Memorie che resteranno per sempre

Da piccola mi chiedevo sempre perchè i grandi spesso si commuovevano nel raccontare dei propri ricordi, guardavo a quegli occhi lucidi e a quelle lacrime, che solo di rado finivano per bagnarne il viso, con enorme rispetto. Non osai mai interrompere o placare l’impeto con il quale quelle storie mi venivano raccontate, nè trovai mai il coraggio di chiedere perchè spesso si commuovessero, certa che in qualche modo il tempo avrebbe risposto a questo mio interrogativo. Ed è con il tempo che ho compreso, crescendo ho capito che quelli non erano semplici racconti, ma erano Memorie, tracce di Vita autentiche, che mi venivano confidate con delicatezza affinchè io imparassi a custodirle, a proteggerle dallo stesso scorrere del tempo. Oggi sono i miei occhi ad esser velati di tristezza e lacrime quando guardo lei, la mia dolce Nonna, che delle sue Memorie mi ha fatto dono quando ero piccina, e che ora confonde e rinnega quel passato che l’ha vista bambina, donna, moglie e madre. 
“Promettimi che ti prenderai cura di Lei, Paparedda.” “Si, Nonno, te lo prometto.” Non una semplice promessa, ma la Promessa. L’ultima che Nonno mi ha strappato prima di lasciare la mia mano, prima di lasciarmi un pò più sola. Certo é che non potevo immaginare che sarebbe stato così difficile, così doloroso, perchè di quei racconti, della sua memoria non è rimasto nulla, se non poche semplici parole, piccoli deboli flashback che tentano ancora di affacciarsi al presente, finendo spesso per sfumare in un’alzata di spalle o con il perdersi in uno sguardo dubbioso.
 
È il cerchio della vita, “Si torna bambini”, così dicono, ma infondo non ci credi, non lo immagini, ma poi la vedi imbronciarsi per un no, la senti ridere perchè qualcuno batte le mani e canta, o la guardi giocare con i piccoli di casa. Allora inizi a crederci, ma perdi le parole, e ti ritrovi a fare i conti solo con i tuoi sentimenti, con quei nodi che ti stringono la gola e ai quali cerchi di rispondere con il sorriso. E quando presto, troppo presto, ti accorgi che non ricorda più il tuo nome, ma ugualmente ti prende per mano, o si rifugia tra le tue braccia, nascondendo il viso contro il tuo petto, ti chiedi come sia possibile. Lo chiedo a me stessa ogni qualvolta tra la folla cerca la mia mano, quando confusa cerca i miei occhi, quando cerca il mio aiuto senza però pronunciare parola alcuna, e nel chiedermelo è a quelle memorie che son tornata, a quei racconti ed al senso che ignoravo avessero. Quelle parole mi univano a lei, in silenzio, instillando in gran segreto nel mio animo il Bene, quel bene che oggi le permette di fidarsi e affidarsi a me. Ed è sempre a loro che spesso mi sono aggrappata e mi aggrappo per ridestare la sua attenzione. Il suo io razionale non sa, non riconosce ma il suo cuore sì, il suo incoscio custodisce ancora tutto l’amore che ci ha unite nonostante la distanza che per anni ci ha divise. Il Bene ha vinto, è sopravvissuto, non si è perso. 
“Nonnii io ti amo lo sai?” “Ami me?” “Si, Nonnii, io ti amo!” Mi guarda, i suoi occhi si perdono, a volte sussurra un semplice “Mah”, ma poi mi abbraccia e mi stringe forte. E questo basta, basta per cancellare il male, ed anche il dolore. Oggi tornassi indietro vorrei poter fermare il tempo in quelle estati che mi hanno vista diventare donna e in cui era il suo amore a scaldare il mio cuore, in cui era la sua cura ad alleviare le mie paure, ed era sempre il suo il sorriso più vero ad accendere ogni momento buio. Oggi vorrei avere più forza per tener fede a quella promessa, perchè a volte la cura che lei necessita è la stessa che serve a me, perchè non è facile accompagnare quando si ha bisogno di essere accompagnati, non è facile farsi presenza quando non sempre si riesce ad esser presenti a se stessi. 
Ma nonostante questo grande immenso no che la vita tenta di impormi è anche grazie a lei che trovo la forza, che combatto, è anche grazie a ciò che quelle sue Memorie hanno lasciato in me che impongo il mio Sì.
 
E allora, Nonnii, ciò che io oggi dico a te è: “Sì!” Sì ad ogni istante in cui riuscirò a calmare le tue paure. Sì ad ogni carezza e ad ogni sorriso che accenderà un sorriso sul tuo viso. Sì ad ogni storia che sceglierò di raccontarti per ricordarti chi eri. Sì al mio sorriderti sempre anche quando non riuscirò a capire perchè tu starai sorridendo a me. E ancora sì al mio accompagnarti davanti al tuo armadio perchè cerchi qualcosa e cercarla con te, anche se nessuna delle due sa cosa cercare e poi dirti: “Nonni, la vuoi una caramella?” “Sì, ‘na caramella” E ridendo andare insieme a prenderla. Sì, ad ogni sacrificio che servirà. Sì perfino al tuo esserci non esserci, perchè anche se un giorno non saprai più davvero chi io sia, io saprò sempre chi sei tu, e te lo ricorderò, e se anche lo dimenticherai te lo ricorderò ancora e ancora. 
Ti prometto che non smetterò mai di farlo, perchè tu sei stata, sei, e sarai sempre la mia dolce Nonna, e la tua memoria è la mia memoria, il tuo sorriso il mio, il tuo esserci parte del mio esistere. 

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Eleonora Caputo

A proposito di Eleonora Caputo

Dirvi chi sono è difficile, perchè la scienza mi definisce Rara tra i Rari, il mondo, invece, diversa. Io amo definirmi semplicemente Elly! Una ventottenne che nonostante tutto crede nei sogni e nel futuro. Un futuro fatto di un tempo relativamente relativo, dove vivo il Qui e L’Adesso! Vivo e sfido ogni giorno realtà che non ho scelto ma che oggi sono parte di me. Non mi sono mai concessa il permesso di sentirmi malata, mi vedo come una piccola Matrioska, Elly e tutte le mie piccole altre me. Una realtà complessa fatta di diagnosi che coesistono e si scontrano. La continua ricerca di risposte ai tanti, troppi interrogativi. Una Vita in attesa, una Vita in viaggio, una Vita di lotte, ma una Vita che voglio Vivere, ad ogni costo. Il mio più grande desiderio? Trovare un senso ad una realtà che un senso sembra non averlo, e trasformare in parole le emozioni e i sentimenti di una vita, sì rara, ma che non vuole esser altro che vissuta davvero.

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