{"id":1887,"date":"2015-11-27T00:29:24","date_gmt":"2015-11-26T23:29:24","guid":{"rendered":"http:\/\/alidiporpora.it\/?p=1887"},"modified":"2015-11-27T00:29:24","modified_gmt":"2015-11-26T23:29:24","slug":"scritti-malattia-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/2015\/11\/27\/scritti-malattia-vita\/","title":{"rendered":"Tra scritti, malattia e vita!"},"content":{"rendered":"<p>E poi la ritrovi l\u00ec a solleticarti il cuore, a chieder voce. Percepisci il suo desiderio di mostrarsi, per poi farsi pensiero, diventando chiara espressione di quel viaggio a cui tu stessa hai dato vita.\u00a0Nasce da un tempo negato, da un senso contrario. Un viaggio che tracciando sempre nuovi confini, illumina il mio orizzonte.\u00a0\u00c8 questo il mio scrivere, il senso di giornate vissute apparentemente per molti senza un perch\u00e8. Il mio piccolo miracolo, la mia ancora di salvezza. La mia cura.\u00a0Un fare offerto, che della Verit\u00e0 fa&#8217; il suo baluardo. Il ritratto perfetto, una tela che animandosi da voce ad un&#8217;anima, la mia, che della sua rinascita non fa&#8217; mistero. Denudare il proprio io davanti al mondo \u00e8 una sfida di immani proporzioni, ma \u00e8 inevitabile perch\u00e8 un impeto irrefrenabile si genera e si rinnova, spinto da un&#8217;impressione, o scosso da un moto di ribellione, o semplicemente perch\u00e8 cullato da un desiderio che cerca la sua realizzazione. Pensieri a denuncia di aspettative disattese. Pensieri che raccontano di un vivere che diviene spesso incertezza e si macchia di dolori e paure. Mi ritrovo a cercarli questi pensieri, a volte cos\u00ec sfuggevoli, in continuo repentino mutamento.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Fermi un&#8217;idea, la fissi in un punto nascosto del cuore, le permetti di plasmarsi con un sentimento, non le imponi nessuna logica. <br \/>\u00c8 un attimo ancora cos\u00ec imperfetto. Come fosse un frutto acerbo, appeso a un ramo, che si nutre giorno dopo giorno di linfa e calore. Proteggi quell&#8217;idea, quel pensiero. Tieni nascoste quelle parole, prive dell&#8217;impellente bisogno di essere espresse. Verr\u00e0 da Se&#8217;. <br \/>Sar\u00e0 un lento fluire, un affidarsi sincero. Flussi di coscienza, sconvolgenti verit\u00e0, il desiderio di aprirsi al mondo, con il timore sempre vivo di scoprirsi un po&#8217; troppo, e non perch\u00e8 spaventati dalla possibilit\u00e0 di esser giudicati ma per la presa di coscienza che dal quel dire si generer\u00e0. <br \/>Accade sempre senza che me ne accorga davvero. Un attimo prima il vuoto, i pensieri e l&#8217;incapacit\u00e0 di dargli un senso. E poi, eccole, parole, frasi, interi periodi si compongono, si intrecciano, prendono vita. Pensieri maestosi, inarrestabili, carichi di dolore, ma mai bugiardi, saccenti. E il mio stesso volere si piega. La mia anima si arrende, ed io resto in attesa. <br \/>Dovr\u00f2 distaccarmi dal tutto quel tanto che basta per coglierne le sfumature, per comprenderne il senso ultimo, per accettarle come l&#8217;atto finale di un processo di cui spesso rimango all&#8217;oscuro, pur essendone protagonista. Ho risposto all&#8217;incapacit\u00e0 del mondo di ascoltarmi, ho sopperito con le mie stesse parole a quel bisogno di comprensione. Scrivendo, ho visto la mia anima disegnata su un&#8217;immensa tela bianca tingersi di colore. Colori vivaci, a volte spenti. Colori freddi, colori caldi. Sfumature, schizzi, puntini piccolissimi. Il niente che diventa tutto. L&#8217;impossibile, realt\u00e0. L&#8217;apparente resa, accettazione consapevole. La malattia, un&#8217;alleata.<br \/>S\u00ec! La malattia. Lei, compagna di ogni pensiero, ma mai padrona. Scrivere, esprimere l&#8217;inconfessabile, rendere indelebile un pensiero, dare voce a un dolore e gridare il mio credo, mi hanno permesso di imparare a Vivere con lei al mio fianco. Non la temo pi\u00f9, non me ne vergogno. Ho smesso di maledirla per ci\u00f2 che mi ha tolto, per quello che ogni giorno mi nega. Non permetto pi\u00f9 ad altri di parlarne a sproposito. Non la relego in angoli buii della mia coscienza dove finirebbe per esplodere e logorarmi dentro.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Lei \u00e8 parte di me. Complice di risvegli stanchi, di notti insonni. Compagna di parole che all&#8217;improvviso si perdono. Detentrice di un potere che in un attimo pu\u00f2 sconvolgere il normale ritmo di una giornata qualunque. Non so&#8217; mai quando, non so&#8217; come, e persino un perch\u00e8 \u00e8 ancora qualcosa di incerto. Almeno per una parte del tutto. Ci\u00f2 che oggi io considero un tutto ormai consolidato \u00e8 invece fatto di realt\u00e0 differenti tra loro, sindromi affini e sindromi non correlate. Concetti difficili da esprimere, una storia lunga una vita. Sconosciuta per la scienza, scomoda per il mondo, ma Mia. La mia realt\u00e0, il mio Esistere! Ci\u00f2 per cui lotto, ci\u00f2 da cui fuggo quando diventa tentativo, ci\u00f2 che accetto quando l&#8217;ennesima verit\u00e0 mi viene imposta. Come spiegarlo al mondo? Semplicemente Vivendo.\u00a0 &#8220;Di cosa ti occupi?&#8221; &#8220;Io? Vivo!&#8221; La prima volta che la mia bocca pronunci\u00f2 quest&#8217;esclamazione sent\u00ec nascermi in petto una sensazione di assoluta libert\u00e0. La dottoressa mi guard\u00f2 perplessa e io ricordo che Sorrisi, mi alzai, le strinsi la mano, la ringraziai e usc\u00ec da quello studio sentendomi Leggera. Non so dire ci\u00f2 che la lasci\u00f2 stupefatta, se la mia spontaneit\u00e0 o l&#8217;apparente ovviet\u00e0 del mio dire, e ad esser sincera pi\u00f9 e pi\u00f9 volte ripensandoci mi sono chiesta chi davvero ne coglier\u00e0 mai il senso. Vivere, un diritto che mi prendo e un dovere che voglio assolvere! L&#8217;ostinato tentativo di non permettere ad una scia lenta e distruttiva di obbligarmi all&#8217;immobilit\u00e0. Il mio tempo scorre, ed io nonostante tutto voglio continuare a correre pi\u00f9 forte di lui. Ecco perch\u00e8 trasformo ogni limite in un&#8217;opportunit\u00e0. Permetto al mio corpo di fermarsi quel tanto che basta per riposarsi un p\u00f2, ma rinnego l&#8217;idea di fermarmi. Non posso. E cos\u00ec finisco per ignorare il dolore, perch\u00e8 finirei per riscoprire richieste che la mia Volont\u00e0 non pu\u00f2 accettare. I miei muscoli vorrebbero tempo. Le mie ossa griderebbero un aiuto che da troppo tempo viene ignorato. I miei occhi vorrebbero luci tenui, e ombre. Il mio viso farebbe a meno del vento, di un bacio improvviso. Tutto il mio corpo, se io lo ascoltassi, se io cedessi, se anche io come un&#8217;altra me, mi dimostrassi elastica, se mi lasciassi andare finirebbe intrappolato. Innescherei una bomba che una volta esplosa mi porterebbe alla fine. Cos\u00ec un giorno comprensi che per uscire dal buio, per avere quel riscatto e per donarlo a chi come me Vive e Lotta dovevo mostrarmi al mondo, e l&#8217;unico modo era fare ci\u00f2 che da sempre mi aveva concesso di potermi esprimere lasciando per\u00f2 intatto quel senso di intima protezione che in un pensiero che si trasforma in Verbo \u00e8 possibile trovare. Ed io quel pensiero lo dono al mondo, apro il mio cuore e la mia mente, e trasformandolo in parole gli dono una forma ma sempre con amore, cura e protezione. Cos\u00ec io, giorno dopo giorno, scrivo un Nuovo Inizio, assecondando la mia Volont\u00e0. Cos\u00ec io Vivo!\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E poi la ritrovi l\u00ec a solleticarti il cuore, a chieder voce. Percepisci il suo desiderio di mostrarsi, per poi farsi pensiero, diventando chiara espressione di quel viaggio a cui tu stessa hai dato vita.\u00a0Nasce da un tempo negato, da un senso contrario. 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