{"id":4803,"date":"2018-10-31T02:41:15","date_gmt":"2018-10-31T01:41:15","guid":{"rendered":"http:\/\/alidiporpora.it\/?p=4803"},"modified":"2018-10-31T02:41:15","modified_gmt":"2018-10-31T01:41:15","slug":"jumbo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/2018\/10\/31\/jumbo\/","title":{"rendered":"Jumbo"},"content":{"rendered":"<p>Non ti dimenticher\u00f2 facilmente. Sei stato parte di me e lo sei tutt&#8217;ora. A dir la verit\u00e0, lo sarai fino a quando Altro prender\u00e0 il tuo posto e qualcosa mi dice anche qualche giorno dopo. Ho preso a parlarti, nemmeno fossi una persona in carne e ossa, ancor prima che tu occupassi la mia vena brachiale. Coi tuoi 20cm e il tuo diametro scelto a misura ci hai fatto davvero penare. E buca di qua, e buca di l\u00e0, e no, riprova di qui. Spegni le luci, ferma l&#8217;immagine, dai che \u00e8 la volta buona. No! Una procedura lunga l&#8217;impossibile ma eccoti l\u00ec, proprio all&#8217;ultimo tentativo. Qualcuno mi voleva gi\u00e0 in Sala, in quella dove il tavolo \u00e8 freddo e si fan tutti seri, ma noi, tutti noi in quella stanza abbiamo fatto la differenza. Intendiamoci te ne ho dette tante, e per un paio di giorni ti ho persino maledetto per le lacrime che eri riuscito a farmi versare. Jumbo, il tuo nome, qui tutti eran pronti a farti il culo se ci tradivi. Ed invece hai tenuto botta, e anche oggi che tutto intorno a te rema contro tra bolle, piaghe e cute lesa tu di mollare non ne hai la minima intenzione. Mi sono presa cura di te e credimi lo far\u00f2 fino alla fine di questo nostro folle viaggio insieme e so gi\u00e0 che quando ti vedr\u00f2 poggiato su un vassoio una fottuta lacrima bagner\u00e0 il mio viso. Ti porter\u00f2 con me, per niente al mondo ti farei finire in un bidone dei rifiuti speciali. Tu sei e resti cosa mia. Una cosa preziosa. Una cosa che ha fatto male da morire, che mi ha imposto nuovi limiti insegnandomi poi ad aggirarli, che mi ha obbligato ad affinare la pazienza, che mi ha letteralmente imposto di essere forte. Pi\u00f9 forte del dolore, pi\u00f9 forte di quel pizzico che brucia costantemente, pi\u00f9 forte del prurito. Una pelle nemica che di guarire non vuol saperne, che brucia e tira, che non smette di essudare. Ti si \u00e8 messa pure una graffetta ad un certo punto, a freddo, perch\u00e8 a noi piace cos\u00ec, le viviamo a pieno le emozioni e &#8216;fanculo perfino il dolore. Stringi il pugno, guardi il cielo dal finestrone accanto al lettino e il gioco \u00e8 fatto, o quasi. L&#8217;amaro in bocca resta, ci ha sempre accompagnati, per tutti sei pur sempre un corpo estraneo ma per me sei stato e sei un porto sicuro. Una via che mi ha permesso di combattere un&#8217;altra me che una sera d&#8217;estate \u00e8 tornata pi\u00f9 cattiva che mai, che ha frantumato in mille piccoli pezzi il mio equilibrio. Quella me che mi toglie l&#8217;aria, che deforma il mio viso, che nel farmi sentire il sapore del sangue sembra dirmi ogni volta: &#8220;Sono dentro te e dentro di te resto!&#8221;. Ammetto di averti strapazzato un p\u00f2 a volte, qualche strattone te lo sei preso, anche se ce ne son voluti di giorni per convincermi che potevo evitare di lavarmi a pezzi, neanche vivessi in un eterno campeggio a cielo aperto sprovvisto di docce. Hai accettato, seppur con fatica, le maniche lunghe obbligandomi per\u00f2 ad una taglia in pi\u00f9 perch\u00e8 le costrizioni poco ti piacciono, come d&#8217;altronde a me! Ti ho portato perfino alle terme e ti sei perso con me tra le braccia di un nuovo prezioso sentire. Quante notti passate a farci compagnia. Io ti guardavo, ti toccavo, ti parlavo e tu l\u00ec sotto quella benda chiss\u00e0 forse mi hai ascoltato davvero. Sei custode di parole forti, di sussurri. Sei compagno di abbracci, di sforzi, di ogni mio gesto. Grazie a te ho capito che non c&#8217;\u00e8 imprevisto che io non possa affrontare e sempre grazie a te ho conosciuto la faccia bella della cura. Quella cura che prima ancora di essere dovere \u00e8 sorrisi, ascolto, comprensione e infinita pazienza. \u00c8 vero mi hai obbigata ad un via vai continuo, a spese fisse ma hai alzato ancora di pi\u00f9 l&#8217;asticella della mia determinazione. Altro sar\u00e0 uno scossone, sar\u00e0 come uno schiaffo in piena faccia ma io e te saremo pronti e saremo insieme. La garanzia di averti \u00e8 un&#8217;assicurazione dal valore inestimabile, \u00e8 il poter cancellare dalla mente la preoccupazione data da una verit\u00e0 amara e inattesa. Vene trombizzate, braccia inutilizzabili e l&#8217;impossibilit\u00e0 di avere un accesso sicuro. Un tutto difficile da credere, che dal di fuori resta invisibile ma che chi conosce comprende e rispetta. La gestione di quadri complessi, rari implica una scelta e io e te abbiamo forse obbligato molti a compierla. Non volendo, di sicuro senza che fosse un&#8217;imposizione, ma \u00e8 accaduto. Io e te rappresentiamo il bisogno di chi raro ad esser prima ascoltato e poi curato perch\u00e8 davanti a giornate impossibili, cariche di dolore non \u00e8 una soluzione che desideriamo ma un sorriso, una stretta di mano e perch\u00e8 no un abbraccio. Di quelli che rassicurano, che silenziosamente ti dicono: &#8220;Va tutto bene, puoi respirare.&#8221; Non smetter\u00f2 mai di ringraziare chi mi \u00e8 stato accanto e non smetter\u00f2 mai di dire grazie a te Jumbo che di me ti sei preso tutto il bello e tutto il brutto, senza mollare mai. Ed io che ora dovr\u00f2 mollare te mi chiedo se forse a volte e solo a volte vince proprio chi molla.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non ti dimenticher\u00f2 facilmente. Sei stato parte di me e lo sei tutt&#8217;ora. A dir la verit\u00e0, lo sarai fino a quando Altro prender\u00e0 il tuo posto e qualcosa mi dice anche qualche giorno dopo. 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