{"id":3849,"date":"2017-05-26T04:05:20","date_gmt":"2017-05-26T02:05:20","guid":{"rendered":"http:\/\/alidiporpora.it\/?p=3849"},"modified":"2017-05-26T04:05:20","modified_gmt":"2017-05-26T02:05:20","slug":"consapevolezze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/2017\/05\/26\/consapevolezze\/","title":{"rendered":"Consapevolezze"},"content":{"rendered":"<p>La consapevolezza non \u00e8 un semplice sapere, ma una condizione in cui qualcosa si fa interiore, intimo, estremamente profondo. Un sentire per l&#8217;uomo salvifico, costruzione originale del modo in cui egli poi si rapporter\u00e0 al mondo. Un essere consapevole del rischio sar\u00e0 quindi in grado di proteggersi, un essere consapevole del dolore sar\u00e0 in grado di dimostrare compassione e di esser gentile, un essere consapevole della propria vulnerabilit\u00e0 e fragilit\u00e0 sar\u00e0 capace di proteggersi, ma un essere inconsapevole, incapace quindi di comprendere gli innumerevoli e repentini mutamenti del proprio animo come potr\u00e0 poi rapportarsi al mondo, al suo prossimo? Per indole ho sempre obbligato il mio io a ricercare il senso profondo di ogni realt\u00e0 e di ogni sentire che mi vede protagonista. Non posso fare a meno di pormi domande, \u00e8 qualcosa di necessario per me, seppur spesso mi accorgo di quanto poi mi sia difficile comprendere davvero a pieno il senso che dietro tali interrogativi si nasconde. La consapevolezza infatti non implica la comprensione di quanto vissuto, ci permette di sentirci parte di un tutto, ma sar\u00e0 poi il nostro sapere a renderci capaci di trovare una spiegazione. La malattia mi ha permesso di sviluppare una pi\u00f9 attenta capacit\u00e0 di divenir consapevole. Quando tutto ebbe inizio non potevo certo dirmi consapevole della portata della realt\u00e0 che stava per sconvolgere la mia esistenza, ero davvero incapace di offrire a me stessa la protezione che forse meritavo. Mi dannavo l&#8217;anima, ero accecata dal dolore, mi sentivo sola e arrabbiata con la vita, non riuscivo a comprendere, ed ancor pi\u00f9 ad accettare. Ero finita in una spirale distruttiva che silenziosamente mi logorava dentro. Mi obbligavo a nascondere tutto quel dolore, imponendo a me stessa atteggiamenti costruiti e artefatti. Finch\u00e8 un giorno cap\u00ec che non era al senso assoluto che dovevo affidarmi, non era necessario comprendere per accettare. Dovevo prima di tutto divenir consapevole che tutto era cambiato, che nulla sarebbe stato pi\u00f9 come prima, che la mia vita sarebbe stata diversa. A questa riscoperta consapevolezza, al mio prender coscienza di ci\u00f2 che non avrei pi\u00f9 potuto cambiare si accompagn\u00f2 l&#8217;inizio del mio secondo tempo, la mia rinascita. Abbandonai in fretta il desiderio di dover comprendere ad ogni costo, lasciai andare la voglia di vendetta, contro chi poi? Contro la vita, contro di me, contro quella parte malata e non pi\u00f9 mia? E vendicarsi poi di cosa?<\/p>\n<p>L&#8217;esser malati \u00e8 una condizione, non \u00e8 La Condizione, non \u00e8 il tutto. L&#8217;aver imparato a non sentirmi colpevole, mancante, mi regal\u00f2 una forza a cui oggi devo tutto. Ero e sono malata, \u00e8 un fatto, \u00e8 ci\u00f2 che mi rende diversa, \u00e8 il parametro che ha permesso al mondo di giustificare le etichette che mi ha riservato, ma solo oggi posso dire di essere consapevole delle mie capacit\u00e0, dei miei talenti, di quel che \u00e8 il mio potenziale. Oggi posso dire che il mio \u00e8 forte e resiliente, oggi posso dirmi capace e consapevolmente pronta ad affrontare le innumerevoli prove che la vita mi impone. Oggi posso dire di aver riscoperto quella serenit\u00e0 che permette ad un essere umano di sentirsi libero. Ogni limite, ogni dolore mi portano ad un viaggio fatto di nuove consapevolezze, di riscoperta. Un divenire spesso crudo, disarmante ma a cui mai permetto di trasformarsi in ostacolo, o peggio negazione. La consapevolezza, la profonda presa di coscienza del mio essere disabile ha instillato in me la voglia di essere io stessa l&#8217;artefice del mio destino. Oggi voglio essere io stessa il cambiamento che desidero vedere nel mondo. Sono orgogliosa della Donna che sono oggi, sono fiera di questo mio sorriso, che tanto potrebbe raccontare, e della profondit\u00e0 del mio sguardo, che molto dice senza bisogno di parole. I miei occhi hanno imparato a non temere pi\u00f9 la luce perch\u00e8 consapevoli di quanto male possa fare il buio. Il mio corpo ha imparato a sfidare ogni limite perch\u00e8 consapevole della forza che dietro a ciascuno di essi si cela.\u00a0Spesso commettiamo l&#8217;errore di vedere nel limite la fine, ma se solo ci sforzassimo di dare a quella fine l&#8217;opportunit\u00e0 di divenire un inizio scopriremmo quanto grande sia il suo trasformarsi in altro, sebbene diverso da ci\u00f2 che forse desideravamo. C&#8217;\u00e8 chi potrebbe dire che questo mio dire, che questa mia non poi cos\u00ec velata convinzione sia frutto di una negazione della realt\u00e0, della mancata accettazione di quello che per i pi\u00f9 rappresenterebbe davvero la fine. A loro vorrei solo dire che di questo mio strano esserci nel mondo, della mia contradditoria esistenza, perfino del mio essere\u00a0Disabile non cambierei nulla. Questa sono Io, questo \u00e8 il vivere che mi \u00e8 stato riservato, e questa \u00e8 la mia unica possibilit\u00e0 di essere Felice. E sta a me, sta a ciascuno di noi, scegliere di essere Felici.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La consapevolezza non \u00e8 un semplice sapere, ma una condizione in cui qualcosa si fa interiore, intimo, estremamente profondo. Un sentire per l&#8217;uomo salvifico, costruzione originale del modo in cui egli poi si rapporter\u00e0 al mondo. 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