{"id":1735,"date":"2015-10-26T01:08:09","date_gmt":"2015-10-26T00:08:09","guid":{"rendered":"http:\/\/alidiporpora.it\/?p=1735"},"modified":"2015-10-26T01:08:09","modified_gmt":"2015-10-26T00:08:09","slug":"spiando-la-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/2015\/10\/26\/spiando-la-vita\/","title":{"rendered":"Spiando la Vita"},"content":{"rendered":"<p>Ed eccomi qui. Infilata in questo tubo, una cuffia a proteggermi da forti, ripetuti e fastidiosissimi assordanti suoni. Eccomi qui, costretta a star ferma, per evitare con tutte le mie forze che un mio pi\u00f9 piccolo movimento possa alterare l&#8217;acquisizione di queste preziose immagini. <br \/>Non \u00e8 certo la fine del mondo, nulla di doloroso. Ma son qui, con l&#8217;obbligo di rimanere immobile, e quando il tuo tempo viene congelato sai che non ti resta altro che accettarlo. <br \/>Ci si affanna sempre tanto, si \u00e9 presi da mille impegni, il peso dei pensieri sempre pronto a schiacciarci e poi un tubo, lo strano marchingendo che ai tuoi dolori dovrebbe dar risposta, ti regala una tregua. <br \/>Non \u00e8 propriamente qualcosa di comodo, anzi. Uno spazio angusto, un lettino fin troppo rigido. Una posizione che, per quell&#8217;osso che nel tempo ha ben deciso di acuirsi, non risulta essere per nulla confortevole, per\u00f2 \u00e8 pur sempre una tregua.<\/p>\n<p>Mi han fatto compilare un questionario. La prima domanda recitava.. &#8220;Soffre di claustrofobia?&#8221; Ho sorriso, mi \u00e8 persino venuta voglia di ridere. Anche fosse che altre possibilit\u00e0 avrei?! E ancora.. &#8220;Attualmente ha dolore?&#8221; Farei prima a scrivere dove non ho dolore! E poi, \u00e8\u00a0qualcosa di troppo soggettivo, sopratutto se hai imparato ad andarci a braccetto, e ancora pi\u00f9 se solo poche ore prima una violenta reazione avversa ti ha letteralmente steso per terra. Ma sorvoliamo. Spunto la casellina del s\u00ec, e vado oltre. E firmo. Firmo il consenso, l&#8217;informativa sulla privacy, e infine il questionario dedicato interamente al paziente. Nel prender in carico la mia richiesta noto che la signorina in modo un p\u00f2 goffo, e quasi in imbarazzo, fissa il computer. &#8220;Qualcosa non va?&#8221; Chiedo, cercando di ignorare la preoccupazione che un possibile errore possa invalidare la richiesta. Lei tentenna, poi con un filo di voce: &#8220;La sua tessera sanitaria riporta la certificazione di due patologie rare, ma la sua odierna richiesta richiede accertamenti per la differenziazione di una terza patologia rara.. ..&#8221;<br \/>La guardo, sorrido. &#8220;Ho quadro clinico complesso e in evoluzione, nessuna stranezza, o errore, semplicemente la vita!&#8221; Lei prova a sorridere. &#8220;Mi dispiace. In bocca al lupo Signorina.&#8221; &#8220;Crepi, e grazie. Le auguro una buona giornata.&#8221;<\/p>\n<p>E ora eccomi qui dentro, e il mondo fuori. Stringo quel cosino tra le mani, ah si, il campanello. &#8220;Per qualsiasi necessit\u00e0 mi trova dall&#8217;altra parte del vetro.&#8221; Mi rassicura il radiologo. Annuisco e penso che \u00e8 stato gentile a dirmelo, ma dai parliamoci chiaro, ho bisogno di trovare una risposta, anche fosse solo l&#8217;escludere ci\u00f2 che agli occhi appare inevitabile, quindi posso solo dimostrarmi collaborativa e paziente e cos\u00ec il gioco sar\u00e0 presto finito, e lui avr\u00e0 svolto il suo lavoro. Salutandolo l&#8217;ho ingraziato e lui con la voce di chi cerca di sdrammatizzare ha risposto: &#8220;Tranquilla non devi ringraziarmi per qualcosa di cui sono pagato.&#8221; Ci stringiamo la mano. Sono libera.\u00a0Poco male, me ne posso tornare a casa.<\/p>\n<p>Un&#8217;ora e poco pi\u00f9 e la tregua \u00e8 finita. Mmm, ed eccoli i pensieri che a raffica iniziano a riempire di nuovo la mia mente.. &#8220;Amore&#8230;&#8221; &#8220;Sto bene mamma, ho solo bisogno di respirare un p\u00f2 d&#8217;aria fresca&#8221; &#8220;Sei calda..&#8221; &#8220;Si pap\u00e0, ho la febbre. ma sto bene davvero.&#8221; \u00a0Mi volto, \u00e9 difficile guardarli in questi momenti, le emozioni sarebbero troppe e finirei per scoppiare a piangere, per nulla poi. Piangere in nome di cosa? O peggio di chi?\u00a0 Cosi mi volto e via, verso l&#8217;uscita. E lei, che non ha bisogno di parole, sussurra: &#8220;Lasciala andare, vuole solo andare a casa..&#8221; Lei sa&#8217;, sempre pi\u00f9 di quanto io riesca a dire. Lei c&#8217;\u00e8 sempre stata. Sedute su panchine lontane da casa macinavamo sogni, dolori, speranze. Io combattevo, e lei instancabilmente combatteva con me. Ed \u00e8 un appuntamento che si rinnova. Lei sempre pronta a cullarmi tra le sue braccia, mai stanca di esserci. Lei che mi ha donato la vita e oggi lotta con me per difenderla.\u00a0<\/p>\n<p>In auto guardo fuori dal finestrino. La mia mente \u00e8 altrove per\u00f2. In un tempo in cui la certezza di un&#8217;assistenza equa e puntuale si sta trasformando in utopia, e dove un diritto si \u00e8 trasformato in un criterio di appropriatezza, io ho appena avuto accesso ad uno di quegli esami di cui si \u00e8 tanto discusso. Fa&#8217; male rendersi conto di appartenere a quella fascia che ne ha diritto essendo perfettamente consapevole che per\u00f2 quei canoni secondo cui questa appropriatezza \u00e8 stabilita non sono realmente equi. Non sono affatto giusti. Certo ho un &#8220;curriculum&#8221; che si rispetti.\u00a0 Sovente in quest&#8217;ultimo periodo mi sento ripetere &#8220;E&#8217; proprio vero, la sfiga a volte ci vede benissimo!&#8221; Che simpatico modo di dire! La palese incapacit\u00e0 di dimostrare almeno rispetto, non dico empatia. La chiave credo stia nell&#8217;ignorare il tutto e andare oltre. Finto sarcasmo, un falso sorriso e lo ammetto un&#8217;infinit\u00e0 di epiteti, ovviamente pensati e non detti, che ad una signorina poco si addicono. E trattenermi dal pronuciarli \u00e8 una vera sfida, ma a volte \u00e8 troppo lo sdegno davanti questa insopportabile dimostrazione di incivilt\u00e0. Non mi aspetto pi\u00f9 che il mondo comprenda, troppe volte mi sono illusa che questo potesse rientrare nel cosidetto giusto modo, e troppo volte ne sono rimasta delusa. Non per questo mi arrendo, sia chiaro. Ho semplicemente cambiato rotta. La&#8217; dove vedo ignoranza mi volto dall&#8217;altro lato, l\u00e0 dove percepisco cattiveria distolgo l&#8217;attenzione. Non \u00e8 una resa, \u00e8 l&#8217;unico modo possibile per preservarmi. Non si pu\u00f2 pensare di cambiare il mondo serbando rancore, ricercando sempre qualcuno su cui puntare il dito per le nostre disgrazie, n\u00e8 tanto meno si pu\u00f2 trascorrere tutto il tempo a combattere contro il cinismo, convinti di poter guarire l&#8217;altro da questo mal di vivere. Quando la malattia cambia la tua vita tu devi cambiare con lei. \u00c8 inevitabile. Tutto assume un altra forma, un altro peso. E tu capirai di dover pesare le parole, le emozioni, e anche le reazioni. Sorriderai anche quando non avrai voglia di farlo, manterrai la calma anche quando vorresti solo gridare. \u00c8 una necessit\u00e0. \u00c8 una forma di riscatto.<\/p>\n<p>La mia vita ha assunto un nuovo divenire, mi accorgo di aver sviluppato un naturale distacco da chi non accetta l&#8217;altro, e in quell&#8217;altro invece cerco un compagno, un alleato. Oggi so che il mondo \u00e8 ricco di uomini e donne che dei loro limiti hanno fatto un&#8217;opportunit\u00e0 e che dal dolore hanno generato vita. Siamo rumorosi, siamo caparbi, siamo sfacciatamente vivi e desiderosi di sempre nuova vita. Siamo malati, ma siamo esseri umani. <br \/>Eccomi a casa. forse \u00e8 ora di lasciar andare i pensieri. Mamma mi aiuta a scendere dalla macchina. Mi abbraccia, la guardo. &#8220;Sono stata brava.&#8221; &#8220;S\u00ec, sei sempre brava.&#8221;<\/p>\n<p>Altro giro, altra corsa. Una valigia sul letto mi aspetta. Altra vita, nuovi progetti, altre firme. Lei sar\u00e0 al mio fianco, il resto abbiamo imparato a leggerlo passo dopo passo. E nei momenti pi\u00f9 buii fingeremo di spiare la vita, come a volerla guardare da fuori, per allontare il male e respirare solo il bene!\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ed eccomi qui. Infilata in questo tubo, una cuffia a proteggermi da forti, ripetuti e fastidiosissimi assordanti suoni. Eccomi qui, costretta a star ferma, per evitare con tutte le mie forze che un mio pi\u00f9 piccolo movimento possa alterare l&#8217;acquisizione di queste preziose immagini. Non \u00e8 certo la fine del mondo, nulla di doloroso. Ma [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1736,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-1735","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-elly-valy"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1735","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1735"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1735\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1736"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1735"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1735"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/alidiporpora.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1735"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}