{"id":2631,"date":"2016-05-27T04:55:19","date_gmt":"2016-05-27T02:55:19","guid":{"rendered":"http:\/\/alidiporpora.it\/?p=2631"},"modified":"2016-05-27T04:55:19","modified_gmt":"2016-05-27T02:55:19","slug":"ricominciare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/2016\/05\/27\/ricominciare\/","title":{"rendered":"Ricominciare"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Tu ami troppo, \u00e8 questo il tuo errore!&#8221; Ci risiamo, \u00e8 successo di nuovo, e puntualmente ecco che la frase che mi sento ripetere da tutta una vita torna a risuonare forte e chiara.\u00a0<br \/>Amo &#8220;troppo&#8221;! Ma da quando l&#8217;amore ha una misura? S\u00ec, insomma, come pu\u00f2 un sentimento tanto grande, complesso, a volte indecifrabile avere un peso specifico? Che stronzata \u00e8 mai questa? Non andr\u00f2 per il sottile, non cercher\u00f2 parole buone, no. Sono arrabbiata, forse il termine giusto, il dire comune, \u00e8 che sono davvero incazzata nera. E lo dico, lo devo dire, scelgo per la prima volta di gridarlo. D&#8217;altronde ho scelto di mettere la mia vita nero su bianco, perch\u00e8 ora dovrei nascondere ci\u00f2 che in questo momento mi ha portato a prendere le distanze da tutto ci\u00f2 che mi circonda e che ha fatto parte della mia vita fino ad oggi? Perch\u00e8 \u00e8 questo quello che ho fatto, e che faccio da giorni. L&#8217;ho fatto in silenzio, l&#8217;ho fatto senza riuscire a versare nemmeno una lacrima, l&#8217;ho fatto perch\u00e8 avevo compreso di essere arrivata a toccare il fondo. Stavo letteralmente raschiando il fondo di un barile ormai vuoto, misero, povero. E quando questo accade non servono parole, n\u00e8 lacrime.<\/p>\n<p>Tutto ha un inizio e tutto ha una fine, l&#8217;utopia del per sempre \u00e8 qualcosa che ho abbandonato da molti anni, e non a causa di un amore finito male, o dell&#8217;ennesima storia consumatasi tristemente in un nulla di fatto, ma perch\u00e8 la malattia, proprio lei, creando un indelebile spartiacque tra il Prima e il Dopo, ha fatto s\u00ec imparassi a guardare a ci\u00f2 che finisce, a ci\u00f2 che inevitabilmente non sar\u00e0 pi\u00f9 con occhi diversi. &#8220;Prima&#8221; la parola fine mi incuteva paura, mi spaventava a tal punto da non riuscire mai a prendere le distanze da ci\u00f2 che arrivava a distruggermi. &#8220;Dopo&#8221;, quando i segni di ci\u00f2 che davvero giunge alla sua fine si sono imposti alla mia vita ho capito di non aver altra scelta se non quella di fare di ogni fine un nuovo inizio. Quando la vita ti obbliga a rinunciare a ci\u00f2 che pi\u00f9 ami, quando vedi svanire i tuoi sogni, quando accetti i limiti che cambieranno davvero per sempre la tua vita, impari, e sei costretta a farlo, a dare ad ogni Fine il giusto peso. Ogni Fine ne ha uno, alcuni rischieranno di schiacciarti, altri invece diverranno l&#8217;inizio di un tempo nuovo, faticosamente riconquistato ma che rappresenter\u00e0 un&#8217;autentica Rinascinata. Ed \u00e8 cos\u00ec che ho visto il vero volto del divenire, quella speranza, quel credo che mi hanno permesso di rialzarmi dopo ogni amara caduta. Oggi la parola Fine non mi spaventa pi\u00f9, non mi porta a sentirmi inadatta, colpevole di non esser stata all&#8217;altezza, ma provoca in me due sentimenti distinti tra loro: un&#8217;esplosione di rabbia quando a finire \u00e8 un sentimento che si \u00e8 macchiato della mancanza di sincerit\u00e0, e che ha visto anteporsi ad esso egoismi e uno sporco arrivismo ed infinito dolore se dietro quella fine si cela invece l&#8217;ennesimo limite imposto. E se di un limite si tratta, se \u00e8 la malattia a presentare il suo conto non ignoro pi\u00f9 il dolore che ci\u00f2 comporta, lo vivo, lo accetto, scegliendo di prendermi cura di me stessa. Ma oggi non \u00e8 questa la fine con cui sto facendo i conti, non la sola almeno. La mia vita in questo preciso momento somiglia pi\u00f9 ad un vortice, con la forza distruttrice di un uragano. Non vi \u00e8 nulla di semplice, tutto \u00e8 complesso, carico di risvolti impegnativi, che richiedono da parte mia fermezza, lucidit\u00e0 e capacit\u00e0 di discernimento. Ora pi\u00f9 che mai la posta in gioco \u00e8 alta, ora pi\u00f9 che mai la malattia sembra chiedermi pi\u00f9 di quanto umanamente immaginavo di saper fronteggiare. Ed invece eccomi giorno per giorno fronteggiare ogni rischio, accettando di percorrere ogni strada che potrebbe rendere il mio vivere meno doloroso. Il mio corpo per\u00f2 non sembra accettare tutto questo, sempre pi\u00f9 le forze sembrano venir meno, e sempre pi\u00f9 tutto appare complesso e ingestibile. Ma a dispetto di quanto si potrebbe pensare a ferirmi non \u00e8 la vista dei lividi presenti sulle mie braccia, n\u00e8 la realt\u00e0 che nascondono, a ferirmi davvero, ma in un modo costruttivo, in un modo che mi ha permesso di scegliere me stessa, di riconquistare nuovi respiri indipendenti sono state le coraggiose parole di chi schiettamente mi ha sbattuto in faccia una verit\u00e0 che io stavo ignorando pur essendone consapevole.<\/p>\n<blockquote>\n<p>&#8220;Io sento il tuo dolore. Io vedo il tuo dolore, lo vedo dietro quel sorriso che ti ostini a mostrare al mondo. Il tuo dolore mi ferisce, non posso aiutarti ma tu puoi e devi scegliere te stessa. Prenditi del tempo. Prenditi cura di te.&#8221;<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Uno schiaffo per la mia anima, e la sensazione di altro dolore pronto ad aggiungersi al mio. Confusa ed esterrefatta mi sono presa davvero un attimo, e quella confusione ha lasciato il posto ad una chiarezza disarmante. Sono debritrice di una verit\u00e0 che mi ha permesso di scegliermi. Vi \u00e8 un dolore che non potr\u00f2 mai curare del tutto, fa parte di me. La malattia, il mio essere disabile, la stessa lotta per i miei diritti mi portano dolore, non lo nascondo. A chi non farebbe male? La mia vita per\u00f2 non \u00e8 dolore, non \u00e8 malattia. Io non sono i miei limiti. La malattia \u00e8 parte della mia vita, ma non \u00e8 Tutto! E in questo tutto vi sono dolori che io posso evitare, che devo scegliere di non riservare a me stessa. Ed ecco che entra in gioco la mia volont\u00e0, il coraggio di scegliere, di accogliere l&#8217;apparente potere distruttivo della parola fine per trasformarlo nella mia ennesima Rinascita. Ho amato troppo, \u00e8 accaduto di nuovo e accadr\u00e0 ancora e ancora. Io Amo. Amo l&#8217;Amore, Amo la Vita e udite udite Amo Spasmodicamente Me Stessa! Non smetter\u00f2 di amare, non imparer\u00f2 ad amare meno perch\u00e8 chi amo non ne \u00e9 all&#8217;altezza, n\u00e8 permetter\u00f2 ad essere alcuno di accusarmi di aver commesso un errore nel dare troppo. \u00c8 troppo facile, \u00e8 meschino, \u00e8 schifoso. \u00c8 la scusa di chi non ha il coraggio di Amare, di essere Uomo, di costruire. Io questa Fine posso sceglierla, posso scegliere di porre fine ad un amore che non conosce la gioia del dare e del ricevere, che non conosce cura, che non riserva attenzioni. Io posso scegliere di non voler un amore che non \u00e8 amore. E non solo posso, ma voglio scegliere questa Fine, per\u00f2 permettetemi dire..\u00a0Amer\u00f2 troppo, la mia stessa malattia sar\u00e0 troppo e forse le mie giornate troppo poco avvicenti ma una cosa \u00e8 certa esiste il troppo ma esiste anche il poco, e ancora pi\u00f9 esiste la fine ma esiste l&#8217;inizio. Ed io inizio di nuovo da me, e inizier\u00f2 ancora e ancora. Inizier\u00f2 ogni volta che sar\u00e0 necessario, aspettando il giorno in cui torner\u00f2 ad amare ancora pi\u00f9 forte!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Tu ami troppo, \u00e8 questo il tuo errore!&#8221; Ci risiamo, \u00e8 successo di nuovo, e puntualmente ecco che la frase che mi sento ripetere da tutta una vita torna a risuonare forte e chiara.\u00a0Amo &#8220;troppo&#8221;! Ma da quando l&#8217;amore ha una misura? 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