{"id":2128,"date":"2016-01-25T03:15:44","date_gmt":"2016-01-25T02:15:44","guid":{"rendered":"http:\/\/alidiporpora.it\/?p=2128"},"modified":"2016-01-25T03:15:44","modified_gmt":"2016-01-25T02:15:44","slug":"elly-deve-io-voglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/2016\/01\/25\/elly-deve-io-voglio\/","title":{"rendered":"Elly deve. Io Voglio!"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Devi&#8221;. Una parola che non mi \u00e8 mai piaciuta, che non mi \u00e8 mai appartenuta, che fin da quando ero piccina era sostituita con &#8220;vuoi&#8221;. <br \/>Un&#8217;imposizione che lasciava posto ad una volont\u00e0, per esser precisi ad un interrogativo. Facile direte voi!? Un&#8217;educazione fin troppo libera penseranno altri. E ancora, che razza di insegnamento \u00e8 questo?! <br \/>Domande legittime, supposizioni plausibili. La verit\u00e0 \u00e8 che io devo tutto a questo precetto. Il poter crescere avendo la certezza di poter lasciare alla mia volont\u00e0 il diritto di scegliere, perfino di sbagliare, mi ha concesso nella vita di poter essere una Donna Libera. <br \/>Una libert\u00e0 che non sacrificherei per nulla al mondo, che mi ha accompagnata nel mio cammino di crescita, che \u00e8 arrivata ad essere un giudice severo e attento. Senza mai sostituirsi al dovere, ha acceso in me il fuoco dell&#8217;orgoglio. Un orgoglio sano, un sentire che ha impedito di lasciare alla resa il diritto di prendersi gioco di me, che spesso si \u00e8 sostituito alla logica, perch\u00e8 a nulla vale un sentire privo\u00a0di volont\u00e0, manchevole di quel coraggio, di quella perseveranza che ti permettono di essere e divenire anche quando lo stesso divenire si fa&#8217; incertezza, sgomento, mutando in una realt\u00e0 dove il dolore prende a muovere le fila di ogni gesto, di ogni tuo pi\u00f9 intimo desiderio.<\/p>\n<p>Quel &#8220;vuoi&#8221; risuona forte in ogni mio passo, \u00e8 un marchio a fuoco sulla pelle. Una cicatrice pronta a ricordarmi in ogni istante chi sono. Un paragone eccessivo ma quanto mai giusto, perch\u00e8 il mio volere a volte somiglia ad una ferita sempre pronta a sanguinare, troppo fresca per richiudersi. Ed \u00e8 esattamente cos\u00ec che voglio continuare a sentirla sulla mia pelle, a volte dolorosa ma intimamente e dannatamente mia. <br \/>Sorge spontaneo interrogarsi del perch\u00e8, e altres\u00ec vi chiederete a fronte di una volont\u00e0 cos\u00ec testarda, cos\u00ec indomabile e radicata in me, come posso ogni giorno, in ogni istante far s\u00ec che ci\u00f2 che in seno al dovere sorge possa imporvisi. <br \/>\u00c8 la stessa volont\u00e0 a chiederlo. Lei stessa, nel rispetto di ci\u00f2 che \u00e8 giusto, mi ricorda che il dovere \u00e8 qualcosa di imprescindibile, al quale io non posso sottrarmi.<\/p>\n<p>Nel dovere, in quel sentire che obbliga, che non lascia alternativa ho trovato il senso ultimo di una battaglia altrettanto imposta, la lotta contro la mia malattia. <br \/>Il plurale sarebbe d&#8217;obbligo essendo io portatrice di un quadro clinico complesso, ma a che pro ostinarmi ad elencare ogni disturbo, ogni sindrome che lo caratterizza? <br \/>Io sono una, molteplice nelle mie altre me, ma unica nella mia anima, custode di una volont\u00e0 che davanti alla malattia ha accettato di assecondare il dovere, anche quando questi appariva privo di logica, lasciando all&#8217;orgoglio il compito di perseverare e vincere. <br \/>Un infusione di coraggio, questo \u00e8 cio&#8217; che rincorrevo ogni giorno, in ogni istante, conscia di quanta forza era necessaria per non scalfire la mia voglia di vivere.<br \/>Finch\u00e8 un giorno non mi venne offerta una possibilit\u00e0. Una prova, un tentativo. <br \/>&#8220;Roba grossa&#8221;, che richiedeva firme e contemplava rischi. Quel giorno, quel tiepido pomeriggio di aprile, dentro me avvenne qualcosa di totalmente inaspettato. Per la prima ed unica volta nella mia vita dovere e volont\u00e0 si strinsero in un patto inviolabile, nato in seno ad una spontaneit\u00e0 disarmante. E una vocina, che ben conoscevo, risuon\u00f2 dentro di me.<\/p>\n<p>Interrogai il mio io. &#8220;Elly vuoi?&#8221; <br \/>Potevo vederla. La bambina dentro me, seduta composta, le mani strette in grembo.\u00a0&#8220;No, non voglio!&#8221;Aspettai, ed eccola tornare a parlarmi.\u00a0&#8220;Non voglio, ma devo!&#8221;<\/p>\n<p>Uno schiaffo all&#8217;anima, secco, deciso, forte abbastanza per ridestare il mio orgoglio.\u00a0&#8220;E sia! Posso farlo&#8221;. Lo dissi ad alta voce. E in un attimo, il dovere torn\u00f2 a farsi piccolo e la volont\u00e0 esplose trionfante nel suo S\u00ec.<\/p>\n<p>Elly deve, e IO Voglio.\u00a0Dissi s\u00ec, e imparai. La mia mano \u00e8 ferma, avvicino l&#8217;ago alla vena, un tocco leggero. Devo respirare, sento di dover chiudere gli occhi.\u00a0Un altro respiro ancora, ed eccolo attraversarmi la pelle.\u00a0<\/p>\n<p>Il dovere ha scelto la Scienza. La Volont\u00e0 ha scelto la Vita. Un&#8217;unione perfetta.\u00a0Un intimo incontro tra me e tutto ci\u00f2 che non vorrei, ma che mi appartiene.\u00a0Nessuna negazione, nessuna paura, solo il bisogno di riunire il tutto in un unico attimo, solo mio.\u00a0\u00c8 un atto d&#8217;amore verso me stessa, \u00e8 il bisogno impellente di proteggermi, sono io che mi prendo cura di Elly, dandole il diritto di vivere, donandole nuovi respiri, concedendole di piangere, per poi asciugare quella lacrima, affinch\u00e9 goda di nuova felicit\u00e0.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Devi&#8221;. Una parola che non mi \u00e8 mai piaciuta, che non mi \u00e8 mai appartenuta, che fin da quando ero piccina era sostituita con &#8220;vuoi&#8221;. Un&#8217;imposizione che lasciava posto ad una volont\u00e0, per esser precisi ad un interrogativo. Facile direte voi!? Un&#8217;educazione fin troppo libera penseranno altri. E ancora, che razza di insegnamento \u00e8 questo?! 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