{"id":4096,"date":"2017-10-13T04:53:32","date_gmt":"2017-10-13T02:53:32","guid":{"rendered":"http:\/\/alidiporpora.it\/?p=4096"},"modified":"2017-10-13T04:53:32","modified_gmt":"2017-10-13T02:53:32","slug":"rinvio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/2017\/10\/13\/rinvio\/","title":{"rendered":"Rinvio"},"content":{"rendered":"<p>Mi sento in trappola, imprigionata in un incubo da cui non riesco a svegliarmi, e che tra un rinvio e l&#8217;altro ha imposto ai miei stessi bisogni rinvii che si sarebbero potuti evitare se solo la giustizia si fosse rivelata davvero giusta, imparziale, se solo si fosse posta a tutela dei miei diritti. I miei diritti. Mi sento un&#8217;illusa ormai nel credere di averne, il solo pronunciare questa parola mi porta a scoppiare in una risata isterica! Provo a respirare ma mi sembra di non esserne pi\u00f9 capace, inspiro ma \u00e8 come se mi mancasse l&#8217;aria, \u00e8 orribile. Alla mente torna l&#8217;unica parola che mai avrei voluto sentire: rinvio. Non riesco a cancellarla, non riesco a ribaltare la prospettiva, cos\u00ec smetto di farlo. Vuoi stare nella mia mente? Accomodati. A pensarci bene sei cos\u00ec vicina alla mia vita che dovrei essermi abituata a te. R &#8211; I &#8211; N &#8211; V &#8211; I &#8211; O. Ho compiuto 29 anni e senza dovermi sforzare troppo potrei fare una lista infinita di tutto ci\u00f2 che ho DOVUTO rinviare. I miei progetti, i miei desideri, i miei bisogni. Un&#8217;infinit\u00e0 di volte ho dovuto dire &#8220;Adesso no, ci sar\u00e0 un tempo migliore&#8221;, &#8220;No, mi dispiace, sar\u00e0 per un&#8217;altra volta&#8221;.\u00a0Desideravo solo una piccola spinta per compiere piccoli passi, privi di garanzia,\u00a0 perch\u00e8 so bene quanto poche centinaia di euro non bastino a garantirmi una vera e propria indipendenza. E proprio io che di passi ne ho fatti tanti, che ho accettato la loro lentezza, mi ritrovo ora all&#8217;angolo in quest&#8217;assurdo en passe.\u00a0La\u00a0vita non smette mai di impartirmi lezioni che mio malgrado mi ritrovo a pagare a caro prezzo, ma che con la malattia stessa non c&#8217;entrano nulla. &#8220;Non crederci troppo. Non commettere quest&#8217;errore un&#8217;altra volta. Non prenderti, di nuovo e per l&#8217;ennesima volta, questo permesso sbagliato.&#8221; Ho fallito, ci ho creduto e sperato davvero e adesso mi ritrovo schiacciata da un groviglio di sensazioni\u00a0negative, pesanti, asfissianti.\u00a0In questi lunghissimi anni ho dovuto lottare, pagando un prezzo altissimo, affinch\u00e8 il mio essere cos\u00ec rara venisse compreso dalla scienza. Ho lottato per trovare risposte, per scoprire poi con il tempo che la loro assenza non sempre \u00e8 un male, e che l&#8217;importante \u00e8 avere tempo per continuare a cercarle. Un caso unico, strano, contradditorio, oscuro per molti versi, che non ho scelto, al quale mi sarei voluta ribellare. Una rarit\u00e0 che diventa spaventosa, enigmatica, che richiede coraggio anche solo per esser guardata. Avrei tanto voluto che la mia vita fosse ordinaria, ma cos\u00ec non \u00e8 stato. Io sono rara, sono diversa, sono malata, sono una donna che nel diventarlo non ha potuto godere della bellezza e dell&#8217;unicit\u00e0 di anni che non torneranno mai pi\u00f9, che ha pagato lo scotto della diversit\u00e0, di occhi che ti guardano come fossi qualcosa di sbagliato, che ha rinunciato ad una carriera, che difficilmente diventer\u00e0 madre, ma che non riesce a lasciare andare questo desiderio, perch\u00e8 forse davvero rischierebbe di impazzire. Una donna che lo \u00e8 diventata versando lacrime amare, che ha conosciuto la solitudine, che ha sentito il freddo e il puzzo degli ospedali,\u00a0a cui la vita ha piano piano tolto la possibilit\u00e0 di correre, di ballare, di prendere un aereo, di costruire la propria indipendenza, ma\u00a0che ha capito che per vivere doveva attaccarsi con tutta la forza che aveva proprio a quella vita che sembrava voltargli le spalle. Ed io a questa vita mi ci sono attaccata davvero, con le unghie e con i denti, ad ogni costo, perch\u00e8 proprio qundo ho sentito di poterla perdere, proprio in quel momento, ho capito quanto sia diritto e dovere di ciascuno viverla. La malattia ti cambia, ti impone ritmi e ti obbliga a cambiare i tuoi piani ogni giorno. Ti costringe a scendere a patti con lei, ti piega, ti distrugge e lo fa senza chiedere permesso alcuno. E allo stesso modo ti insegna. \u00c8 un&#8217;insostituibile maestra di vita. Lo fa sfacciatamente, senza mezze misure. Ti insegna il coraggio, la perseveranza, la pazienza. Ti insegna ad amare, ad amarti, a sceglierti. Ti insegna a dire grazie, e a chiedere scusa. Ti mostra la preziosit\u00e0 del tempo, ti permette di cogliere il senso dell&#8217;infinito. Ti dona occhi nuovi, annulla le distanze e nel negarti di pensare al futuro ti permette di scoprire quanto importante sia il qui e ora. Ho imparato a non chiederle nulla, se non tempo. Lotto ogni giorno per avere tempo perch\u00e8 oggi che tutto \u00e8 davvero pi\u00f9 difficile, tanto difficile da sembrare impossibile, la sola cosa che voglio \u00e8 tempo. Voglio trasformare il mio equilibrio instabile in una strada da me percorribile, perch\u00e8 ho accettato ogni no imposto, ho accettato l&#8217;etichetta della diversit\u00e0, ho accettato di avere tempi e bisogni diversi ma il solo accettarlo non basta, non mi basta pi\u00f9. Voglio vedere girare la mia giostra, voglio vivere e onorare tutto il tempo che mi sar\u00e0 concesso, senza sprecarne un solo attimo. Ed \u00e8 il tempo che questo rinvio sta tentando ad ogni costo di rubarmi ed \u00e8 in questo furto, evitabile, codardo e privo di ragione, che si cela tutto il dolore che provo. Non mi arrender\u00f2, non moller\u00f2 la presa. Mi siedo accanto al mio dolore, la prova, l&#8217;ennesima, del fallimento di uno Stato che avrebbe dovuto proteggermi ed invece tenta di distruggermi, e aspetto. E aspetter\u00f2 finch\u00e8 sar\u00e0 necessario e sar\u00f2 Io a vincere perch\u00e8 non sar\u00e0 di certo il Sistema a fermarmi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi sento in trappola, imprigionata in un incubo da cui non riesco a svegliarmi, e che tra un rinvio e l&#8217;altro ha imposto ai miei stessi bisogni rinvii che si sarebbero potuti evitare se solo la giustizia si fosse rivelata davvero giusta, imparziale, se solo si fosse posta a tutela dei miei diritti. 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