Le leggi non scritte del bastarsi

Ci sono sentimenti che ti scuotono l’anima, e lo fanno puntualmente  senza chiederti il permesso. Sono lì, quasi fossero in agguato, pronti a strapparti da quel tuo tanto affannosamente ricercato equilibrio. Esplodono all’improvviso, quasi a volersi prendere gioco di te.
Potendoli immaginare, li vedi picchiare forte contro le pareti del tuo cuore, sgomitare e farsi spazio tra le pieghe della tua anima, abbattere quel muro che silenziosamente avevi costruito dentro di te, come a volerti proteggere, finendo a conquistare, trionfanti, ciò che resta di quelle che credevi ormai poter chiamare certezze.
Torni ad esser bambina, piccola e vulnerabile, desiderosa solo di un rifugio in cui poterti nascondere, sentendo forte dentro di te la mancanza di quell’abbraccio capace di cullarti e rassicurarti nel profondo.

Accade così che impari a cavartela da sola.
Tu, che della solitudine hai sempre avuto un certo timore, ora hai imparato, con sorprendente dimestichezza, a bastarti.
Una presa di coscienza di difficile conquista, qualcosa che mai avresti pensato potesse appartenere proprio a te, e che ti è costata lacrime.
Le hai sentite bagnare il tuo viso, scendere giù fino alla gola e stringerla così tanto da toglierti il respiro, ma sei rimasta lì, ferma e immobile. Non gli hai impedito di scorrere, non ti sei sforzata di reprimerle, semplicemente hai dato loro il permesso di essere padrone di quel momento.

E’ una legge non scritta, una condizione necessaria. Devi sentirlo il dolore per combatterlo.
Devi lasciar fluire la rabbia, e con essa ogni sentimento che finirebbe per trasformare quel momento in qualcosa di eterno.
Invece hai imparato che ad ogni situazione ci si può adattare, devi modellartela addosso. Devi arrivare a sentirla dentro, come quel vestito cucito su misura per te. Esso prenderà le tue forme, sarà per te una seconda pelle, a protezione di un corpo che però in quel momento sente solo dolore. Quel vestito, quel pezzo di stoffa fatto di paure, lacrime ormai asciutte, di tutta la rabbia che vorresti gridare, si trasformerà in un morbido abbraccio, nel ricordo di un ti voglio bene, che giorno dopo giorno vedi crescere, frutto di un legame a cui tu non riesci a dare un nome, ma che senti essere una verità per cui vale la pena lottare, sarà lo sguardo pieno di meraviglia di un piccolo scricciolo venuto al mondo per ricordarti che la vita è sempre pronta ad offrirti un nuovo inizio, sarà il sorriso che accenderà di nuovo il tuo viso quando due occhi cercheranno i tuoi e capirai che vogliono guardarti davvero, e sentirai il tuo cuore pronto a battare di nuovo per un’emozione pura e vera, dimenticandoti del male e di chi un tempo si è dimenticato di te, con quella facilità disarmante che oggi sai appartenere a chi per primo non trova il coraggio di guardarsi dentro, perchè forse è troppa la paura di riscoprirsi vuoto e solo.  

Sarai tu e tutto ciò che hai lasciato andare, pezzi di te vecchi e stanchi, e sarai quella stessa forza alla quale ti aggrappi quando tutto sembra troppo ma che cresce ed esplode perchè sai che niente vale di più di un giorno vissuto davvero. Imparerai a cercare risposte dal silenzio, e darai loro voce solo quando sarai certa di poter ascoltare quanto avrà da dirti. Il tempo ti concederà tregue inaspettate e corse a perdi fiato.
Ti accorgerai di avere nuove consapevolezze, e di non voler più accettare niente di meno di ciò che sai di meritare.
Sentire dentro di te quel senso di abbandono e solitudine ti ha portato a dover cambiare ogni prospettiva, insegnandoti che una fine è tale solo quando le concederai di divenir padrona, di prendersi gioco di te e di ogni tua volontà, perchè nulla sarà più importante di ciò che vuoi davvero.

Se vuoi, puoi. E se puoi, devi..
Ennesima legge non scritta ma che con prepotenza risuona nella tua mente imponendosi ad ogni gesto desiderato, voluto e dovuto.
In quell’esplosione di rabbia, persino in quel grido silenzioso, vedrai racchiudersi tutto ciò per cui lotti, tutto ciò in cui credi.
Il tuo io più profondo rinascerà ogni volta che troverai la forza di asciugare quelle lacrime che lente prenderanno a scorrere, e saprai con assoluta certezza di aver scelto. Un particolare che passerà inosservato, che ti costerà pesanti giudizi, viziati da puerilità e pressapochismi. Come se il mondo volesse negarti il diritto di scegliere te stessa, il diritto a bastarti. Ti additeranno, arriveranno a dire che ti sarai arresa, accusandoti di un certo mal di vivere, che si affretteranno a catalogare, neanche fosse una sentenza, come una qualche strana forma di depressione, e questo solo perchè ti rifiuterai categoricamente di accettare anche il più piccolo compromesso. Tra le pieghe della tua anima a quel dolore a cui tu avrai permesso di fluire e invaderti fino a scoppiare prenderà posto una nuova speranza, l’ennesima tua nuova sfumatura.

Aprirai gli occhi, il tuo cuore batterà un nuovo ritmo e inizierai a sentirti un pò di più a casa. Sarà un cammino lungo, sarà un nuovo viaggio, con molteplici inizi, con addii che sentirai essere semplici arrivederci, ed altri che resteranno tali, trasformandosi ben presto in ennesime nuove tue consapevolezze. Sarai tu e un tempo nuovo. Sarà Vita! 

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Eleonora Caputo

A proposito di Eleonora Caputo

Dirvi chi sono è difficile, perchè la scienza mi definisce Rara tra i Rari, il mondo, invece, diversa. Io amo definirmi semplicemente Elly! Una ventottenne che nonostante tutto crede nei sogni e nel futuro. Un futuro fatto di un tempo relativamente relativo, dove vivo il Qui e L’Adesso! Vivo e sfido ogni giorno realtà che non ho scelto ma che oggi sono parte di me. Non mi sono mai concessa il permesso di sentirmi malata, mi vedo come una piccola Matrioska, Elly e tutte le mie piccole altre me. Una realtà complessa fatta di diagnosi che coesistono e si scontrano. La continua ricerca di risposte ai tanti, troppi interrogativi. Una Vita in attesa, una Vita in viaggio, una Vita di lotte, ma una Vita che voglio Vivere, ad ogni costo. Il mio più grande desiderio? Trovare un senso ad una realtà che un senso sembra non averlo, e trasformare in parole le emozioni e i sentimenti di una vita, sì rara, ma che non vuole esser altro che vissuta davvero.

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