. Sempre che esserlo porti con se’ la fortuna di avere una diagnosi, di non essere così rara da essere invisibile!
In un attimo perdi il senso e perdi te stessa. O almeno questo è quello che è accaduto a me. E non so dire quando accadde, o meglio quando ho compreso di essermi persa. Quando ho capito che quel freddo, quel vuoto che sentivo dentro di me erano il frutto della consapevolezza e conseguente, quanto mai necessaria, accettazione, che niente sarebbe stato più come prima.
Ed è questo il punto. Accettare e accettarsi.

Sono diventata Donna, e ora so che il mio è stato un cammino diverso. Niente di ciò che è stato è stato comune. C’è stato un tempo in cui ho sentito il peso di tutta questa diversità. Mi ha allontanata da me stessa, e dal mondo. Ero manchevole di qualcosa, non riuscivo a stare al passo e nulla di ciò che mi circondava sentivo mi appartenesse. Doveri ai quali non riuscivo ad assolvere si intrecciavano a scelte che avrei dovuto, e voluto compiere, ad obbiettivi che desideravo perseguire ma davanti ai quali restavo immobile. Passavano i mesi, e con essi anche le stagioni e non mi accorgevo che stavo perdendo me stessa.
Stavo perdendo ciò che di più prezioso ogni essere umano possiede di diritto. Non trovavo più la mia identità. La malattia si era impossessata di tutto, aveva inghiottito la mia anima. Avere consapevolezza di essere malati è ben diverso dall’accettarsi. Accettare di non aver più potere sulle proprie scelte, accettare di dover rinunciare ai tuoi sogni, perchè qualcosa di più grande ti ha rubato anche quelli, accettare di non sapere cosa accadrà domani, perchè non sai se quel domani esisterà, accettare limiti sempre nuovi, accettare di dover fare il massimo, perchè sai che potresti un domani avere un tempo diverso da vivere, con strane condizioni con cui dover obbligatoriamente fare i conti, accettare di non conoscere i tempi e i modi in cui tutto cambierà, e di non poterlo sapere prima, prima che sia troppo tardi, accettare tutto questo..accettarlo davvero fa’ paura, è terrificante.
Ti lascia attonita, ma è l’unica scelta possibile per trasformare il tuo tempo in un tempo solo. 
Ed io ho dovuto trasformare il mio tempo in un tempo solo.
Una necessità questa per non incorrere in vortici dai quali non ne sarei uscita se non distrutta, dilaniata, persa per sempre. 
D’indole non ho mai permesso a me stessa di mortificare il mio animo, nè mai mi sono nascosta dal mostrare le mie emozioni. 
Ho imparato a esternare sempre ciò che sento, senza mai provarne vergogna. Perchè mai dovrei nascondermi? Ogni emozione nasce da un Sentimento, può suscitare imbarazzo, donare allegria, lasciare sgomenti, o regalare infinito amore, ma a mio avviso può riassumersi in una unica parola, che sia espressione di Amore, Rabbia, Dolore,Sorpresa, e così avanti all’infinito, sarà sempre e solo Vita! 

Si ha bisogno di Certezze, si ha bisogno di Libertà, si ha bisogno di Verità. Si ha semplicemente bisogno di essere e di esserci per sentirsi vivi e vivere.
E sarà Vita, finchè io mi sentirò Viva. 
Nessuna condizione, nessun limite, nessuna assurda verità, o immutabile realtà, potrà mai scalfire questa mio Sentire. E’ un sentire che nasce dal profondo, dall’amore sconfinato che nutro nei confronti di quella bimba che proteggo e tengo stretta dentro me, perchè è ciò che di più vero e puro è rimasto di quella Elly che un giorno sognava una vita diversa, ma che oggi semplicemente Vive e lo fa credendo in ogni respiro, in ogni sorriso e in lacrima.
Quelle certezze, quella libertà, quella verità li ho ritrovati ritrovando me stessa. Non li avevo persi, non mi ero persa. Avevo permesso alla malattia di spegnere quella luce che da sempre illumina i miei occhi, e che per sempre sarà la luce riflessa di un disegno più grande in cui io nonostante tutto non smetterò mai di credere.

 

 

 

 

 

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Eleonora Caputo

A proposito di Eleonora Caputo

Dirvi chi sono è difficile, perchè la scienza mi definisce Rara tra i Rari, il mondo, invece, diversa. Io amo definirmi semplicemente Elly! Una ventottenne che nonostante tutto crede nei sogni e nel futuro. Un futuro fatto di un tempo relativamente relativo, dove vivo il Qui e L’Adesso! Vivo e sfido ogni giorno realtà che non ho scelto ma che oggi sono parte di me. Non mi sono mai concessa il permesso di sentirmi malata, mi vedo come una piccola Matrioska, Elly e tutte le mie piccole altre me. Una realtà complessa fatta di diagnosi che coesistono e si scontrano. La continua ricerca di risposte ai tanti, troppi interrogativi. Una Vita in attesa, una Vita in viaggio, una Vita di lotte, ma una Vita che voglio Vivere, ad ogni costo. Il mio più grande desiderio? Trovare un senso ad una realtà che un senso sembra non averlo, e trasformare in parole le emozioni e i sentimenti di una vita, sì rara, ma che non vuole esser altro che vissuta davvero.

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