{"id":2744,"date":"2016-06-20T03:30:06","date_gmt":"2016-06-20T01:30:06","guid":{"rendered":"http:\/\/alidiporpora.it\/?p=2744"},"modified":"2016-06-20T03:30:06","modified_gmt":"2016-06-20T01:30:06","slug":"dimenticando-il-dolore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/2016\/06\/20\/dimenticando-il-dolore\/","title":{"rendered":"Dimenticando il dolore"},"content":{"rendered":"<p>Chi sei tu per giudicare il mio dolore? Chi sei tu per tacciare la mia anima di ignobili accuse? Chi sei tu per scegliere deliberatamente di distruggermi? Nessuno! <br \/>Questi sono gli interrogativi che vorrei poter gridare fino a non avere pi\u00f9 voce, queste le domande che vorrei porre a chi, come solo poche volte nella vita accade, mi ha deluso, accendendo in me un dolore sordo, difficile da ignorare. E questa \u00e8 la risposta che darei: Nessuno, non sei nessuno! Perch\u00e8 nessuno pu\u00f2 essere libero di fare cos\u00ec tanto male, o dovrei forse usare il condizionale?\u00a0<br \/>Ci si affida, si ama, ci si dona per poi rendersi conto di aver commesso un grandissimo errore, o semplicemente di aver guardato per un attimo dalla stessa parte, gli uni accanto agli altri. Accade invece di scoprire che il seme di quell&#8217;amore non \u00e8 mai germogliato davvero e non rimane nulla, nemmeno le briciole, nemmeno l&#8217;ombra di quel bene, ma solo vuoto, freddo, e quella sensazione di immobilit\u00e0, che lascia increduli e sgomenti, incapaci di trovare una spiegazione, una giustificazione. E io una giustificazione vorrei tanto trovarla, ma non esiste. Credo si possa perdere solo ci\u00f2 che si possiede, di cui ti \u00e8 stato fatto dono. Non puoi perdere il nulla! Ci\u00f2 che \u00e8 vuoto, il vuoto, vuoto resta! Allo stesso modo puoi trovare una giustificazione, una logica a ci\u00f2 che esiste, non a ci\u00f2 che \u00e8 frutto di una vergognosa bugia, che non esiste! Non posso per\u00f2 non chiedermi perch\u00e8 nemmeno quando ci si accorge non essere rimasto pi\u00f9 nulla non si riesca ad essere sinceri. Perch\u00e8 accettare di prostituire il proprio animo, svenderlo pur di conservare l&#8217;illusione di essere puliti e nel farlo tacciare l&#8217;altro di colpe che non sono altro che fallimenti personali? Perch\u00e8? Perch\u00e8 nel farsi grandi si sente di dover rendere piccolo l&#8217;altro? E perch\u00e8 il dolore viene usato come giustificazione, inutile paravanto per esseri che finiscono prima o poi per perdere la maschera che indossano. Perch\u00e8 a realt\u00e0 gi\u00e0 cariche di dolore, senza via di scampo si aggiunge altro dolore, altra cattiveria? <br \/>Questi sono i perch\u00e8 che affollano la mia mente, privi di una risposta, ma tra i tanti ce n&#8217;\u00e8 uno che si impone con forza, che una risposta la pretende! \u00c8 un perch\u00e8 che implica una scelta, che mi obbliga a fermarmi, e fermarsi significa accettare di sentire il dolore e con esso il peso delle parole dette, di quelle scritte, quelle stesse parole che un tempo erano l&#8217;ancora alla quale mi aggrappavo. Ma sia, accetto, e mi fermo ma davvero lascer\u00f2 a questo macigno il diritto di schiacciarmi? Cos\u00ec eccolo risuonare forte nella mente: perch\u00e8? Perch\u00e8 accettare un dolore non necessario, ingiusto, evitabile? I ricordi invadono la mia mente e si mischiano a tutti quei perch\u00e8, immagini di emozioni vissute, attimi di vita che credevo essere frutto del Vero, del Bene, dell&#8217;amore mi raccontano una storia che non mi appartiene pi\u00f9. Non una semplice storia, ma legami che credevo profondi, volti che hanno fatto parte della mia vita, anime che avevo accolto nel mio cuore. Ci\u00f2 che credevo essere parte di un tutto che non \u00e8 mai esistito! <br \/>Di rado ero entrata cos\u00ec nel profondo della sfera intima e personale del mio vivere, ma perch\u00e8 scegliere di nascondere un dolore tanto grande se proprio il dolore, nello specifico quello che alla mia malattia si lega, \u00e8 stato usato per scagliarmi contro uno degli attacchi pi\u00f9 meschini che mi siano mai stati riservati? Ci metto la faccia, l&#8217;anima e il cuore! Ve lo presento io il mio dolore, decido proprio di sbatterlo in faccia a chi si \u00e8 arrogato il diritto di giudicarlo perch\u00e8 convinto di conoscerlo, di averlo percepito. &#8220;Il tuo sorriso non basta a nasconderlo&#8221; Nascondere cosa? Siamo certi che sia il mio sorriso &#8220;l&#8217;incapace&#8221;? <br \/>Lasciando ad altri la facolt\u00e0 di puntare il dito, guardo unicamente a me stessa e ci\u00f2 che vedo \u00e8 il sorriso di una donna che ha imparato a sorridere, che ha accettato il rischio che si corre quando si sceglie di rimanere fedeli a se stessi, alle proprie idee. Vedo una donna capace di accettare i propri limiti, e nello scontrarsi con essi scegliere di farlo nel silenzio, preservando l&#8217;intimit\u00e0 che a un dolore si deve, lasciando intatta la sua dignit\u00e0. Vedo una donna che accetta con orgoglio la sua diversit\u00e0, ma che non accetta pi\u00f9 il peso dell&#8217;inettitudine e l&#8217;ineguadetezza di chi con il proprio dolore non ha mai trovato il coraggio di fare i conti. \u00c8 il mio dolore a spaventare o \u00e8 la mia voglia di vivere, nonostante tutto e ancora, ad essere invidiata e troppo rumorosa? Qual \u00e8 la mia colpa? Voler forse ridere, e ridere forte, davanti a quell&#8217;ago con il quale buco le mie braccia per guadagnare nuovi sorrisi? O forse ci\u00f2 che infastidisce \u00e8 l&#8217;apprendere che fino ad oggi ce l&#8217;ho fatta contando solo sulle mie forze e avendo al mio fianco solo chi della vita mi ha fatto dono? O magari a far paura \u00e8 la mia determinazione, il percepire che io la paura di ci\u00f2 che finisce e degenera riesco a guardarla dritta in faccia e a sfidarla? Cosa di me disturba a tal punto? Il rumore dei miei passi stanchi? Il mio gridare, il mio mostrare le emozioni, tutte le mie emozioni, quelle belle e quelle brutte? Il mio saper piangere? La mia capacit\u00e0 di amare? Vorrei davvero saperlo, vorrei davvero verit\u00e0! <br \/>E a te che parli del mio dolore vorrei tanto chiederti: dov&#8217;eri nei miei lunghi viaggi? Dov&#8217;eri e dove sei quando il dolore mi toglie il respiro? Non c&#8217;eri e mai ci sarai, perch\u00e8 io la vita non ho scelto di viverla nel dolore, io la vita la vivo festeggiando la gioia e nonostante il dolore ne faccia parte ho scelto di non condividerlo. Io devo proteggerlo, devo proteggermi da chi potrebbe usarlo per ferirmi ancora e ancora di pi\u00f9. Con il mondo io voglio condividere la gioia, i sorrisi, la mia libert\u00e0. Questo \u00e8 il mio modo, \u00e8 ci\u00f2 che mi permette di godere del senso vero dei giorni &#8220;buoni&#8221;, perch\u00e8 il dolore dei giorni &#8220;cattivi&#8221; mi ha insegnato a cogliere quegli attimi al volo, ha fatto s\u00ec imparassi a dimenticare. Io dimentico il mio dolore e colgo e accolgo la vita. Chi non ha mai provato la privazione che deriva dal non poter fare non potr\u00e0 mai comprendere ci\u00f2 che spinge chi non pu\u00f2 a fare. C&#8217;\u00e8 stato un tempo in cui mi ostinavo a spiegare, mi lasciavo coinvolgere e diventavo un fiume in piena di parole, oggi mi sono accorta di non avere pi\u00f9 tempo, di non voler pi\u00f9 raccontare. Io voglio vivere, voglio tempo, buon tempo, per vivere e non permetter\u00f2 a nessuno di privarmene. Ci pensa la vita a rubarmi momenti, ci pensa la malattia a cancellare istanti, non posso lasciare ad altri questo potere. Non voglio! E a chi mi ha fatto male sento solo di dire, io posso perdonare i vostri gesti, le vostre parole, ma voi riuscirete mai a perdonare voi stessi?\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi sei tu per giudicare il mio dolore? Chi sei tu per tacciare la mia anima di ignobili accuse? Chi sei tu per scegliere deliberatamente di distruggermi? Nessuno! Questi sono gli interrogativi che vorrei poter gridare fino a non avere pi\u00f9 voce, queste le domande che vorrei porre a chi, come solo poche volte nella [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":2745,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-2744","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-elly-valy"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2744","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2744"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2744\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2745"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2744"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2744"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2744"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}