{"id":4837,"date":"2018-11-15T03:02:50","date_gmt":"2018-11-15T02:02:50","guid":{"rendered":"http:\/\/alidiporpora.it\/?p=4837"},"modified":"2018-11-15T03:02:50","modified_gmt":"2018-11-15T02:02:50","slug":"nero-su-bianco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/2018\/11\/15\/nero-su-bianco\/","title":{"rendered":"Nero su Bianco"},"content":{"rendered":"<p>Al nero su bianco non sfuggi. Il nero su bianco impone di esser letto, non puoi girar la faccia dall&#8217;altra parte. Ti si para davanti come il peggiore dei nemici e ti guarda prendere coscienza della sua verit\u00e0. Sembra uscire da quel foglio intenzionato a gridarti: &#8220;Non azzardarti a piangere, sai!? Non frignare! Smettila, stupida, ci\u00f2 che \u00e8 scritto rester\u00e0 con o senza le tue lacrime.&#8221; <br \/>\n Stringi i pugni e strizzi gli occhi, dura tutto si e no un millesimo di secondo che a volerci pensare per\u00f2\u00a0 vale quanto un&#8217;eternit\u00e0, e poi passa. Quel nodo alla gola si scioglie, e il cuore si indurisce un p\u00f2.<br \/>\n Non ti dai certo il permesso di rileggere quelle parole una seconda volta e in quell&#8217;unica volta che ti concedi di farlo lo fai come se la tua mente fosse pilotata da un pilota automatico, come se niente di ci\u00f2 che \u00e8 scritto ti appartiene veramente. Un fare frutto di anni difficili, incomprensibili e inaccessibili per molti, anni in cui ho raccolto centinaia di quei fogli, ma in cui una cosa non \u00e8 mai cambiata. Il loro peso. Il peso di una cartella clinica ti schiaccia, ti devasta, ti annienta. Ti cambia nel profondo. Cambi nell&#8217;esatto momento in cui ti rendi conto che il varcare la soglia di un ospedale diverr\u00e0 la regola. Una regola che all&#8217;inizio apparir\u00e0 come il peggiore dei doveri a cui dovrai sottostare e che solo col tempo vedrai invece come quel dovere che la vita ha nei tuoi confronti, perch\u00e8 quella speranza \u00e8 tua di diritto, l&#8217;hai guadagnata, la meriti. Diritti e doveri che si mischiano, si scontrano. Sembrano saltare fuori da quei fogli. Il diritto ad una cura. Il dovere di non arrendersi. Il diritto di ricevere assistenza. Il dovere di riconoscere i limiti della scienza. Il diritto di veder garantite forniture e presidi assistenziali. E il dovere di guardare oltre e comprendere i limiti di un sistema socio sanitario che ha bisogno esso stesso di cura. Rabbia e pazienza che si fan un tutt&#8217;uno, sentimenti che lasci andare, che ti imponi di non sentire, come il suono di quelle parole non dette ma solo lette. Il loro eco rincorrer\u00e0 i tuoi passi, ne moduler\u00e0 il ritmo, li arrester\u00e0 a volte, altre invece dar\u00e0 loro una spinta forte e vigorosa. Una realt\u00e0 imposta, un corpo che porta i segni di battaglie difficili da raccontare, ma che non vuole arrendersi. E un&#8217;anima la mia che nell&#8217;esatto momento in cui ha percepito lo smarrimento si \u00e8 ridestata chiedendo tempo, chiedendo aiuto. Io che ho accettato il sapore amaro delle lacrime, io che ho lasciato a me stessa il diritto di sentirsi fragile ricevendo in dono amore, ascolto, cura. Ricevendo in cambio il Bene. In questi lunghissimi anni ho conosciuto molti volti, ho vissuto le pi\u00f9 disparate realt\u00e0 ma mai avrei creduto di ricevere quanto la vita mi sta offrendo. Alcuni potrebbero dire che \u00e8 giusto sia cos\u00ec, che non \u00e8 nulla di straordinario, che \u00e8 l&#8217;unica risposta possibile davanti alla mia instancabile lotta, eppure&#8230; Eppure io dico no, non \u00e8 la regola, non vi \u00e8 nulla di scontato, o peggio di dovuto. Siamo umani, siamo tutti esseri in diritto di commettere errori, nessuno \u00e8 infallibile. E davanti a chi raro, davanti a casi impossibili tutti dobbiamo fare un passo indietro perch\u00e8 tutti siamo persone, ancor prima di esser malati, ancor prima di essere medici. <br \/>\n &#8220;Io non so nemmeno il suo nome!&#8221;<br \/>\n &#8220;Io sono il chirurgo, un chirurgo. Non importa il mio nome.&#8221;\u00a0<br \/>\n &#8220;Lei non \u00e8 solo un chirurgo. Lei prima di essere un chirurgo \u00e8 una persona.&#8221;\u00a0<br \/>\n Un uomo a cui poi ho avuto il piacere di stringere la mano, perch\u00e8 mai sarei uscita da quella sala operatoria senza averlo fatto e che nel salutarmi si \u00e8 svestito per un attimo della fredda compostezza del suo ruolo e mi ha sorriso. <br \/>\n Ecco, quel sorriso lo porter\u00f2 con me, per molto tempo. Non chiedo risposte, non le voglio pi\u00f9. Non cerco pi\u00f9 un dettagliato nero su bianco perch\u00e8 mai accetter\u00f2 davvero la verit\u00e0 che certificher\u00e0. Ho ricevuto in dono ci\u00f2 che cercavo. L&#8217;umanit\u00e0, la coscienza che si fa scienza, che lotta e ci crede senza lasciarmi in disparte. Ne ho avuto dono in ogni istante che mi ha visto tra quelle mura. Si \u00e8 fatta realt\u00e0 in ogni sorriso, in ogni offerta di aiuto, di assistenza, di conforto. Posso dire che a curarmi, a curarmi davvero, \u00e8 stata l&#8217;umanit\u00e0 che ho respirato e toccato con mano in quei corridoi. La notte non mi ha fatto paura, restare l\u00ec non mi ha sconvolta. Non ho sentito quel freddo che aveva contraddistinto i miei passati ricoveri, quello che temevo, quello che non ho dimenticato. Una ferita per l&#8217;anima che posso dire oggi essersi rimarginata, che non sanguina pi\u00f9. Non credo esistano parole per dire Grazie, posso per\u00f2 promettere che mai e poi lascer\u00f2 la presa, che nessuna verit\u00e0 diverr\u00e0 scusa per mollare. Mai. Non pensavo che questo tempo sarebbe mai arrivato. Non credevo possibile un giorno di poterlo dire ma tra me e la scienza non sento pi\u00f9 esserci conti in sospeso. Il patto \u00e8 stato siglato nell&#8217;unico modo possibile, la fiducia riposta e l&#8217;alleanza stretta. Non so se firmer\u00f2 mai un armistizio, ma infondo cosa importa? Se \u00e8 vero che il nero su bianco resta io non smetter\u00f2 mai di scrivere la mia storia. \u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al nero su bianco non sfuggi. Il nero su bianco impone di esser letto, non puoi girar la faccia dall&#8217;altra parte. Ti si para davanti come il peggiore dei nemici e ti guarda prendere coscienza della sua verit\u00e0. Sembra uscire da quel foglio intenzionato a gridarti: &#8220;Non azzardarti a piangere, sai!? Non frignare! 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