La straordinaria sensibilità del mondo Down

Dici sensibilità e pensi a qualcosa di complesso, una parola che fa paura e affascina nello stesso tempo.
Ho costruito un blog su questo concetto, pagine dove rivendicare il diritto di essere sensibili, riponendo in un cassetto la maschera con tutte le convenzioni sociali del caso. Essere se stessi sempre, comunque e a qualunque costo. Un viaggio graduale, progressivo, che ha toccato la vetta più alta in una serie di incontri con…la sindrome di Down.

No, non sto buttando lì frasi senza senso e sconnesse tra loro. Sensibilità e sindrome di Down sono legatissime, almeno per me, e grazie a quegli incontri ho deciso di smascherarmi per sempre. Sono passati due anni dalla mia prima attività di volontariato in quel magnifico mondo, tutto è cominciato con un contatto giornalistico, per fare chiarezza su problematiche legate all’assistenza domiciliare ai disabili. All’epoca vivevo a Roma, a Pomezia mi imbatto nell’ “Associazione Futuro Onlus, che dedica tempo e risorse alle persone disabili. Decido di andare per un’intervista, vengo accolto da Antonella, la padrona di casa. Mi sento uno di loro sin da subito, coccolato e anche “nutrito” con dolci di ogni genere. Entro in quel mondo in punta di piedi, avevo già avuto esperienze di questo tipo ma, “il mondo Down”, mi ha sempre affascinato e spaventato allo stesso tempo. Ricordo che da piccolino, in un albergo dove soggiornavo, c’era un ragazzino che era il mio incubo, non sapevo approcciarmi a lui e fuggivo. Forse, nella mente, avevo quel brutto retaggio diffuso tra la gente, la necessità di affermarsi come “esseri superiori”, scappando ed emarginando. Ancora oggi mi odio per questo, probabilmente perchè all’epoca la pensavo anche io così. Era un ragazzo senza freni e avevo paura…solo successivamente ho capito che era paura di non essere all’altezza.  
Ad ogni modo, dopo l’intervista, esco dalla stanza e mi proietto in quel fantastico mondo. Sono cresciuto, non mi fanno più paura i ragazzi con la sindrome di Down, piuttosto ho sempre più timore degli esseri umani, quelli che si reputano normali. Sono un estraneo ma vengo accolto come una star, baci e abbracci, non sono mollato un attimo. Vedo una coppia di ragazzi che si baciano, che si amano, che parlano di amore come io non saprei fare. Li metto alla prova, faccio qualche domanda per provocarli ma mi rispondono colpo su colpo. Sono innamorati, l’uno dell’altro, sono innamorati della vita. Il sorriso sempre stampato sul volto, la voglia di conoscermi, io però non ho la stessa facilità di risposta che hanno loro, io ho ancora un pezzo di maschera che mi impone la società, io non riesco ancora ad essere me stesso.
Sì, sensibilità è contatto col proprio essere, espressione dei sentimenti più puri, senza pensare ai se e i ma e lì, in quell’edificio colorato e accogliente, si librano in aria tutti i sentimenti più belli del mondo. C’è l’amore, ma c’è anche l’amicizia, in quegli abbracci che ricevo ogni qualvolta vado e torno in quel fantastico microcosmo. C’è la solidarietà nei momenti di difficoltà, l’uno con l’altro, c’è la felicità allo stato puro, un guscio contro tutti i condizionamenti della vita. Cantano e ballano che è un piacere, io rimango un tronco incapace di lasciarmi andare. Io penso a non ballare per non fare figuracce, loro passano all’azione, fregandosene del mondo circostante.
Me ne vado fisicamente dall’associazione, da Pomezia, da Roma, ma i contatti rimangono e rimarranno sempre, e capisco che anche io, classificato dalla società come “normale”, devo fare qualcosa per portare tra la gente un po’ di quell’enorme sensibilità che ho ricevuto.

I miei occhi vedono ancora filmati di disabili picchiati, le mie orecchie sentono ancora frasi di derisione nei confronti del mondo Down, il mio cuore esulta apprezzando quello splendido modo di vivere.
Non siamo capaci di rapportarci a quel microcosmo, non siamo all’altezza, schiacciati dal peso di una società che ci indica, ora dopo ora, come comportarci e cosa provare.

Un commento riguardo “La straordinaria sensibilità del mondo Down

  1. Antonella De Biase

    È meraviglioso rendersi conto che ci sono persone che considerano l’altro a prescindere da quelle che sono le etichette di diversità. Ed è vero, bisogna avvicinarsi per capire ed entrare in un mondo fatto di semplicità e spontaneità. Un articolo bellissimo che può scrivere solo chi ha vissuto un’esperienza reale e chi ha un animo sensibile e aperto che coglie l’essenza della vita e del rapporto con gli altri!!!

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