{"id":2533,"date":"2016-05-02T02:40:42","date_gmt":"2016-05-02T00:40:42","guid":{"rendered":"http:\/\/alidiporpora.it\/?p=2533"},"modified":"2016-05-02T02:40:42","modified_gmt":"2016-05-02T00:40:42","slug":"inspiro-ed-espiro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/2016\/05\/02\/inspiro-ed-espiro\/","title":{"rendered":"Inspiro ed espiro"},"content":{"rendered":"<p>Cosa sei? Sei quel tac non troppo silenzioso che mi sveglia la notte di soprassalto, lasciandomi senza fiato.<br \/>Cerco di mettermi a sedere, non ci riesco. <br \/>Il dolore si fa&#8217; pi\u00f9 intenso: &#8220;anca a scatto&#8221; cos\u00ec ti han definito. Provo a ruotare piano il piede e cos\u00ec tutta la gamba, un tac pi\u00f9 piccolo e il dolore finalmente si attenua. Le 6.48. Dormivo da poco pi\u00f9 di un&#8217;ora..La testa scoppia, decido di girarmi su fianco. Tac! Ahi, questo \u00e8 stato secco, forte, doloroso come non mai, \u00e8 la spalla. Mi arrendo, mi metto a sedere, giro le gambe e non appena tocco il freddo del pavimento mi sento gi\u00e0 subito meglio, almeno per qualche minuto non sentir\u00f2 quei fastidiosi spilli torturarmi le dita e i piedi tutti. Sento gli uccellini cantare, \u00e8 giorno ormai, un occhio al cellulare, leggo qualche parola colma di amore e.. Dai Elly riprovaci! Stropiccio il cuscino, afferro Ic\u00f2, il piccolo cuscino che mi ha visto bambina e lo sistemo tra le mie ginocchia, il morbido faccione di minni, comodamente poggiato sul mio fianco sinistro. <br \/>Cos\u00ec potrebbe andare, inizio a contare. Inspiro ed espiro, 1,2,3,4,5,6. Respiro e conto, conto e respiro, fino a non poterne pi\u00f9, tanto da sentirmi esausta, sconfitta, avvilita, ma non demordo. Ho scelto di non arrendermi e quanto pi\u00f9 \u00e8 grande il dolore, tanto pi\u00f9 lo \u00e8 la mia forza. <br \/>Negli anni, e per l&#8217;incapacit\u00e0 del mio corpo di sottoporsi anche alle pi\u00f9 blande terapie del dolore, e per il mio rifiuto categorico di testare qualsivoglia terapia che prevedeva perfino l&#8217;uso di oppiacei, sono stata costretta a trovare una sorta di equilibrio. <br \/>Un equilibrio, totalmente instabile, che spesso mi ha visto e mi vede soccombere, perch\u00e8 a volte non basta nemmeno respirare. Vi sono momenti in cui il dolore diventa qualcosa di incontrollabile, tanto da rendere difficile anche solo pensare di poter respirare, ed \u00e8 in uno di questi momenti che ho imparato a contare. <br \/>Dentro di me il bisogno spasmodico di dover immaginare la fine di una spirale cos\u00ec ingiusta di dolore e sofferenza, un corpo stanco e un&#8217;anima mortificata. <br \/>Mai pi\u00f9 di una decina. Respiri piccoli: fino a tre inspiro, fino a 5 espiro, e poi fino a 10. Cos\u00ec fin tanto che basta, fino al momento in cui riesco a riaprire gli occhi, fino a risentire il mio cuore battere un ritmo regolare. Questa \u00e8 la mia terapia del dolore, questa \u00e8 la spiegazione razionale del mio equilibrio instabile. <br \/>Si potrebbe pensare che io sia masochista, sia chiaro che non amo infliggermi dolore in modo gratuito, ma a fronte di terapie che avrebbero privato la mia mente di quella lucidit\u00e0 necessaria a combattere una bestia che non ti lascia respiro, ho scelto di non arrendermi alla resa, almeno fino a quando avr\u00f2 la forza e la possibilit\u00e0 di farlo. Ed \u00e8 respirando e contando che passano le mie notte, cos\u00ec ogni giornata che vedr\u00e0 il trascorrere di un tempo in cui per\u00f2 non sar\u00f2 mai libera di scegliere ci\u00f2 che pi\u00f9 vorr\u00f2, ma al massimo ci\u00f2 che pi\u00f9 decider\u00f2 di volere ad ogni costo. Nonostante faccia male, nonostante sia consapevole di un ipotetico rischio, o rovinoso pericolo, se io decido di volerlo, non accetter\u00f2 di fuggire da quel desiderio. Lotter\u00f2 e l&#8217;otterr\u00f2, sempre! La volont\u00e0 torner\u00e0 a farsi respiro, e a nulla varr\u00e0 qualsiasi tentativo di farmi cambiare idea. La vita mi ha imposto una realt\u00e0 ingiusta, fatta di verit\u00e0 difficili anche solo da immaginare, e che piombano nel mio vivere come inevitabili condanne, perch\u00e8 mai dovrei perdere anche la pi\u00f9 piccola possibilit\u00e0 di godere di preziosi attimi che diverranno la forza con cui poter contare e respirare quando tutto sembrer\u00e0 venire meno. Non vi \u00e8 nulla di umanamente accettabile nel trascorrere intere notti alla ricerca di un riposo che non ti dar\u00e0 mai ristoro, perch\u00e8 arriverai a maledire la resa del tuo corpo ormai stanco ed esausto, scoprendo al risveglio che proprio in quelle ore la tua spalla, il tuo polso o peggio la tua anca si saranno per l&#8217;ennesima volta lussate, o dislocate. Quel risveglio sar\u00e0 il preludio di una lunga giornata in cui infinite volte perderai il filo di quel tuo contare e respirare. Sar\u00e0 l&#8217;ennesima giornata in cui capirai che quella zebra, simbolo di una malattia che per lungo tempo ha ingannato tutti, perfino te stessa, ti avr\u00e0 rubato il passo, correndo una corsa che avrai perso in partenza. <br \/>Per me non esistono progetti a lungo termine, n\u00e8 esiste pi\u00f9 quella quotidianeit\u00e0 che i pi\u00f9 danno per scontata, e di cui osano lamentarsi. Vi \u00e8 rabbia in queste mie parole, non far\u00f2 nulla per nasconderla, n\u00e8 prover\u00f2 a negarla! Provo rabbia davanti la totale incapacit\u00e0 di molti di gioire delle piccole cose, di essere grati e riconoscenti verso questa stessa vita, verso la possibilit\u00e0, quello stato che io amo definire di grazia, che un perfetto stato di salute ti concede. Non \u00e8 un modo per piangermi addosso, non cerco compassione. Ognuno ha la propria personale battaglia, ed ognuno di noi sperimenta il dolore ma quanto poco ci soffermiamo su ci\u00f2 che realmente conta? Nemmeno il dolore a volte \u00e8 sufficiente. <br \/>\u00c8 un stereotipo pensare che chi \u00e8 malato \u00e8 pi\u00f9 buono, pi\u00f9 incline al rispetto verso l&#8217;altro e verso la vita. A dispetto di ci\u00f2 che si pu\u00f2 pensare il dolore a volte ti rende pi\u00f9 cattivo, o se superato, pi\u00f9 egoista. A me il dolore ha portato mille nuovi sentimenti che mai prima pensavo di poter provare. A volte mi porta ad essere pi\u00f9 sensibile, fin troppo forse, altre pi\u00f9 cattiva, o forse semplicemente pi\u00f9 arrabbiata, ma indubbiamente pi\u00f9 vera. Non ho mai scelto di mentire, ma non \u00e8 di questa verit\u00e0 che parlo, bens\u00ec di una verit\u00e0 che va&#8217; oltre e che permea ogni mio pensiero. <br \/>Oggi s\u00f2 che per vivere ho bisogno di verit\u00e0, quella che con s\u00e8 porta la purezza di legami sinceri, quella che rifugge dal pressapochismo, e dai favoritismi, quella che non accetta piet\u00e0, quella che chiama ogni realt\u00e0 con il proprio nome, anche quando fa&#8217; male, anche quando il suo dire sembra ucciderti, anche quando temi di non poterla accettare. Ho bisogno di verit\u00e0 per poter continuare a contare e respirare. \u00c8 un&#8217;eterna lotta, spesso impari, ma in nome di questa mia volont\u00e0 a non arrendermi devo a me stessa un vivere fatto di verit\u00e0. Perch\u00e8 la verit\u00e0 \u00e8 amore, perch\u00e8 l&#8217;amore \u00e8 vita, perche la vita \u00e8 un dono che nell&#8217;infinito si perde e per sempre si rinnova.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa sei? Sei quel tac non troppo silenzioso che mi sveglia la notte di soprassalto, lasciandomi senza fiato.Cerco di mettermi a sedere, non ci riesco. Il dolore si fa&#8217; pi\u00f9 intenso: &#8220;anca a scatto&#8221; cos\u00ec ti han definito. 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