HIV/AIDS: Le nuove linee guida

Aids (Acquired immune deficiency sindrome) significa “Sindrome da immunodeficienza acquisita”, la conseguenza tardiva di un virus denominato HIV ( Human immunodeficiency virus). Nelle persone affette da Aids le difese immunitarie normalmente presenti nell’organismo risultano indebolite, rendendo il corpo incapace di combattere gli agenti patogeni. Il soggetto sieropositivo, cioè contagiato da Hiv, manifesterà l’insorgenza di infezioni e malattie causate da altri virus, batteri e funghi, che in assenza del virus sarebbero facilmente contrastate dal corpo e curabili.
La sintomatologia del virus stesso può rimanere silente per lunghi anni, senza manifestazioni sintomatiche, ciò implica la necessità di dover effettuare il test Hiv, per verificare la reale presenza degli anticorpi patogeni. 
I progressi della ricerca scientifica e la terapia HAART efficace (Highly active anti-retroviral therapy) hanno fatto sì che la vita del soggetto sieropositivo potesse essere allungata anche di molti anni. Essa consta di farmaci antiretrovirali, che permettono di ridurre la carica virale e migliorare la risposta immunitaria. 

Nel 2013 l’organizzazione mondiale della sanità (OMS) sottolineava come dal 2001 il  numero dei bambini e adulti sieropositivi, nelle regioni europee, fosse aumentato da 1,6  milioni a 2,2 milioni, e di come questo numero fosse destinato a crescere negli anni successivi. 
Globalmente, nel 2014, 1,2 milioni di persone sono morte per cause correlate all’Hiv e circa 36,9 milioni sono quelle che alla fine del 2014 vivevano con quest’infezione.
Fino ad oggi infatti, la scarsa diffusione dei test Hiv, non ha permesso ai governi di conoscere il reale numero degli infetti nel proprio paese, impedendo così l’azione del servizio sanitario nazionale, cioè la garanzia di assistenza e cura. 
Affinché la terapia combinata contro l’HIV abbia maggiore effetti, sarebbe opportuno che il paziente inizi l’assunzione dei farmaci antiretrovirali quando è ancora relativamente sano. In Europa orientale e Asia centrale, solo il 35% di coloro per cui si ritiene necessario un trattamento antiretrovirale hanno iniziato a sottoporvisi durante il 2012. L’inadeguatezza dell’accesso alla terapia antiretrovirale salvavita rappresenta un pesante fardello in diversi paesi europei, sebbene dalle evidenti difficoltà censite si evince come numerosi pazienti che necessitano di terapia spesso non la ricevano. E sovente altri la ricevono tardivamente, quando i danni al sistema immunitario sono già molto diffusi, portando ad un aumento di morbilità e mortalità.

Nel 2011, 53 stati membri dell’ “WHO European Region”, hanno adottato un piano d’azione per l’HIV/AIDS (2012-2015), a sostegno dei paesi e della conseguente creazione di aree di intervento per la prevenzione, il trattamento e la cura dell virus hiv. Di recente sono state rese note le nuove Linea Guida stabilite dall’organizzazione mondiale della sanità, Oms. Queste, disponibili a partire dal 2016, contengono due nuove raccomandazioni che mirano a migliorare sensibilmente la prevenzione e il trattamento dell’infezione, nella speranza di diminuire la diffusione del contagio del virus stesso. Si tratta della possibilità, per le persone ad alto rischio di infezione da HIV, di inserire farmaci orali nella profilassi pre-esposizione come parte delle misure di prevenzione combinate, e che la terapia antiretrovirale venga destinata a tutti coloro che vivono con l’Hiv, a prescindere dalla conta delle cellule CD4, cellule facenti parte delle famiglie delle immunoglobuline ad indicazione dello stato di differenziazione dei linfociti T, capo saldo della difesa immunitaria. 

Si aprono quindi le porte ad un’azione mirata ad attaccare il virus prima della manifestazione della malattia. Gli effetti positivi dell’azione preventiva sono stati suffragati da nuove sperimentazioni cliniche, che lasciano largo spazio al credo che l’osservanza di questi nuovi dettami possa riuscire a prevenire 21 milioni di morti e 28 milioni di nuove infezioni entro il 2030, portando il numero dei soggetti in grado di usufruire del trattamento a 37 milioni. Ma affinché questo accada è importantissimo non solo permettere l’accesso alle terapie ma anche un’azione d’informazione e consulenza. Ricerche infatti, hanno dimostrato, come la mancanza di tali politiche ha fatto sì che negli ultimi dieci anni il numero delle persone con diagnosi di Hiv, arrivasse a 300.000 casi, con un numero di soggetti che ogni giorno scopre di essere stato contagiato pari ad 80.  L’Istituto superiore di sanità dichiara che in Italia vi sono attualmente tra le 115mila e le 145mila persone che vivono con l’infezione da Hiv. Nel 2013, solo il 24,1 per cento delle persone a cui è stato diagnosticato l’Aids ha eseguito una terapia antiretrovirale prima della diagnosi di Aids. Inoltre, “tra il 2006 e il 2013 è aumentata la proporzione delle persone che arrivano allo stadio di Aids conclamato ignorando la propria sieropositività, passando dal 20,5 per cento al 68,2 per cento”.

Dati allarmanti, numeri e percentuali che appartengono ad esseri umani e che per quanto vorremmo rappresentassero meri sondaggi sono la fotografia di una realtà tragica che ad oggi però una speranza l’avrebbe: un futuro certo per chi affetto, e la possibilità un giorno di poter affermare di aver debellato il virus e la malattia stessa. Una guarigione a cui tutti non dobbiamo mai smettere di credere. 

 

 

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Valeria Pace

A proposito di Valeria Pace

Sono una giovane malata rara, la mia vita è un costante disequilibrio tra me e l'altra.A volte scelgo di cadere per provare l'ebbrezza del rialzarsi e raccontare cosa ho visto.Faccio scorta di pensieri, sembra non bastino mai. Spinta dal bisogno di trovare un modo per vincere la paura di una malattia degenerativa e rara, di cui ancora poco si sa e di cui pochi sanno, ho deciso di creare un associazione, "Gli Equilibristi -HIBM- onlus". Una rete di pazienti affetti da miopatia ereditaria a corpi inclusi, al fine di garantire loro un aggiornamento diretto sulla patologia. Un mezzo di comunicazione in grado di permettere un incontro, seppur virtuale, atto a un vicendevole sostegno psicologico e a un confronto attivo.

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