Decreto Lorenzin: una legge "appropriata"?


Il 21 gennaio ha segnato l’entrata in vigore di un decreto legge destinato a far discutere.
Fondato sul criterio dell’appropriatezza, il meglio conosciuto come Decreto Lorenzin sancisce i nuovi limiti circa la prescrizione di specifici accertamenti clinico diagnostici, che continueranno ad esser garantiti dal Sistema Sanitario Nazionale a fronte di una giustificata evidenza scientifica.

In Sanità, il termine appropriatezza è la misura di quanto una scelta o un intervento diagnostico o terapeutico sia adeguato alle esigenze del paziente e al contesto sanitario. Presupposto imprescindibile è la rispondenza di tale scelta ai criteri di efficacia, sicurezza ed efficienza.
I criteri di efficacia e sicurezza implicano il fatto che la scelta fatta porti reali benefici al paziente, con il minor numero di effetti negativi. Delineati da precise linee guida cliniche, si rifanno ad concetto di appropriatezza di tipo specifico.
Il criterio di efficienza investe invece in senso stretto il concetto di appropriatezza amministrativa, o generica, ovvero la misura di erogazione della prestazione utilizzando al meglio le risorse disponibili rispetto al caso da trattare.

Nulla sembra esser lasciato al caso, nessuna volontà di arrecare danno al paziente, o di precludere al medico stesso di esercitare serenamente il suo ruolo di medico e prescrittore. Un decreto giusto quindi, più esigente in termini di giustificazionismo ma ben lontano dal divenire un giudice imparziale e severo.

Dalla alte stanze del potere risuona un messaggio chiaro, al limite della difensiva viste le numerose obiezioni sollevate dalla classe medica e dalle associazioni a tutela dei cittadini, ma al quale non resta che prestare ascolto.

“Diamo gli strumenti per agire in modo più sereno. Le sanzioni amministrative sul salario accessorio scatteranno dopo un eccesso reiterato di prescrizioni inappropriate e solo dopo un contraddittorio con il medico che dovrà giustificare scientificamente le sue scelte. Se non lo farà, solo allora scatterà la sanzione”

Un’affermazione quella del ministro Beatrice Lorenzin che sembra smentire un paventato futuro accanimento verso la figura del curante, depositario di quella fiducia che lega lo stesso paziente alla sua volontà prescrittrice, ma che alla luce di siffatto decreto sembra piuttosto assumere le fattezze di un funzionario che all’azienda Stato è obbligato ad obbedire in modo ligio e puntuale, forse anche a discapito di quel patto fiduciario che nel tempo ha costruito con i suoi pazienti.

La risposta della classe medica non tarda ad arrivare, e pone l’attenzione su aspetti critici che sembra siano passati in sordina, come se il legislatore non avesse prestato loro la giusta attenzione.
Appare chiaro che l’aumento della spesa privata sia qualcosa di concreto, altresì gli stessi medici si vedranno costretti ad assumere un atteggiamento difensivo.
E non solo, in pericolo vi è anche la politica di prevenzione che si è cercato di instillare nell’animo della popolazione, e in un’ottica quanto mai funesta, un’ombra si pone anche sulla salute stessa del cittadino.
Ferma e poco incline a quel giustificazionismo in seno al decreto è la risposta della Fimmg (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale).

“Il decreto è confuso nel definire il sistema di attribuzione delle responsabilità ed equivoco in alcune limitazioni di erogabilità. Si sta determinando – prosegue- un’incertezza che compromette l’attività professionale dei medici e la fiducia dei pazienti nelle loro scelte, inevitabili saranno le contestazioni da parte dei cittadini ai medici prescrittori, lasciati soli nel proprio studio a dover giustificare scelte che non condividono e che non capiscono.”

Una caccia alle streghe o una giustificata e necessaria caccia allo spreco? Vi è un esagerato allarmismo o una reale necessità di porre in discussione una legge che potrebbe comportare gravi danni al cittadino e all’intero sistema sanitario? 
Posizioni altamente contrastanti che animano uno scenario dinamico e le cui complessità e criticità sembrano pendere come una spada di damocle sulla salute degli abitanti della nostra penisola. Nuove ombre che non sembrano presagire nulla di buono per un Sistema che ad oggi troppo promette e poco mantiene.