{"id":5522,"date":"2020-01-28T12:32:01","date_gmt":"2020-01-28T11:32:01","guid":{"rendered":"http:\/\/alidiporpora.it\/?p=5522"},"modified":"2020-01-28T12:32:01","modified_gmt":"2020-01-28T11:32:01","slug":"la-metamorfosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/2020\/01\/28\/la-metamorfosi\/","title":{"rendered":"La Metamorfosi"},"content":{"rendered":"<p>Chiedo scusa ai miei lettori, ci sono voluti quasi due anni per ritrovare la voglia e il coraggio di continuare a raccontare la mia <a href=\"http:\/\/alidiporpora.it\/la-rincorsa-normale\/\">vita<\/a>. Questo episodio lo dedico a chi crede veramente in me e mi ha stimolato a farlo.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019incubo delle <a href=\"http:\/\/alidiporpora.it\/la-crescita\/\">medie<\/a>, eccone un altro pi\u00f9 grande: le scuole superiori.<\/p>\n<p>Come vi dissi nell\u2019episodio precedente, feci amicizia con un compagno che si iscrisse, per i futuri anni di liceo, in una scuola che lo avrebbe qualificato come operatore sala bar. A me non interessava molto un particolare indirizzo, bastava che ci fosse lui, tanto mi sarebbe stato vicino e mi avrebbe aiutato.<br \/>\n Pass\u00f2 cos\u00ec l\u2019estate ed una settimana prima dell\u2019inizio della scuola ricevetti una lettera dal preside, in cui convoc\u00f2 i miei genitori e li convinse che non ero adatto a quella scuola perch\u00e8 la comunicazione con gli studenti era la parte pi\u00f9 importante del giorno. Per me fu una delusione tremenda che mi costrinse in pochi giorni a cercare una scuola che avesse un posto per me. La trovai, era l\u2019Ipsia con indirizzo perito elettronico. Non mi piaceva assolutamente ma non potevo rimanere fermo, ma anche quel primo giorno un equivico la fece da padrone. L\u2019open day dei periti meccanici era il primo giorno, gli elettronici al secondo. Io mi presentai il primo giorno ed il bidello mi inser\u00ec in una classe. Non capivo molto anche perch\u00e8 ero deluso e distratto, ma nessuno mi aiutava veramente, nemmeno i professori e rimasi l\u00ec a scaldare la sedia fino alla fine della giornata. Mi presentai il giorno dopo e scoprii che avevo una classe e da li il mio umore miglior\u00f2 leggermente.<\/p>\n<p>Mi rirovai in una classe di ragazzi molto pi\u00f9 grandi di me, tanti avevano ripetuto l\u2019anno scolastico. Eravamo tutti maschi. Lo scoglio per me pi\u00f9 grande venne a crearsi per l&#8217;impossibilit\u00e0 di creare un rapporto con il corpo docenti. I professori delle superiori ogni anno cambiavano, quindi non era pi\u00f9 come alle medie e alle elementari dove ti seguivano fino alla fine conoscendoti piano piano e ci\u00f2 significava che ogni volta dovevo tentare di trovare un feedback col docente, tentativo pressoch\u00e8 impossibile data le numerosi classi con le quali essi dovevano rapportarsi. Mi preoccupai veramente, ma decisi di non demordere.<\/p>\n<p>In quell\u2019epoca ero molto arrabbiato con i miei genitori, non accettavo la mia sordit\u00e0, non mi sentivo n\u00e9 carne n\u00e9 pesce, e spesso venivo bullizzato in classe a causa del mio handicap uditivo. Io non avevo paura di loro, avevo paura della mia reazione esagerata e delle conseguenze che potevano esserci, quindi ingoiavo e cercavo di resistere finch\u00e9 un giorno decisi di cambiare caratterialmente, per farmi accettare dagli altri, era un patto col diavolo quello che feci, non essere pi\u00f9 me stesso.<\/p>\n<p>Come dissi negli altri episodi ero bravo a calcio e partii da li, presi a inventare bugie, tipo da fighetto, con le ragazze fino a rendendomi protagonista di risse. Quando mi mettevano alla prova avevo una tale fortuna che me la cavavo sempre, e di conseguenza questo mi portava spesso ad atteggiamenti da bullo. In quell\u2019anno presi parecchi richiami e provvedimenti disciplinari e nonostante andassi abbastanza bene a scuola mi bocciarono per la mia condotta.<\/p>\n<p>Alcuni miei compagni con rendimenti peggiori vennero promossi ed io iniziai a deprimermi. I miei mi mandarono in una lunga vacanza per distogliermi da questi pensieri negativi, loro mi conoscevano bene sapevano cosa era giusto per me, non meritavo una punizione.<\/p>\n<p>Decisi di rimanere in quella scuola, fortunatamente trovai una classe buona dove c\u2019era collaborazione nei miei confronti, la guerra era con i professori, che non si sforzavano di capire la mia condizione n\u00e8 se interessavano. Mi davano voti esageratamente bassi, senza riconoscere il mio impegno. Per me lo sforzo era triplo e desideravo che i miei sacrifici venissero quanto meno riconosciuti, ma nulla. Non facevo pi\u00f9 il bullo ma continuavo ad inventare bugie per farmi apprezzare, e ammetto che mi capit\u00f2 ancora di fare a botte con chi definiva i miei genitori \u201c i sordomuti che parlano con le mani come le scimmie\u201d. Le cose continuarono cos\u00ec fino alla quinta superiore.<\/p>\n<p>La quinta superiore rappresent\u00f2 per me una svolta epocale. Un&#8217;autentica metamorfosi in cui attraversai una prima parte buia e una seconda luminosa.<\/p>\n<p>Il mio corpo e la mia mente continuarono a mandarmi dei messaggi, anche se non riuscivo a decifrarli. Sentivo di non riuscire pi\u00f9 a fare finta di essere un\u2019altra persona, volevo essere me stesso, riconoscere la mia sordit\u00e0.<br \/>\n Era l\u2019anno della maturit\u00e0, della patente, del diventare maggiorenne. Per me era difficile seguire tutto labialmente, il mio cervello and\u00f2 in fumo, come in un cortocircuito, venni bocciato due volte all\u2019esame di teoria della patente. A scuola andavo male, stavo per abbandonare la mia lotta per essere integrato e incluso, ma fortunatamente con l&#8217;aiuto di una ragazza iniziai a prendere ripetizioni. Lei mi aiut\u00f2 sia psicologicamente che in termini di studio, era riuscita a trovare il metodo adatto a me per farmi capire tutto e tornare la voglia di studiare e di lottare, e in pi\u00f9 avevo il supporto dei miei genitori. Rischiai di brutto di non arrivare agli esami di maturit\u00e0, ma questa ragazza un giorno a mia insaputa and\u00f2 a scuola per lanciare a tutti loro una scommessa: \u201cMAURO E\u2019 IN GAMBA, E SUPERERA\u2019 GLI ESAMI ALLA GRANDE\u201d. Lott\u00f2 con tutta se stessa per farmi dare un&#8217;oppurtunit\u00e0. I professori accettarono, pur essendo convinti che non ce l\u2019avrei mai fatta, idea condivisa anche dai miei compagni.<br \/>\n Sempre nello stesso periodo grazie a mio padre, conobbi ragazzi sordi come me, che prima rinnegavo, sviluppai la lingua dei segni, dico sviluppai e non imparai perch\u00e8 in casa si \u00e8 sempre usata la lis come lingua principale, ma la usavo ai minimi termini. Da quel momento la mia autostima cambi\u00f2 drasticamente, mi sentivo forte, accettato, iniziavo ad essere cercato, compreso, aiutato.<\/p>\n<p> Tutto girava bene, ERO PRONTO E DETERMINATO.<\/p>\n<p>Superai alla grande gli esami di maturit\u00e0 sotto l\u2019incredulit\u00e0 dei docenti e compagni, e dopo aver letto della mia promozione mi lanciai in un grandissimo VAFFA\u2026. Liberatorio, pieno di soddisfazione, di rivincita. Pochi mesi dopo presi anche la patente, ormai fiero e sicuro di me stesso.. ..<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>To be continued..<\/p>\n<p>Mauro Dori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiedo scusa ai miei lettori, ci sono voluti quasi due anni per ritrovare la voglia e il coraggio di continuare a raccontare la mia vita. Questo episodio lo dedico a chi crede veramente in me e mi ha stimolato a farlo. Dopo l\u2019incubo delle medie, eccone un altro pi\u00f9 grande: le scuole superiori. 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