{"id":1821,"date":"2015-11-12T23:59:24","date_gmt":"2015-11-12T22:59:24","guid":{"rendered":"http:\/\/alidiporpora.it\/?p=1821"},"modified":"2015-11-12T23:59:24","modified_gmt":"2015-11-12T22:59:24","slug":"una-coraggiosa-richiesta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/2015\/11\/12\/una-coraggiosa-richiesta\/","title":{"rendered":"Una coraggiosa richiesta"},"content":{"rendered":"<p>Ci provi a frenare i pensieri, relegandoli negli abissi della mente. Obblighi te stessa ad abbandonare la logica, provi ad affidarti semplicemente al caso, ma poi la tua immagine riflessa allo specchio distrugge ogni pi\u00f9 piccolo tentativo di essere forte. Un gioco di forza, a volte un&#8217;apparenza imposta, senza via di scampo. <br \/>Ti accorgi del dolore, come se l&#8217;aver creduto di poterlo dimenticare fosse una reale possibilit\u00e0. Vorresti aggrapparti ad una piccola distrazione, e sfuggire finalmente a quell&#8217;ennesima richiesta di tempo che il tuo corpo sembra gridarti contro. <br \/>E invece senti il freddo gelarti le ossa e una sensazione di assoluta immobilit\u00e0 schiaccia il tuo animo. Intorno il buio. Tutto si esprime in una costante dicotomica impossibilit\u00e0 di divenire e finisce con l&#8217;impedirti di cogliere il senso. <br \/>Una realt\u00e0 tanto dura quanto inaccettabile, l&#8217;insostenibile peso di una verit\u00e0 incontrovertibile, un valore comprovato, scientificamente esatto, ma incompatibile con la vita. <br \/>Lo spettro di una mutazione genetica che piombando nella tua vita la stravolge, annullandone i confini e fermando il tempo. La sensazione di non avere scampo, diventata poi certezza, ti ricorda che niente sar\u00e0 pi\u00f9 come prima.<\/p>\n<p>Un divenire incerto, un&#8217;esistenza sconvolta e una fine che chiede disperatamente un nuovo inizio. Il riscatto dei vinti, la rinascita di chi a questa stessa vita chiede tempo, di chi non vuole altro che una nuova opportunit\u00e0. <br \/>L&#8217;istanza di un nuovo imprescindibile bisogno. Sarai cos\u00ec costretta a dover chiedere aiuto. La sfida pi\u00f9 grande, forse la richiesta pi\u00f9 difficile, e con la quale tu puntualmente ti scontrerai. <br \/>Si pensa che una volta divenuti adulti l&#8217;indipendenza rappresenti il primo grande traguardo raggiunto. Uno status per cui si lotta fin da piccoli, la realizzazione del nostro esistere nel mondo. <br \/>La malattia con il suo imporsi spesso ci nega questa conquista. Ci riporta indietro nel tempo, ci riconduce alle origini. <br \/>Saremo presenti a noi stessi, ma la nostra volont\u00e0 non accetter\u00e0 mai di piegarsi davanti all&#8217;incapacit\u00e0 di fare e il nostro corpo sar\u00e0 costretto a subire questa amara resa.<br \/>Una resa che avr\u00e0 speranza di trovare il suo riscatto nella scelta di affidarci all&#8217;altro. Sar\u00e0 uno slancio dell&#8217;anima, ma sar\u00e0 anche un salto nel buio. <br \/>Nasconderemo la paura, cercando di ignorare il timore di riscoprirci soli, complice una possibile speranza disattesa, vittime di richieste spesso cadute nel silenzio. Guarderemo all&#8217;altro come un alleato, come un compagno di avventura capace di donarci con un solo sguardo il coraggio di pronunciare quella faticosa quanto mai vera richiesta di aiuto. <br \/>\u00c8 un rischio, non cos\u00ec remoto nel palcoscenico della realt\u00e0 moderna, ma \u00e8 l&#8217;unica via percorribile se desideriamo conquistarci un posto nel mondo. <br \/>Uno spazio che cuciremo su necessit\u00e0 che fino all&#8217;istante in cui non diventeranno inevitabili non accetteremo di ritenere tali.<\/p>\n<p>Diventeremo ostinati, caparbi. A volte appariremo superbi, persino egoisti. <br \/>In realt\u00e0 non saremo altro che esseri dannatamente vivi e desiderosi di nuova vita. Certo \u00e8 che le realt\u00e0 con le quali ci scontreremo a volte ci appariranno persino pi\u00f9 crude e intollerabili della malattia stessa, e superando il fardello della perdita del nostro stato di indipendenza, daremo modo ad altri sentimenti di farsi strada in noi. Guarderemo persino alla malattia in modo diverso, e cos\u00ec anche l&#8217;altro si investir\u00e0 di nuova luce, sebbene non saremo pi\u00f9 propensi al perdono incondizionato, e non perch\u00e8 una sorta di malsana cattiveria si sar\u00e0 impossessata di noi ma perch\u00e8 non saremo pi\u00f9 disposti ad accettare in maniera imprescindibile l&#8217;etichetta che l&#8217;esser malati rappresenti in un certo qual modo una colpa, giustificando e accettando cos\u00ec la conseguente etichetta dell&#8217;esser diversi. Capiter\u00e0 di sentirsi definire un peso, capiter\u00e0 di esser abbandonati da chi prima professava affetto incondizionato e persino di esser dimenticati, anche da chi ai tuoi diritti dovrebbe pensare come una priorit\u00e0. Arriver\u00e0 persino il giorno in cui apprenderemo, non con poco sconcerto, che lo Stato, a fronte di un piccolo ma importante passo volto all&#8217;assistenza e al riconoscimento di quei diritti concernenti la sfera della rarit\u00e0, ha deliberatamente cancellato l&#8217;unico decreto legge che nel concreto avrebbe potuto aprire le porte ad un percorso largamente atteso, ma puntualmente disatteso, finendo con il denigrarci ponendoci all&#8217;angolo, come fossimo un particolare non necessario.<\/p>\n<p>Io da questo stesso angolo decido di guardare il mondo, e con la stessa libert\u00e0 di chi ha deciso volontariamente di dimenticarsi di me, di cancellarmi, mi arrogo il diritto di gridare con forza il mio diritto alla vita, tutta la mia volont\u00e0 di esistere. Con ci\u00f2 non ridurr\u00f2 il mio pensiero a parole meritevoli solo di compassione. Il mio \u00e8 un grido desideroso di scuotere le menti, di ridestare dal torpore l&#8217;anima di chi, sopito dal progresso e dal facile qualunquismo, spesso dimentica l&#8217;altro. Viviamo un tempo dove la disattenzione si mischia ad un lascivo egoismo, un&#8217;era in cui la sete di potere annebbia le menti di illustri camici bianchi, e dove schiaccia chi ancora \u00e8 detentore di quello slancio, di quel moto che al cambiamento crede, di quel sentire che alla scienza antepone la coscienza e l&#8217;esser medici ma ancor prima l&#8217;esser umani, e capaci di provare sentimenti autentici. E in questo tempo io rara ostinatamente lotto! <br \/>\u00c8 un diritto il mio, ma ancor prima un dovere. E a te che lotti, a te che gridi la tua voglia di esistere, e anche a te che desideri affermare il tuo riscatto, nonostante il male, nonostante quel coraggio che a volte manca perch\u00e8 la malattia troppo chiede e troppo poco \u00e8 disposta a donarti, vorrei dire non arrenderti, di non smettere di crederci, di non permettere alla malattia di rubarti la voglia di vivere, e di non vergognarti mai di chiedere. E ancora, non smettere mai di gridare il tuo desiderio di far parte di questo mondo.<\/p>\n<p>\u00c8 innegabile, viviamo una realt\u00e0 sfrontata, subdola e spietata.\u00a0Siamo obbligati a pagare un prezzo imposto, non dovuto. Il nostro diritto alla vita spesso si scontra con il dovere di fare di questa stessa il nostro pi\u00f9 grande capolavoro, nonostante le storture che ci vengono imposte, persino quando il\u00a0mondo sceglie di dimenticarsi di noi, ma noi non possiamo commettere l&#8217;errore di dimenticarci del mondo, mortificando il nostro animo, perch\u00e8 se mai questo accadesse finiremmo per dimenticarci di noi stessi e anche di chi, nell&#8217;essere &#8220;l&#8217;altro&#8221; si impegna a combattere al nostro fianco. E solo credendo nell&#8217;altro, e credendo in questo Dono che \u00e8 la Vita, ogni Fine avr\u00e0 sempre un nuovo Inizio.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci provi a frenare i pensieri, relegandoli negli abissi della mente. Obblighi te stessa ad abbandonare la logica, provi ad affidarti semplicemente al caso, ma poi la tua immagine riflessa allo specchio distrugge ogni pi\u00f9 piccolo tentativo di essere forte. 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