{"id":3780,"date":"2017-05-03T01:54:12","date_gmt":"2017-05-02T23:54:12","guid":{"rendered":"http:\/\/alidiporpora.it\/?p=3780"},"modified":"2017-05-03T01:54:12","modified_gmt":"2017-05-02T23:54:12","slug":"rara-diversa-viva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/2017\/05\/03\/rara-diversa-viva\/","title":{"rendered":"Rara, Diversa ma Viva!"},"content":{"rendered":"<p>Mentre aspetto di leggere l&#8217;ennesimo referto cerco di preparare il mio animo all&#8217;eventualit\u00e0 di un&#8217;ennesima verit\u00e0 amara da accettare. Non smetto mai di sperare in una buona notizia ma \u00e8 pur vero che, avendo piena consapevolezza del mio intero quadro clinico, non do pi\u00f9 a me stessa il permesso di attaccarsi a false speranze. Sperare poi in cosa esattamente? Che non accadr\u00e0 pi\u00f9 nulla di male, che non ricever\u00f2 pi\u00f9 cattive notizie, o che non dovr\u00f2 pi\u00f9 accettare altri limiti? Di fronte ad una condizione degeneritiva solo pensarlo sarebbe utopico, figurarsi crederlo. Oltre alla delusione dovrei poi fare i conti con il dolore cocente e bastardo che si prova ad aver sperato nel contrario per un tutto che sembra essere la pi\u00f9 grande inculata che la vita potesse riservarti! Che lo \u00e8 infondo, perch\u00e8 usando parole meno colorite il fatto che la fregatura sia sempre dietro l&#8217;angolo \u00e8 davvero un fatto, e la vita ha scelto proprio me come obbiettivo! Ed \u00e8 un fatto incontrovertibile e vero tanto quanto incontrovertibile e vero \u00e8 il fardello di diagnosi che mi ritrovo sulle spalle. Dovrei sentirmi triste, sconfitta ma in realt\u00e0 vorrei solo gridare e spaccare tutto e vorrei farlo ancor di pi\u00f9 in questo preciso momento perch\u00e8 quella busta \u00e8 arrivata, l&#8217;ho aperta e sbam! Eccolo l\u00ec l&#8217;ennesimo boccone amaro, eccole l\u00ec quelle paroline che risuoneranno nella mia testa per giorni e giorni! Eccol\u00e0 l\u00ec l&#8217;ennesima conferma che per quanto lotti e mi aggrappi a questa vita lei, la bestia, continua inesorabilmente a distruggermi dentro. Lo fa piano, con perizia, con un egoismo proprio solo dei peggiori esseri umani. E ci riesce, ci riesce davvero a distruggermi. Distrugge il mio corpo giorno dopo giorno. Si \u00e8 aggrappata alle mie ossa, le vuole tutte, e non si accontenta pi\u00f9 solo di loro, vuole sempre di pi\u00f9 e io non posso fare niente. Non sono niente davanti a questo suo potere! In questi momenti non posso fare a meno di pensare che ad una parte di questo tutto si sarebbe potuti arrivare pi\u00f9 in l\u00e0 nel tempo, che forse avrei potuto avere altro tempo buono. Non posso fare a meno di pensare che alcuni conti magari non si sarebbero presentati a riscuotere quanto dovuto se solo ci fosse stata pi\u00f9 attenzione, o perch\u00e8 no pi\u00f9 coraggio da parte di chi avrebbe dovuto scegliere per il mio bene e non per il bene della posizione che ricopriva grazie al proprio camice bianco. Ma mentre tutto sembra sfuggirmi dalle mani, mentre il tempo sembra scorrere troppo veloce resto attaccata all&#8217;idea che no, non posso dargliela vinta. Non posso dire di aver finalmente chiuso il cerchio, ma non posso nemmeno lontanamente pensare di gettare la spugna. Vorrei arrivarci ad un punto, vorrei vederla quella fine da cui poter ripartire finalmente da capo. E attenzione non mi riferisco ad un nome, ad una diagnosi certa ed univoca. Non mi importa quali o quanti nomi abbiano le patologie di cui sono affetta, ci\u00f2 che mi importa, ci\u00f2 che vorrei \u00e8 poter dire: &#8220;Hai rivendicato il tuo diritto di esserci?! Bene, ora io rivendico il mio di esistere e di vivere nonostante il tuo esserci e divenire.&#8221; Ma non posso, e non posso dirlo nemmeno rispetto a ci\u00f2 che gi\u00e0 un nome certo e unico lo ha, perch\u00e8 tutto ci\u00f2 che ho \u00e8 solo il suo nome. Lei non ha ancora una cura! Il suo essere degeneritiva e invalidante non conosce una fine, non conosce limite, se non quelli che lei stessa mi impone, giorno dopo giorno. E non c&#8217;\u00e8 diritto di recesso, n\u00e8 possibilit\u00e0 di tregua. Lei c&#8217;\u00e8, posso chiamarla ma non posso fermarla e a parit\u00e0 delle altre me malate di cui ancora non conosco nemmeno il nome \u00e8 spietata e inavvicinabile. E ritorno quindi al punto, al bisogno primario, inscalfibile che mi brucia dentro e che si chiama vita! La mia vita \u00e8 questa, potrei desiderarne un&#8217;altra, potrei piangermi addosso, potrei trascorrere i miei giorni dannandomi l&#8217;anima per ci\u00f2 che perdo eppure ci\u00f2 che voglio \u00e8 solo la possibilit\u00e0 di continuare a combattere. Voglio sfidarlo quel dolore, voglio prendere a testate ogni limite e farlo diventare altro, voglio sorridere di ogni mia contraddizione. Voglio essere io stessa un&#8217;eccezione, perch\u00e8 infondo ci\u00f2 che conta non \u00e8 il mio essere diversa ma il mio essere viva!\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre aspetto di leggere l&#8217;ennesimo referto cerco di preparare il mio animo all&#8217;eventualit\u00e0 di un&#8217;ennesima verit\u00e0 amara da accettare. Non smetto mai di sperare in una buona notizia ma \u00e8 pur vero che, avendo piena consapevolezza del mio intero quadro clinico, non do pi\u00f9 a me stessa il permesso di attaccarsi a false speranze. 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