Il senso della realtà

Troppe volte mi sento ripetere che devo essere realista, vorrei spegnere all’istante il cervello e la bocca di chi pronuncia tale idiozia con un clic del telecomando. Magari fosse così facile abolire questo proposito.
“Perché ferire gratuitamente e inutilmente una persona volitiva?” Chi lotta da sempre cerca di sfruttare al massimo anche l’energia residua pur di restare in piedi e raggiungere la meta e sentire gli altri demolire la propria volontà, anziché rafforzarla, è uno stillicidio per l’autostima.
Ed è così che mi sento, umiliata, bastonata e piegata dentro, ma non demolita no, mai e poi mai, fin tanto che la mia anima avrà un solo respiro. Respiro sì, ma mentre il mio corpo si arrende al pavimento, sento ruggire il sangue nelle vene.

“ Rassegnati, lascia perdere i sogni e sii realista.”
“No!!”

Parole sterili, che mi risuonano dalle orecchie all’anima come una condanna alla quale non voglio soccombere, fa’ male ascoltarle senza controbattere, resto inerte a lasciarmi ferire per pura educazione, ancor più se tali parole son dette da qualcuno che ho sempre stimato per la sua forza interiore. Beh, che delusione, evidentemente questa persona è molto razionale o è diventata fragile e confonde la razionalità con il considerarsi realista. Quanta confusione, spesso diamo alle parole il significato che ci conviene, quello che più assomiglia allo stato d’animo del momento. Io stessa ho ingannato il cuore e la mente con parole leggere per sopravvivere ai colpi duri della vita.

Nessuno può arrogarsi il diritto o la presunzione di sapere cos’è il realismo ne’ imporlo a qualcuno come un ultimatum di guerra.
“Ma poi cosa vuol dire essere realista?”
Il realismo non è un ruolo per il quale competere e non esonera gli uomini da sconfitte e delusioni solo perché molti di loro si auto convincono che rinunciare ai sogni li renda invincibili, anzi è rinnegando il proprio volere che si inizia a morire.
Essere un realista è un pregio del quale vantarsi? Forse a meno che ostentarlo ci impedisca di vedere il buono di noi e il meglio degli altri e diventi inavvertitamente un fare discriminatorio , irritante e disfattista verso chi come me spende ogni attimo per potenziare la sua energia spirituale e psicofisica.
Realismo, un concetto che non andrebbe mai generalizzato e del quale invece si parla con troppa leggerezza, io lo chiamerei semplicemente il senso della realtà, cioè le molteplici sfumature di emozioni complicate. Son dolori, gioie e contraddizioni che danno un senso o che lasciano un vuoto profondo in ogni storia vissuta. Ognuno vive la propria realtà, la percepisce in maniera intima e con reazioni imprevedibili.
Io con le mie paure e le mille domande da fare a questa vita, che non sa’ rispondermi. Io che sfido il pericolo sulle montagne russe e mentre sto precipitando chiedo ancora un brivido e sul bivio dell’anima, ho due scelte, vivere o sopravvivere.
La signora delle rose rosse, lei che ho scelto di venerare, lei che mi scruta con le sue spine tra le mani e mi trafigge il cuore anche se l’amo, lei è la vita che risorge dopo ogni notte.
La vita è bellezza quando il sole sfolgora tra le foglie.
La vita è gioire per una pianta che germoglia.
La vita è natura, è il seme nella terra, ma io son troppo acerba per vivere su campi arati, non ho l’età per udire l’acqua di un ruscello, la quiete può aspettare, il cuore è giovane e vuole brividi, passione, desidera rotolarsi nell’impeto delle emozioni. Io voglio un motivo per svegliarmi ed essere felice, prima che il cielo mi catapulti nella sua dimensione celeste, lì dove nulla si tocca con mano e l’anima gioisce dissolta tra le nuvole.
Sembra bello sì, ma … uno spettro si nasconde nel cielo della notte e intanto io cerco ancora un sogno da tramandare alla mia prole.
Desidero un futuro di belle speranze, lontano da quel finale spaventoso, da quell’amara consapevolezza che mi strugge. Ma io vivrò amando la vita, finchè il vento di non ritorno verrà ad uccidermi o peggio, ucciderà la mia anima, portandomi via quel che più amo al mondo.
“Non è forse questa la realtà? O almeno essere realista per me, è sapere che c’è una vita sola da vivere intensamente e subito, perché il tempo non ha tempo di aspettare. 

Pubblicato nella Raccontandosi | 1 risposta
Giusi

A proposito di Giusi

Sono una donna single di trentanove anni, ma in me vive ancora lo spirito gioviale di una bambina curiosa. Non mi ritengo infantile ne poco realista, perchè il dolore lo conosco da sempre, ma oggi lo vivo in modo consapevole come fosse un amico. Può rivelarsi estenuante affrontare una dipendenza fisica dalle altre persone, perchè c'è sempre qualcuno a limitare la voglia di agire e di essere. Forte di quell'esperienza scioccante che mi ha spezzato l'anima un milione di volte, a quella bimba ho insegnato ad asciugarsi le lacrime e diventar donna. Osservo, scovo e domando, sono una piccola ficcanaso dalle buone intenzioni. Mi definisco una raccontastorie, vivo di emozioni a fior di pelle. Un concentrato di pregi, difetti e qualche volta estremi. La bellezza che cerco è dentro me, poichè ciò che resta intorno è un goffo tentativo di vivere, come una funambola a un passo dal cadere nel vuoto. Io voglio aiutare con la mia presenza di spirito, con un ascolto costante e con parole misurate, mai invadenti, perchè anche il cuore più duro si scioglie davanti a un amore discreto.

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