{"id":3033,"date":"2016-10-17T03:36:35","date_gmt":"2016-10-17T01:36:35","guid":{"rendered":"http:\/\/alidiporpora.it\/?p=3033"},"modified":"2016-10-17T03:36:35","modified_gmt":"2016-10-17T01:36:35","slug":"a-te-mamma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/2016\/10\/17\/a-te-mamma\/","title":{"rendered":"Le parole che volevo dirti da sempre"},"content":{"rendered":"<p>Impari a farcela, ad esser forte, te ne convinci e ripeti a te stessa che andr\u00e0 tutto bene, ed \u00e8 davvero cos\u00ec, lo sai con certezza, in un modo o nell&#8217;altro tutto si aggiuster\u00e0, prendendo il suo verso, il suo tempo. <br \/>\n Certo \u00e8 che ogni volta qualcosa dentro di te cambia, e non credi pi\u00f9 al &#8220;non capiter\u00e0 pi\u00f9&#8221;, e a quell&#8217;andr\u00e0 tutto bene impari ad aggiungere un &#8220;fino alla prossima volta&#8221;. Sono questi i piccoli mantra che mi accompagnano ogni giorno, che difficilmente pronuncio ad alta voce. Non amo vantarmi della mia forza, a volte dubito perfino di possederla. A quei tanti &#8220;Tu sei forte&#8221; riesco a rispondere con un sorriso, ringraziando solo chi davvero sento vicino, perch\u00e8 in realt\u00e0, a volte, ci\u00f2 che vorrei dire potrebbe suonare come un segno di non apprezzamento verso un complimento che, seppur non spesso, vuol esser un vero incoraggiamento. Devo ammettere infatti che di questa forza, di questo mio farcela sempre e nonostante tutto non sempre sono felice, perch\u00e8 anche se dovrebbe esser un orgoglio, credetemi, spesso, nei momenti cattivi, quel tu sei forte suona quasi come il peggiore degli insulti. S\u00ec, lo sono, noi malati attaccati alla vita forti lo siamo davvero, ma chi dice che vorremmo esserlo? Chi vi dice che avremmo voluto imparare ad esserlo? <br \/>\n Io ne avrei fatto veramente volentieri a meno. Vorrei poter dire no, questa volta non voglio essere forte, non voglio accettare l&#8217;ennesima battaglia. Vorrei poter dire basta! Basta dolore, basta notti insonni, basta lacrime e silenzi imposti perch\u00e8 il dolore ti ha portato via anche le parole ed il fiato per poter dire &#8220;Non sopporto pi\u00f9 tutto questo&#8221;. Non \u00e8 un basta di resa, \u00e8 un basta che vorrebbe essere una tregua. E per quanto abbia davvero imparato a farcela da sola, senza vittimismi e nei momenti davvero difficili quasi nell&#8217;ombra, in alcuni di quei momenti avrei voluto sentirmi dire no, non devi essere forte per forza, puoi mollare un attimo, puoi appoggiarti a me. Ed invece intorno vi \u00e8 stato solo silenzio. Ed il silenzio della solitudine parla una lingua che ho scoperto essere davvero cattiva, alla quale se non ti ribelli inevitabilmente soccombi. Con il tempo, scoprendo ci\u00f2 che pu\u00f2 davvero ucciderti, incontrando bestie ancora pi\u00f9 feroci, ho imparato ad apprezzare il lato buono del silenzio, ho imparato a non lasciargli il potere di zittirmi, di far di me una vittima. Ci\u00f2 non toglie che io sola mi sia sentita tante volte, e che quel silenzio sia davvero arrivata ad odiarlo. Il solo scriverlo per\u00f2 mi crea un senso di colpa immenso dentro, perch\u00e8 al mio fianco in questo eterno vortice c&#8217;\u00e8 qualcuno che c&#8217;\u00e8 sempre stato, che lotta con me, che alla solitudine ha saputo rispondere con infinito amore, colmando il silenzio con parole e gesti, che mi ha stretta a se quando il freddo sembrava gelarmi l&#8217;anima. Nel dolore impari a lottare anche per chi ti ama, perch\u00e8 sai che se molli molla anche chi per te darebbe la vita, e salvo casi rari ed eccezionali, chi ti ama, chi a quella forza da nutrimento \u00e8 proprio chi ti ha donato la vita, ed io a te mamma oggi so che devo molto pi\u00f9 di quello che sono mai riuscita a dirti. Avrei voluto essere una figlia diversa, e non diversa perch\u00e8 diversamente abile. Avrei voluto che i nostri viaggi insieme fossero stati diversi, perch\u00e9 pieni di panorami da togliere il fiato e non invece di corridoi freddi e camere d&#8217;ospedale, come diverse volevo fossero quelle panchine che ci hanno viste sedute insieme, dove cercavamo di sfuggire alla realt\u00e0 che stavamo vivendo, l\u00ec sole ma sempre insieme lontano da casa. Desideravo per noi pi\u00f9 sorrisi e meno lacrime, ma ci\u00f2 che non \u00e8 mai mancato e che mai mancher\u00e0 \u00e8 l&#8217;amore. Il sentimento che ci lega non ha mai traballato, non ha mai disatteso il nostro essere l&#8217;una per l&#8217;altra battito, respiro e vita. Questa forza, la mia forza, testerda, impertinente a volte apparentemente cattiva, io te la devo Mamma.\u00a0A te devo la mia vita, una vita che hai protetto e per la quale hai combattuto fin dal primo istante, prima ancora di conoscermi. A te devo la donna che sono oggi, a te devo il mio essere diversa e questa volta non per il mio essere disabile ma perch\u00e8 io diversa lo sono dentro, da sempre. Io conosco la gioia e la rarit\u00e0 dei sentimenti che tu mi hai trasmesso, io sento il dolore altrui e lo rispetto perch\u00e8 tu mi hai insegnato a farlo, io vedo l&#8217;immensit\u00e0 che nel valore della vita si nasconde perch\u00e9 tu mi hai permesso di sperimentarla e mi hai dato il coraggio di difenderla sempre e a qualunque costo. \u00c8 questo mio sentire, questo mio riconoscere l&#8217;oltre che mi ha resa diversa, pi\u00f9 attenta, pi\u00f9 capace. Mi ha resa forte, forte davvero. Oggi sono consapevole di pagare il prezzo di questa mia sensibilit\u00e0 ed anche l&#8217;incapacit\u00e0 di esser a volte egoista, di un egoismo buono, che mi permetterebbe di pensare di pi\u00f9 a me stessa ma la verit\u00e0 \u00e9 che allora avrei troppo a cui pensare e non credo davvero di volervo. Ho scelto di vivere senza pensare a ci\u00f2 che verr\u00e0, senza pi\u00f9 immaginare il dopo ma lottando e costruendo passo passo l&#8217;adesso, forse perch\u00e8 il dopo mi spaventa. Il futuro spaventa entrambe ed entrambe sfuggiamo da quel pensiero non appena solo accendandovi sentiamo un nodo stringerci la gola. Noi siamo l&#8217;ancora l&#8217;una dell&#8217;altra, ed \u00e8 questo il nostro pi\u00f9 grande privilegio, ma come non pensare a chi \u00e8 solo? Come ignorare la tragica e ingiusta realt\u00e0 a cui andr\u00e0 incontro chi bisognoso di cure speciali, chi incapace di prendersi cura di se stesso una volta divenuto orfano? Nel corso degli anni, in tutto questo tempo e ancor pi\u00f9 ora che \u00e8 iniziata la vera lotta per mantenere quanto pi\u00f9 indipendente la mia capacit\u00e0 di provvedere a me stessa quotidianamente mi ritrovo spesso a pensare a ci\u00f2 che a molti potrebbe apparire un&#8217;assurdit\u00e0 ma in cui invece credo che altri si ritroveranno: il dopo di voi. Negli occhi di mia madre, negli occhi e nelle parole di altre mamme speciali il dolore, quello vero, cocente, che disarma che vedi scuoterle da dentro non si accende quando parlano della malattia dei propri figli, quando ne raccontano il senso, le implicazioni e le eterne lotte, ma si accende e divampa in modo quasi incontrollabile quando pensano al dopo, quando anche solo immaginano un giorno di doverci lasciare. In quei momenti tutta la loro forza, la loro tenacia, il loro esserci crolla. Nei loro occhi vedi quel senso di smarrimento che vorresti colmare, senti dentro la voglia di rassicurare quel dolore senza sapere per\u00f2 come fare.\u00a0\u00c8 disarmante, \u00e8 peggio del dolore della malattia stessa, perch\u00e8 la malattia puoi combatterla, il vuoto, la mancanza e l&#8217;assenza no. Voi mamme speciali, voi caregiver, e anche tu mamma ogni giorno ci proteggete dall&#8217;assenza del mondo, cercate di non farci sentire il peso di quei vuoti che chi ci circonda ci impone senza pensare che a volte basterebbe solo un abbraccio, e vi sentite come colpevoli del vostro esseri umani e mortali. Voi per noi rappresentate quel tutto che si era trasformato in niente, e che avete vinto e battuto, ridandogli vigore e vita. Ci date sostegno, scaldate le nostre paure, cullate il nostro dolore, fate fronte ai nostri limiti con le vostre braccia forti. Vi dimenticate del tempo e anche di voi stesse. Voi rappresentate il nostro esserci nel mondo. Ed io oggi ci\u00f2 che pi\u00f9 desidero dirti \u00e8 che sono orgogliosa del mio essere forte perch\u00e8 sono orgogliosa e fiera di essere cos\u00ec simile a te mamma. A te che sei il mio esistere giorno dopo giorno prometto che a quel respiro, a quel battito e a quel nostro essere vive insieme terr\u00f2 sempre fede con la forza e tutto l&#8217;amore di cui mi hai fatto e mi fai dono in ogni istante.. Per sempre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Impari a farcela, ad esser forte, te ne convinci e ripeti a te stessa che andr\u00e0 tutto bene, ed \u00e8 davvero cos\u00ec, lo sai con certezza, in un modo o nell&#8217;altro tutto si aggiuster\u00e0, prendendo il suo verso, il suo tempo. 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