{"id":5172,"date":"2019-05-02T12:15:33","date_gmt":"2019-05-02T10:15:33","guid":{"rendered":"http:\/\/alidiporpora.it\/?p=5172"},"modified":"2019-05-02T12:15:33","modified_gmt":"2019-05-02T10:15:33","slug":"no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/2019\/05\/02\/no\/","title":{"rendered":"No!"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 sempre un&#8217;altra prospettiva. C&#8217;\u00e8 anche quando le parole che ascolti non ti piacciono. C&#8217;\u00e8 quando ti senti dire che il tuo caso \u00e8 davvero troppo complesso, ai pi\u00f9 sconosciuto, perfino nella classe medica. C&#8217;\u00e8 quando non ti viene offerta una cura. C&#8217;\u00e8 quando sai che a disposizione hai solo tentativi, fatti di molti dubbi e poche, pochissime, rarissime certezze. C&#8217;\u00e8 davanti a una terapia che ti costringe ad ignorare i rischi, troppi e sempre pi\u00f9 numerosi rispetto ai benefici. C&#8217;\u00e8 un&#8217;altra prospettiva. Esiste. Ed \u00e8 quella che scegli, quella da cui ti imponi di guardare il tutto. Nessuno potr\u00e0 dirti se sar\u00e0 giusta o sbagliata perch\u00e8 nessuno avr\u00e0 diritto anche solo di pensare di poterlo farlo. \u00c8 la tua prospettiva, \u00e8 il tuo modo di combattere una battaglia ingiusta, una guerra senza fine. Io ho imparato bene a stravolgere la prospettiva. L&#8217;ho fatto molti anni fa quando ho sentito forte il peso della solitudine. Quando ho capito con assoluta certezza di non aver altra scelta. Quando fu proprio un medico a sbarrarmi le porte di quello che doveva essere il mio percorso di diagnosi e cura. Non dimenticher\u00f2 mai quel giorno! &#8220;Curarti \u00e8 come cercare un ago in un pagliaio.&#8221; Ricordo che alzai la testa, con timore, con riverenza e chiesi: &#8220;Lei vuole aiutarmi a cercare quest&#8217;ago?&#8221; La risposta arriv\u00f2 secca, come il pi\u00f9 forte degli schiaffi. &#8220;No.&#8221; Mi sembra di riuscire ancora a sentirlo, forte e chiaro. Se chiudo gli occhi rivedo i suoi glaciali occhi azzurri e quella smorfia ad increspare appena le labbra. Un ghigno pronto a dire&#8221;Ho io il potere, a me la scelta.&#8221; Sono consapevole della durezza delle mie parole, ma oggi non temo pi\u00f9 di parlarne, di raccontare quanto \u00e8 accaduto. Ho pagato per anni il prezzo di quanto avvenne in quello studio e non sono di certo io a dover presentare delle scuse o a dovermi vergognare. Quel giorno \u00e8 stato negato il mio diritto ad essere curata. Avevo poco pi\u00f9 di diciotto anni, la mia vita da qualche mese era stata stravolta. I miei sogni si sgretolavano davanti ai miei occhi e una malattia subdola e insidiosa trasformava il mio viso, privandomi delle mie sicurezze, spaventandomi, portandomi anche a vergognarmi del mio aspetto, ma sopratutto minava la mia vita. Lui aveva il potere, ma non la scelta. La scelta era mia, ma lo avrei capito solo dopo. Quel giorno ero davvero sola, sola davanti ad un sistema pi\u00f9 grande di me, vittima di assurdi giochi di potere. Sono trascorsi dodici anni da quel giorno e io quell&#8217;ago l&#8217;ho trovato, scoprendo ben presto, e a caro prezzo, che non era solo uno. Quegli aghi oggi pungono con forza il mio corpo e la devastazione che sono capaci di generare \u00e8 una forza contraria difficile da contrastare. O forse dovrei dire impossibile da fermare. Ma a darmi la scossa non \u00e8 l&#8217;impossibilit\u00e0 di fermare la malattia, non \u00e8 l&#8217;impotenza. Lotto, non mollo la presa, non mi arrendo perch\u00e8 quel giorno ho giurato a me stessa che nessun No mi avrebbe fermata, che non avrei mai pi\u00f9 permesso a persona alcuna di privarmi della mia forza, di mortificarmi, di negarmi i miei diritti. Con il tempo ho scoperto che il sistema sa essere un mostro pi\u00f9 crudele della malattia stessa, quello stesso sistema che proclama diritti ma spesso li disattende, obbligandoci a lotte infinite per vederli garantiti. Quel giorno \u00e8 impresso dentro di me in modo indelebile, ma non \u00e8 una ferita che sanguina. \u00c8 un monito, prezioso. \u00c8 la certezza di poter scegliere, sempre. Lotto ogni giorno per gridare il mio S\u00ec alla vita e s\u00ec, stravolgo la prospettiva ogni volta che l&#8217;ombra di quel No torna prepotentemente ad oscurare il mio Si. La stravolgo quando ascolto quelle parole che non mi piacciono, ma resto l\u00ec seduta e penso ad un altro modo, ad un altro tentativo. La stravolgo quando accetto l&#8217;ennesima prova, convincendomi che sar\u00e0 proprio quel tentativo a darmi una chance. Stravolgo la prospettiva, la invento se serve. Non credo pi\u00f9 al bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Credo nei bicchieri traboccanti d&#8217;acqua, troppo piccoli per contenerla tutta. Credo nei di pi\u00f9, nella speranza, nella possibilit\u00e0 di trasformare tutti i limiti in opportunit\u00e0. Credo in me e in quel Si che mai smetter\u00f2 di gridare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 sempre un&#8217;altra prospettiva. C&#8217;\u00e8 anche quando le parole che ascolti non ti piacciono. C&#8217;\u00e8 quando ti senti dire che il tuo caso \u00e8 davvero troppo complesso, ai pi\u00f9 sconosciuto, perfino nella classe medica. C&#8217;\u00e8 quando non ti viene offerta una cura. 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