{"id":4945,"date":"2019-01-22T08:40:40","date_gmt":"2019-01-22T07:40:40","guid":{"rendered":"http:\/\/alidiporpora.it\/?p=4945"},"modified":"2019-01-22T08:40:40","modified_gmt":"2019-01-22T07:40:40","slug":"le-giornate-0-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/2019\/01\/22\/le-giornate-0-1\/","title":{"rendered":"Le giornate da 0 a 1!"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono giornate che se dovessi riassumere in un&#8217;unica immagine vedrebbero me al tappeto su un ring. Peccato mancherebbe l&#8217;avversario, perch\u00e8 quello \u00e8 ben nascosto dentro di me. La lotta con la malattia \u00e8 proprio questo, un uno contro uno con se stessi. Ieri \u00e8 stato uno di quei giorni in cui, display ben in vista, capeggiava un bel 0 a 1. E quella sconfitta ero proprio io. Il peso di certi referti a volte \u00e8 come un terribile gancio che non si \u00e8 in grado di schivare, e nonostante io ne abbia incassati tanti, fa&#8217; sempre un male indicibile. Il tempo insegna, so che domani risuoner\u00e0 tutto meno cattivo, meno insopportabile. Niente lacrime, inutile perfino disperarmi, un sonoro &#8220;Vaffanculo&#8221;, accompagnato da quella voglia di non dir nulla. Peccato che la testa continuer\u00e0 a rimuginarci su. Non c&#8217;\u00e8 niente di giusto, quella tregua so di meritarla, e anche se il mio culo ormai somiglia davvero ad un punta spilli e io abbia la certezza che tanto il problema vero non potr\u00f2 pi\u00f9 risolverlo, la realt\u00e0 non posso certo cambiarla. Fa rabbia credetemi, infondo ne basterebbe una. Solo una. Una per poter dire &#8220;Dai \u00e8 acqua passata&#8221;. Una per sentirmi dire &#8220;Di questo non dovrai pi\u00f9 preoccuparti!&#8221;. Una per poter dire &#8220;Ho vinto io questa volta, non c&#8217;\u00e8 nessuna cronicit\u00e0 di cui debba preoccuparmi&#8221;. Una per sentirmi dire &#8220;Da questo sei guarita&#8221;. E invece no! Ho vinto una battaglia, forse, ma la guerra \u00e8 ancora una partita tutta aperta. E parliamoci chiaro, la guerra forse non la vincer\u00f2 mai, eppure continuo a lottare. E sia chiaro, n\u00e8 per dovere o eroismo, io alla mia vita tengo davvero! Ho dovuto imparare a lottare davvero, e a farlo nonostante le giornate da 0 a 1. Giornate in cui la malattia sembra ridermi in faccia, in cui adora prendersi gioco di me, sbeffeggiarmi e umiliarmi. Giornate in cui il sapore amaro della sconfitta sembra impossibile da sopportare. Giornate in cui per\u00f2 rassicuro chi mi ama con i miei sorrisi pi\u00f9 belli, dove affermo con ancora pi\u00f9 forza che non moller\u00f2, che una soluzione la trover\u00f2 anche questa volta, che niente sar\u00e0 mai cos\u00ec insopportabile da affrontare. A me stessa poi ho capito di dover riservare attenzioni e premure. Ed \u00e8 per questo che proprio in queste giornate da 0 a 1 decido sempre di concedermi una doccia calda, lasciandomi anche il diritto di piangere e mischiare le lacrime al getto caldo dell&#8217;acqua. Ci penser\u00e0 lei a portarle via, io non dovr\u00f2 pensare a nulla. Non sono obbligata a farlo. Mi spalmer\u00f2 la crema con ancora pi\u00f9 delicatezza, lentamente, ignorando i segni di un corpo stanco e provato dalla furia che solo la malattia sa riservarti, perch\u00e8 tutto l&#8217;amore di cui sono capace lo devo a me stessa. Guarder\u00f2 quella cicatrice poco sotto la clavicola e mi dar\u00f2 il permesso di toccarla, sentendo i contorni duri di quello strano bottone con cui condivido ogni mio respiro. Mi conceder\u00f2 tutto ci\u00f2 che sentir\u00f2 giusto, sar\u00f2 esattamente ci\u00f2 che vorr\u00f2 essere. Le giornate da 0 a 1 sono quelle giornate in cui so che nessuno potr\u00e0 mai pi\u00f9 ferirmi davvero, in cui la mia stessa forza mi ferir\u00e0 un p\u00f2 perch\u00e8 dentro riesco a sentire tutto il dolore e la fatica che mi \u00e8 costata, in cui sento la durezza di un cuore che non \u00e8 pi\u00f9 disposto a soffrire e che eccede nel difendersi. Le giornate d 0 a 1 sono quelle in cui perdono me stessa, respirando ancora pi\u00f9 forte. Nessuno capir\u00e0 mai davvero cosa significa avere dentro se&#8217; mostri silenziosi che sanno sempre ricordarti che loro in qualsiasi momento possono avere la meglio, che hanno il potere di decidere dei tuoi giorni, che ti obbligano a continue rinunce. \u00c8 trascorso quasi un mese da quest&#8217;ultimo stop e fatico ancora a scrollarmi di dosso la pesantezza di questi giorni, per l&#8217;ennesima volta niente \u00e8 stato come avrei voluto davvero. L&#8217;ingiustizia pi\u00f9 grande \u00e8 il non aver argomenti. La malattia riesce a toglierti tutto, e non \u00e8 un piangermi addosso ma la cruda realt\u00e0. Una delle domande che riesce pi\u00f9 a ferirmi, per quanto appaia banale, \u00e8 &#8220;Ehi, cosa mi racconti?&#8221; Cosa dovrei raccontarti?! Potrei parlarti del caff\u00e8 del bar dell&#8217;ospedale, dopo le 10 \u00e8 pi\u00f9 buono! Oppure del cornetto alla marmellata che alcune mattine \u00e8 fin troppo pieno di albicocca, e che finisco per avvolgere in un fazzoletto. Oppure potrei raccontarti di quel ragazzo che nel bere il caff\u00e8 \u00e8 scoppiato a piangere e mano sulla spalla di chi in quel momento era al suo fianco ha esclamato &#8221; \u00c8 proprio andata male cazzo! \u00c8 tornato!&#8221; e della mia voglia di dirgli &#8220;Ti prego non mollare&#8221;. Oppure di quella donna che si \u00e8 avvicinata per aiutarmi a indossare il giubbotto e mi ha accarezzato il viso dicendomi &#8220;Ti vedo spesso qui, dovrebbe esser un&#8217;altra la tua vita lo so, ma ti prego non perdere mai quella luce che hai negli occhi&#8221;. Potrei raccontarti dei sorrisi e degli abbracci che ricevo ad ogni angolo. Potrei raccontarti dell&#8217;attesa di fronte agli ascensori e di come quel pulsante spesso diventi lo sfogo perfetto di una frustrazione che mi sforzo di soffocare. Potrei parlarti di un nodo alla gola che ogni tanto sembra soffocarmi davanti alle braccia di un bambino piene di aghi e dei suoi occhi pieni di vita che mi basta guardarli per sentirmi piccola piccola. Potrei raccontarti del dolore, di quel goccia dopo goccia, dell&#8217;odore del disinfettante, del sapore amaro e della nausea. Potrei parlarti della paura di abbracciare qualcuno perch\u00e8 chiss\u00e0 cosa diavolo potrebbe attaccarmi, o del terrore che provo sentendo qualcuno tossire o peggio starnutire accanto a me. Potrei parlarti di valori bassi e della voglia di mandare a fanculo tutto. E invece sto zitta. &#8220;Allora cosa mi racconti?&#8221; &#8220;Niente di ch\u00e8, periodo tosto, ma son di nuovo in piedi!&#8221; Gi\u00e0, eccomi di nuovo in piedi, pronta a lottare con ancora pi\u00f9 forza, con la voglia, sempre la stessa, di riprendermi piccoli brandelli di un tempo ormai perso. Son stati giorni da 0 a 1, son stati giorni pieni di ci\u00f2 che davvero fatico sempre a raccontare, che scelgo di vivere da sola. A volte penso che dovrei rispondere diversamente a quel cosa mi racconti. Dovrei proprio farlo. Dovrei esser pi\u00f9 sfacciata e dire &#8220;Vieni, seguimi, guarda coi tuoi occhi. Lascia alla realt\u00e0 che vivo il potere di raccontarti la mia vita. E fallo in silenzio, l\u00ec dentro le chiacchere stanno a zero. L\u00ec ci pensa la vita a dirti tutta la sua verit\u00e0, a metterti davanti paure e debolezze, a sbatterti in faccia il dolore, quello che anche volendo non puoi cambiare.&#8221; Dentro un ospedale non ci sono maschere, n\u00e8 filtri e ancor meno effetti boomerang. \u00c8 una presa diretta su una vita che non hai scelto, e per starci dentro devi tirare fuori le palle e scegliere di vivere. E io ho scelto di vivere, e finch\u00e8 riuscir\u00f2 a vivere anche solo un giorno da 10 a 1 sapr\u00f2 che ne sar\u00e0 valsa la pena, sapr\u00f2 che nessun 0 a 1 spegner\u00e0 mai la mia voglia di vivere!\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono giornate che se dovessi riassumere in un&#8217;unica immagine vedrebbero me al tappeto su un ring. Peccato mancherebbe l&#8217;avversario, perch\u00e8 quello \u00e8 ben nascosto dentro di me. 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