{"id":3992,"date":"2017-07-18T21:56:35","date_gmt":"2017-07-18T19:56:35","guid":{"rendered":"http:\/\/alidiporpora.it\/?p=3992"},"modified":"2017-07-18T21:56:35","modified_gmt":"2017-07-18T19:56:35","slug":"la-crescita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/2017\/07\/18\/la-crescita\/","title":{"rendered":"La Crescita"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">Eccomi qui, dopo un periodo di assenza dovuto al blocco dello scrittore in questa fase molto delicata della mia vita, in cui non riuscivo a trovare le parole adatte, e che solo grazie alle persone che mi hanno sostenuto sono riuscito a superare. <\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">Nel mio raccontarmi vi parlai dei miei primi anni tra i banchi di scuola, ebbene dopo gli esami di quinta elementare, classe in cui avevo ormai legato con tutti, dove mi sentivo davvero di famiglia, venne convocata una riunione in cui dovevamo esprimere la nostra preferenza circa la classe che avremmo dovuto frequentare. La maggior parte di noi scelse la sezione A: una sezione tranquilla e votata alla musica. Decisi cos\u00ec di iscrivermi anch&#8217;io in codesta sezione, con l\u2019approvazione dei miei genitori. A loro bastava solo che io fossi felice, e per questo rispettavano le mie scelte. Ma le insidie purtroppo erano dietro l\u2019angolo.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">Una settimana prima tutti gli allievi furono convocati dalla scuola per un provino con la professoressa di musica. All\u2019inizio non cap\u00ec bene di cosa si trattasse, ero tranquillo e pensavo fosse solo un semplice colloquio, ma in realt\u00e0 non fu cos\u00ec. Ciascuno di noi doveva cantare e far vedere le proprie capacit\u00e0 canore. Non appena compresi davvero cosa mi aspettava di l\u00ec a poco mi scesero i brividi lungo la schiena e avevo la fronte tutta sudata, ma ormai era troppo tardi per sottrarmi a quella prova. Non conoscevo le canzoni, n\u00e8 le note, mi limitavano ad ascoltare solo la musica, ma senza mai approfondirla veramente. In quel momento mi sent\u00ec, per la prima volta, davvero SORDO. Ad un certo punto <\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">la prof mi chiese che canzone volessi cantare, io rimasi muto e immobile per tre minuti circa, non sapevo cosa fare. Lei era nervosa, aveva poco tempo e cos\u00ec decise di farmi cantare \u201cFRA&#8217; MARTINO CAMPANARO\u201d. Co<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">noscevo pochissimo quella canzone, la prof. cantava e io seguivo a velocit\u00e0 di record mondiale il suo labiale per far vedere che la conoscevo, ma in realt\u00e0 non era cos\u00ec.\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">Lei aveva capito che avevo qualcosa che non andava e mi disse di andare a casa e che la scuola mi avrebbe comunicato l\u2019esito il giorno dopo. E puntualmente arriv\u00f2, e cos\u00ec, insieme ai miei genitori, davanti al Preside, seppi di esser stato spostato nella sezione C, pi\u00f9 indirizzata verso l\u2019elettronica. Mi cadde il mondo addosso, ma ormai mancava una settimana all\u2019inizio della scuola, non potevo fare pi\u00f9 niente. A rincarare la dose appresi la notizia che i soldi della Regione Lombardia necessari a pagarmi l\u2019insegnante di sostegno non sarebbero arrivati e quindi non avrei avuto neanche il sostegno necessario.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\"> I<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">l primo giorno di scuola fu terribile, mi sentivo veramente diverso, passavo il tempo a osservare tutti, dai compagni, ai prof, i bidelli ed i genitori; rimasi stupito nel vedere ragazzi pi\u00f9 grandi di me, ricordo che chiesi a mamma il perch\u00e9 e lei mi rispose che erano stati bocciati, parola nuova per me, mai sentita. Avevano un&#8217;aria spocchiosa, atteggiamenti da\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">bulli e tutte l&#8217;aria di voler prendere il comando della classe. E i<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">nfatti fu cos\u00ec, gi\u00e0 dal secondo giorno dettarono legge, ordini che noi dovevamo rispettare se volevamo stare tranquilli. A<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">\u00a0loro non importava se ero sordo o meno. Ogni giorno n<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">on vedevo l\u2019ora dell\u2019intervallo per rivedere i miei ex compagni, che mi sostenevano e che invidiavo perch\u00e9 felici nella loro classe dove si conoscevano tutti. Ma si sa, \u00e8 l\u2019et\u00e0 dell\u2019adolescenza, iniziano i primi pensieri sulle diversit\u00e0, i primi amori, le prime sigarette e le prime birre, cose di cui non mi interessavano affatto e fui quindi sempre pi\u00f9 escluso ed ignorato. Rimasi solo in quella scuola, sempre in cerca di sopravvivenza, dovevo resistere alle botte, reagendo aggressivamente per mantenere un certo status, cercavo di farmi valere in educazione fisica come alle elementari, ma a loro non gliene importava niente.\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">Scoprii perfino che la maggior parte dei professori ogni anno cambiava classe, ed era quindi difficile stabilire un vero feeling comunicativo, e sebbene i prof potevano rappresentare la salvezza in caso di difficolt\u00e0 rararmente era davvero cos\u00ec.\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">Questa mentalit\u00e0 da adolescenti si rivers\u00f2 anche sugli amici della mia zona, anche loro erano cambiati tutti e mi trascuravano, ma il distacco pi\u00f9 totale fu in due casi: q<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">uando tutti comprarono il motorino, e i miei decisero di no, e questo li port\u00f2 a vedermi come uno sfigato, ed anche q<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">uando feci richiesta all\u2019oratorio estivo per diventare animatore, ricevendo un sonoro no, l&#8217;unico no di tutte le domande di partecipazione.\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">Ma ci furono due casi molto positivi in quel periodo che mi fecero andare avanti: l<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">a mia tenacia a non mollare mai che mi spingeva ad allenarmi a calcio spesso anche da solo, o con due o tre amici che a volte incontravo al campetto. Quei momenti mi davano sollievo, sostegno e fiducia. La possibilit\u00e0 poi di frequentare<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">\u00a0un campeggio a 40km da casa, grazie alla roulotte di famiglia, mi permise di conoscere nuova gente. Li andavo d\u2019accordo con tutti, mi rispettavano,\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">mi sentivo una persona normale, alla pari; c&#8217;era un\u2019altra mentalit\u00e0, Milano \u00e8 una citt\u00e0 metropolitana. Grazie a quei week-end con i miei genitori mi ricaricavo.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">Non vedevo davvero l&#8217;ora di lasciarmi alle spalle il periodo delle scuole medie, dove conobbi pi\u00f9 sofferenze che gioie. La scuola si contraddistinse di alti e bassi, dove riusc\u00ec a cavarmela da solo fortunatamente, ma lo stesso non posso dire degli amici della zona, l\u00ec ero proprio isolato.\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">Mi chiedevo ogni giorno: &#8221; Sono cos\u00ec diverso??? La sordit\u00e0 fa cos\u00ec tanta paura???&#8221;\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">Guardavo i miei parlare nella lingua dei segni e provavo rabbia, l\u00ec vedevo la vera diversit\u00e0, la mia non lo era. Trascorsero cos\u00ec i primi due anni e una volta i<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">n terza media, negli ultimi mesi sopratutto, legai con un ragazzo, due anni pi\u00f9 grande di me, anche lui vittima di bullismo, aspetto che ci leg\u00f2 ancora di pi\u00f9. Diventammo amici anche se fuori ognuno viveva la sua vita anche perch\u00e9 abitavamo lontano ed entrambi eravamo senza motorino. Non ci saremmo persi di vista per\u00f2, ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia, che presto vi racconter\u00f2. <\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">Gli esami andarono abbastanza bene, mi tolsi un peso, festeggiai con aria libera ma anche preoccupata, perch\u00e9 l\u2019ombra delle superiori si avvicinava e diventava sempre pi\u00f9 grande&#8230; <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;\">Dori Mauro<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eccomi qui, dopo un periodo di assenza dovuto al blocco dello scrittore in questa fase molto delicata della mia vita, in cui non riuscivo a trovare le parole adatte, e che solo grazie alle persone che mi hanno sostenuto sono riuscito a superare. 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