{"id":3674,"date":"2017-04-04T17:39:03","date_gmt":"2017-04-04T15:39:03","guid":{"rendered":"http:\/\/alidiporpora.it\/?p=3674"},"modified":"2017-04-04T17:39:03","modified_gmt":"2017-04-04T15:39:03","slug":"uninnocente-spensieratezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/2017\/04\/04\/uninnocente-spensieratezza\/","title":{"rendered":"Un&#039;innocente spensieratezza"},"content":{"rendered":"<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Molte persone mi chiedono come ci si sente a essere sordi dalla nascita.\u00a0<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">\u00c8 proprio una bella domanda, perch\u00e9 i primi tre anni sono i pi\u00f9 difficili da ricordare.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">La mia storia \u00e8 un po&#8217; particolare, sono nato udente, da genitori sordi, ma ad un anno le mie reazioni uditive cominciarono a calare e si scopr\u00ec che ero diventato sordo. Ad oggi la vera causa resta ancora sconosciuta, non si sa se sia frutto di un&#8217;eredit\u00e0 genetica, se sia dovuto alla febbre alta o ad altro.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">I miei genitori mi raccontarono di come la memoria uditiva del mio primo anno di vita rimase intatta. Quando misi le prime protesi acustiche, a tre anni, e sent\u00ec i primi suoni sorrisi, non ero assolutamente stupito. Ma attenzione, pur conservando la memoria uditiva, non era come tornare udente.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Sfortunatamente non ricordo niente di quei primi tre anni di vita, se non che giocavo, giocavo e giocavo, ero un vero giocherellone. Ero un bambino timido, ma molto furbo, ed era proprio al gioco che ricorrevo per fare amicizia.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Io non capivo cosa significasse essere sordi, vedevo i miei genitori usare la lingua dei segni, e fuori nella vita quotidiana la gente parlare: non distinguevo la diversit\u00e0, per me era naturale.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Andavo dalla logopedista tre volte alla settimana, vedevo altri ragazzi sordi come me, ma solo ora, ragionandoci sopra, capisco quanto fosse per me pi\u00f9 facile fare amicizia con loro in quanto simili a me. Sembravamo fratelli, forse perch\u00e9 portavamo quello strano aggeggio alle orecchie, cosa che gli altri bambini, udenti, non portavano.\u00a0<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Era cos\u00ec bello andare a imparare a parlare ma dopo un po&#8217; iniziai a fare i capricci per andare dalla logopedista: gli altri bambini giocavano in giardino, mentre io andavo all&#8217;ospedale per la riabilitazione, ma essendo io proprio un giocherellone e grazie ad un metodo educativo pi\u00f9 improntato sul gioco tornai presto pi\u00f9 volentieri alle lezioni.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Non capivo se sentivo di meno o di pi\u00f9 degli altri bambini, se parlavo bene o male, ero proprio innocente.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Quando facevo la doccia, o andavo a dormire, o in piscina e toglievo le protesi, tutto diventava silenzioso, era come spegnere la tv, un silenzio assoluto, ma essendo piccolo non mi sono mai posto il problema, per me era davvero tutto naturale e pensavo che anche per gli altri fosse cos\u00ec. Nessun bambino, nel periodo dell\u2019asilo, mi chiese mai direttamente cosa fosse l\u2019aggeggio che portavo tra le orecchie ed \u00e8 forse per questo che ero assolutamente spensierato.\u00a0<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Ora per\u00f2 se ci penso, rivivo i momenti in cui le suore (ai tempi, negli asili c\u2019erano le suore) si appartavano con i bambini e le loro rispettive mamme e parlando tra di loro mi guardavano: probabilmente le suore spiegavano loro la mia disabilit\u00e0 uditiva. Ma i bambini non erano molto interessati a queste spiegazioni, loro volevano solo una palla e un amico con cui giocare, non importava se quel bambino era obeso, di colore, cieco o disabile, l\u2019importante era giocare in compagnia.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Ancora adesso ricordo la mia grande capacit\u00e0 visiva. Avendo un senso in meno fui portato a sviluppare molto la vista che era molto pi\u00f9 ampia, mi accorgevo infatti dei movimenti ai miei lati in anticipo rispetto agli altri; ero un attento osservatore, a volte riuscivo a capire in anticipo cosa sarebbe successo dopo.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Era tutto davvero bellissimo, finch\u00e8 arriv\u00f2 il momento della scuola: la prima elementare&#8230; &#8230;\u00a0<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0 \u00a0Dori Mauro<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molte persone mi chiedono come ci si sente a essere sordi dalla nascita.\u00a0 \u00c8 proprio una bella domanda, perch\u00e9 i primi tre anni sono i pi\u00f9 difficili da ricordare. 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