{"id":3418,"date":"2017-01-27T05:18:46","date_gmt":"2017-01-27T04:18:46","guid":{"rendered":"http:\/\/alidiporpora.it\/?p=3418"},"modified":"2017-01-27T05:18:46","modified_gmt":"2017-01-27T04:18:46","slug":"poco-conta-davvero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/2017\/01\/27\/poco-conta-davvero\/","title":{"rendered":"Il poco che conta davvero"},"content":{"rendered":"<p>Serve una lista? \u00c8 necessario stilare un perfetto decalogo di tutto il dolore che pu\u00f2 riuscire a spazzare via ogni briciolo di normalit\u00e0, o serve un\u00a0puntuale elenco di ogni sintomo che dell&#8217;essere malati \u00e8 la prova? O forse \u00e8 preferibile un papello trito di lacrime, piagnistei e magari condito del peggior vittimismo a cui spesso proprio chi sano ricorre? Cosa cazzo serve? Non tanto per esser compresi ma per riuscire a zittire, per mettere a tacere parole piene di giudizi, per guadagnare un p\u00f2 di quel rispetto che si deve al dolore? Me lo chiedo, e questa volta alle mie parole non seguir\u00e0 nessun moto di speranza, non mi sforzer\u00f2 di addolcirle. La malattia non ti lascia altra scelta se non quella di accettarla, di renderne tuoi i segni, i limiti, di fronteggiarne il decorso, ma la cattiveria, l&#8217;egoismo, quel senso di ingiustificata superiorit\u00e0 che chi sano dimostra e riserva a chi diversamente abile perch\u00e8 accettarli, o peggio giustificarli? <br \/>\n Ci\u00f2 che fa scalpore, che incuriosisce, che spinge l&#8217;altro ad interessarsi \u00e8 il retroscena, \u00e8 la sofferenza nuda e cruda, il particolare che lascia sgomenti, il dietro le quinte che ti vede annientato. Ma quella lacrima che nascondi dietro ad un sorriso e quella forza che appare sovrannaturale non fanno eco, raramente raggiungono le luci della ribalta. Chi soffre, chi conosce il vero volto del dolore spesso lo nasconde, lo rende invisibile, si ostina ad esorcizzare la paura, imponendosi prospettive ben pi\u00f9 vicine ad un&#8217;utopia che alla vera realt\u00e0. Io oggi scelgo di toglierlo questo velo, voglio ridurlo letteralmente a brandelli. Ci\u00f2 che si nasconde dietro la mia forza, dietro la durezza che a volte traspare dal mio tono di voce, dietro il mio sguardo serio \u00e8 il risvolto di una medaglia di cui mostro solo il lato buono, quello vincente, quello forse poco appetibile per l&#8217;insaziabile e morbosa curiosit\u00e0 che infetta l&#8217;anima di chi crede che basta fingere un p\u00f2 di apprensione, o di falso interesse per pulirsi la coscienza. La vita mi sta urlando a chiare lettere che la posta in gioco si \u00e8 alzata, mi sta chiedendo di pi\u00f9, ed \u00e8 per questo che delle pochezza, del menefreghismo, dell&#8217;assenza di chi sceglie di non esserci per mancanza di volont\u00e0 e non perch\u00e8 realmente impossibilitato non me ne faccio nulla. Non voglio pi\u00f9 considerare giuste le briciole, perch\u00e9 giuste non sono! Non credo di essere meritevole pi\u00f9 degli altri di attenzioni speciali ma di quel poco non so che farne e ancor pi\u00f9 perch\u00e8 il poco, quello vero, io lo conosco ma ho scelto di esaltarlo, di renderlo unico, perch\u00e8 nonostante la malattia e il dolore ho scoperto l&#8217;unicit\u00e0 che rende quel poco Tanto, che rende i piccoli particolari indispensabili.<\/p>\n<p>Intrappolata in un tempo che a tutti appare sbagliato, con mani tremanti e ormai incapaci di tenere salda la presa, con i miei occhi stanchi e il mio colorito un p\u00f2 troppo spento vorrei chiedervi: &#8220;Avete mai provato ad immaginare il dolore di un osso che SPONTANEAMENTE decide di rompersi?&#8221; &#8220;Avete mai provato il senso di impotenza che senti montarti dentro quando ti rendi conto che una piccola parola sar\u00e0 in grado di sconvolgere la tua vita: A-t-r-o-f-i-a?&#8221; &#8220;Avete mai immaginato di dover scegliere tra il dover rinunciar a scrivere per sempre o tentare un intervento che nella migliore delle ipotesi ti priver\u00e0 comunque di una vera stretta di mano?&#8221; &#8220;Avete mai gioito davanti ad un referto che nonostante l&#8217;iniziale decadimento del letto arterioso delle tue carotidi attesta l&#8217;assenza di una sofferenza emodinamica?&#8221; Vorrei chiedervelo perch\u00e8 Io ho provato tutto questo, questo e molto altro, ma ho gioito davvero davanti a quel referto perch\u00e8 ho capito di avere ancora tempo. Quel referto, come altri mille, \u00e8 come un semaforo giallo ad intermittenza, del rosso per\u00f2 non devo preoccuparmi, il rosso non scatter\u00e0 forse cos\u00ec presto. Ed \u00e8 questo il poco a cui mi aggrappo, \u00e8 questo l&#8217;unico e solo poco di cui mi accontenter\u00f2 nella mia vita. A ventotto anni non dovrei essere felice di costole che si rompono ma che per fortuna lo fanno verso l&#8217;esterno, non bucando cos\u00ec la mia parte polmonare, non dovrei gioire dell&#8217;accertato inizio del mio decadimento arterioso, non dovrei trascorrere la maggior del tempo a riposo, non dovrei scegliere tra un caff\u00e8 o una passeggiata, non dovrei ritrovarmi a piangere e ridere nello stesso tempo, non dovrei pensare al futuro come alla peggiore delle mie battaglie!<\/p>\n<p>Lo percepite il peso di tutti questi &#8220;non dovrei&#8221;? Lo sentite quanto riescono ad essere ridondanti, quanto appesantiscono l&#8217;anima? Ed \u00e8 esattamente ci\u00f2 che fanno, ma \u00e8 questo che la vita ha scelto per me adesso ed \u00e8 a questo ci\u00f2 a cui io devo rispondere. \u00c8 di questo di cui devo preoccuparmi, senza elemosinare comprensione, senza dover dare in pasto al mondo i dettagli della mia lotta pur di essere creduta. Quei dettagli, la mia storia merita un ascolto sincero, un sentire empatico. Non \u00e8 al silenzio che sa di vergogna ed intriso di colpa che dobbiamo affidare il nostro dolore, non si deve tacere o nascondere per paura di arrecare disturbo alla vita di chi ti circonda perch\u00e8 \u00e8 la vita di chi malato ad esser schiacciata, oppressa, dilaniata ed \u00e8 a quel dolore che si deve cura. Quando arrivi a gridare al dolore di smetterla, quando ti ritrovi ad implorare la vita di fermarsi, di darti un punto dal quale ripartire non puoi far altro che stravolgere la tua prospettiva. Ed anche quando decider\u00e0 di sbatterti in faccia le vere priorit\u00e0, di chiuderti all&#8217;angolo riempiendoti la faccia di pugni e di sberle, nonostante il dolore, nonostante quel tutto che \u00e8 poco, che \u00e8 davvero poco, ricorda che hai aria nei polmoni, hai tempo da spendere ed \u00e8 un dovere morale, \u00e8 un debito che devi onorare nel migliore dei modi. <br \/>\n \u00c8 difficile anche solo immaginarlo tutto questo, \u00e8 impossibile immaginare che possa accadere a te, che ogni giorno si trasformi nella somma insostenibile di quelli precedenti. A me \u00e8 successo, a me accade ogni giorno e sono qui, a muso duro, denti stretti e schiena dritta.<br \/>\n Il tempo scorre e le probabilit\u00e0 si trasformano in fatti, senza preavviso, ma sono viva, e al mio fianco voglio e pretendo Verit\u00e0. Un grido pu\u00f2 perdersi nel tempo, il peso del silenzio resta e a volte, meno di quelle che vorrei, porta l&#8217;altro ad interrogarsi. E quindi, chiedo a voi, verr\u00e0 mai il giorno in cui senza bisogno di parole e spiegazioni gli uomini riscopriranno il valore di un gesto, di un abbraccio, di quel poco che davvero conta? Si guarder\u00e0 mai al mondo con occhi nuovi senza bisogno di nascondersi dietro la paura di chi diverso?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Serve una lista? \u00c8 necessario stilare un perfetto decalogo di tutto il dolore che pu\u00f2 riuscire a spazzare via ogni briciolo di normalit\u00e0, o serve un\u00a0puntuale elenco di ogni sintomo che dell&#8217;essere malati \u00e8 la prova? 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