{"id":2917,"date":"2016-09-19T04:57:53","date_gmt":"2016-09-19T02:57:53","guid":{"rendered":"http:\/\/alidiporpora.it\/?p=2917"},"modified":"2016-09-19T04:57:53","modified_gmt":"2016-09-19T02:57:53","slug":"silenzio-mi-rialzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/2016\/09\/19\/silenzio-mi-rialzo\/","title":{"rendered":"In silenzio, mi rialzo."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">Non riesco a trovarle queste dannate parole! Le ho sempre avute, per ogni occasione, in ogni circostanza, in risposta ad ogni silenzio. Ero brava perfino a riempire i vuoti lasciati dagli altri, e ora? Le ho perse, e mi mancano. <br \/>\nNon trovo pi\u00f9 il modo di dargli un tempo, un ritmo ed il prima e il dopo sono diventati un adesso che non ha pi\u00f9 alcun senso. La mia mente \u00e8 un groviglio di pensieri, e la mia anima un guazzabuglio di sentimenti. L&#8217;immagine perfetta? Una macedonia di frutta, colorata e gustosa solo a vederla, trasformata in un frullato. Solo che io avrei preferito esser morsa e gustata lentamente, magari accompagnata da un velo di zucchero o da del miele caramellato. <br \/>\n Mi sento tradita, incapace di trovare una spiegazione all&#8217;assurda logica che risiede nelle altrettanto assurde realt\u00e0 che permeano il mio vivere. Ho imparato presto che tutto ha un inizio ed una fine, ed io quella fine l&#8217;attendo ogni volta per poter ricominciare. Ed \u00e8 cos\u00ec che affronto le mie cadute, non ho mai cercato di evitarle, ho imparato semplicemente a cadere. Ho scoperto ben presto che non sempre posso attutirne la botta e che difficilmente questa non avr\u00e0 conseguenze ma mi sono sempre rialzata. Piedi ben a terra e l&#8217;anima pronta ad andare! <br \/>\n Non ho mai perso la mia voglia di splendere. Nemmeno oggi, mi accorgo per\u00f2 di quanto ora il mio equilibrio sia instabile e che, per quanto mi sforzi, sembra esserci sempre qualcuno alle mie spalle pronto a spingermi. <br \/>\nIo resisto, insisto, non mi lascio cadere, non sono pronta a cedere ma quanto cazzo ancora deve durare questo gioco al massacro? <br \/>\n Ho accettato il verdetto, ho combattuto e combatto ogni giorno con il peso della consapevolezza di ci\u00f2 che \u00e8 e di ci\u00f2 che sar\u00e0, ma non riesco pi\u00f9 a sopportare il corollario di inettitudine, pochezza, arrivismo che corrompe l&#8217;anima di chi finge di starmi accanto, non posso che guardare con disprezzo a chi senza il minimo rispetto e con cattiveria mi ha usata e buttata via come fossi un pupazzo vecchio, e ancora non posso che rinnegare il mio credo verso uno Stato che non ha fatto altro che voltarmi le spalle, calpestando quelli che tanto sono soventi ricordarci essere i nostri diritti ma che di nostro non hanno nulla. <br \/>\n I contorni del &#8220;niente&#8221; hanno contraddistinto le mie giornate, ad un niente di fatto si sono ridotti i miei piani, e pochi sono coloro che posso dire di avere al mio fianco. <br \/>\n Il mio io per\u00f2 non si sente sconfitto, Elly non si \u00e8 persa, non \u00e8 finita. <br \/>\n Ho perso le parole ma ho ritrovato quel senso che mi sembrava svanito, e non credo di dover cercare una giustificazione per il mio non voler dire. Credo per\u00f2 di poter dare una spiegazione.<br \/>\n Non voglio scrivere della mia rabbia, vorrei un giorno poter scrivere che nonostante la delusione, nonostante abbia dovuto lottare una battaglia ingiusta io sia riuscita ad ottenere il riconoscimento dei miei diritti. Non voglio scrivere del peso del tradimento, ma vorrei poter raccontare che al silenzio codardo di un giovane uomo che rifiuta un caff\u00e8 perch\u00e8 spaventato dall&#8217;ombra di una stampella vi sar\u00e0 un altro giovane che a quel caff\u00e8 far\u00e0 seguire una cena, una notte d&#8217;amore e un buongiorno pieno di attenzioni. Non voglio scrivere di quei piani andati in fumo, li ho persi ormai, ma, in un futuro spero non cos\u00ec lontano, raccontare di piccoli sogni diventati realt\u00e0, che magari profumeranno dell&#8217;odore buono di un libro fresco di stampa, o chiss\u00e0 di un progetto rivolto a giovani ragazzi a cui vorrei trasmettere davvero la voglia di guardare a noi con occhi nuovi.\u00a0Non voglio scrivere del dolore e della paura che si provano quando leggi referti che vorresti appartenessero a qualcun altro ma che invece sai appartenerti, vorrei invece riuscire a trasmettere l&#8217;idea, per nulla utopica, che nessun limite sar\u00e0 mai impossibile da trasformare in opportunit\u00e0 finch\u00e8 vi sar\u00e0 la volont\u00e0 e il desiderio di non arrendersi. <br \/>\nMa rialzarsi dopo una brutta caduta non rappresenta l&#8217;ovvio, non ci si rialza in automatico, ben che meno se quei ripetuti capitomboli li ha subiti il tuo animo. Non si riprende a correre dopo una caduta: no, non funziona affatto cos\u00ec. Ed anche a costo di apparire presuntuosa, sfido chiunque a dire il contrario. \u00c8 inevitabile fermarsi, \u00e8 innegabile sentire il dolore e la rabbia crescerti dentro, e non cos\u00ec di rado pensare di demordere. <br \/>\nPeccato, o per fortuna, io non sono nata per piangermi addosso, n\u00e8 per arrendermi. Piangere? Piango eccome, soprattutto se non dormo per giorni. Vado in tilt, e quel nodo alla gola si scioglie in un pianto liberatorio. <br \/>\nNon mi sono mai privata di un pianto o di esprimere i miei sentimenti. Mai, e credo che mai lo far\u00f2. Ristagnerebbero dentro di me, logorandomi, impedendomi di respirare e di tornare a sorridere. Una possibilit\u00e0 che francamente mi atterrisce e mi paralizza. <br \/>\nOggi posso dire per\u00f2 che qualcosa \u00e8 cambiato e ci\u00f2 che \u00e8 cambiato \u00e8 il mio modo di dire, di parlare, di raccontarmi. <br \/>\n Le parole hanno un peso, possono arricchire un sentimento o un&#8217;emozione, ma possono ferire, illudere e persino spaventare. Possono essere accolte come il pi\u00f9 dolce degli incoraggiamenti oppure essere fraintese e tornare indietro come il pi\u00f9 potente dei boomerang. Le parole si possono anche perdere, come \u00e8 capitato a me. <br \/>\n E se ad una prima analisi ci\u00f2 mi \u00e8 apparso come il pi\u00f9 tremendo dei mali, oggi so esser stata la benedizione pi\u00f9 grande. Averle perse quando il tutto era diventato niente mi ha imposto un silenzio che mi ha permesso di mettermi in ascolto con quella parte di me che troppe volte \u00e8 stata costretta a dovercela fare da sola, e che invece per una volta voleva solo poter stare zitta. <br \/>\n Il silenzio ha una voce maestosa e potente, \u00e8 una risposta che riesce a portarti in salvo, un mezzo attraverso cui trasformare quel niente in un nuovo tutto da ricostruire. \u00c8 il preludio di una forza interiore pi\u00f9 salda, pi\u00f9 consapevole, priva di quei vizi che facilmente corrompono l&#8217;anima di chi troppo dice, di chi per paura colma il dolore o la propria pochezza con parole altrettanto vuote e misere di sentimento. <br \/>\n Il silenzio ti permette di crescere, di maturare quel sentire che riempir\u00e0 la tua vita di toni delicati, fatti di parole non dette a sproposito, ma pensate con empatia e discernimento. Ti render\u00e0 onesto, e mai incline alla banalit\u00e0, lasciando intatta la dignit\u00e0 che a certi dolori si deve. <br \/>\n Il silenzio \u00e8 ci\u00f2 che mi ha cambiata davvero, ed \u00e8 nel silenzio che ho ritrovato la forza di rialzarmi di nuovo. <br \/>\n E allora sia, piedi ben a terra e l&#8217;anima pronta ad andare. In Silenzio, mi rialzo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non riesco a trovarle queste dannate parole! Le ho sempre avute, per ogni occasione, in ogni circostanza, in risposta ad ogni silenzio. Ero brava perfino a riempire i vuoti lasciati dagli altri, e ora? Le ho perse, e mi mancano. 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