Figli di un Dio minore

Che gioia quando vengono a trovarci i ragazzi più grandi che già hanno intrapreso la loro strada, qualcuno con famiglia e figli, e parlano ai nostri bambini spiegando loro le regole, i valori, quegli stessi principi che prima rifiutavano, ai quali si ribellavano. Non è solo la gioia di vedere quanto hanno capito e messo in pratica, quanto il desiderio di trasmettere ad altri le loro conoscenze che hanno fatto proprie.
E’ un cammino lungo e faticoso, irto di ostacoli, che li ha visti cadere, ribellarsi, andare magari anche su cattive strade, piangere e farsi male, ma alla fine li ha visti uscire vincitori da un mare di rovi, coperti di sangue e di ferite, ma saldi in piedi, sguardo fiero davanti a sé, forza e tanto coraggio per affrontare la vita e le sue mille intemperie.
Prendiamo esempio da loro. Prendiamo esempio da chi sin da piccolo non ha avuto vita facile. E’ semplice sparare a zero sui bambini che vediamo per strada, sui piccoli di dodici, tredici anni già organizzati in bande. Ma come si può pensare che un bambino possa crescere con sani valori se nessuno provvede ad insegnarglieli? E chi dovrebbe pensarci se i loro genitori non sono in grado, se i loro papà e mamme sono stati bambini ineducati prima di loro? Lo Stato? Certo e con quali risorse? Le case famiglie tanto osteggiate dall’opinione pubblica, peraltro necessarie in molti casi in cui non si interviene per tempo? L’unica strada sarebbero le famiglie affidatarie. Sarebbero, certo, sarebbero, perché non ce ne sono. Non ci sono famiglie disponibili all’accoglienza, non ci sono famiglie che vogliano prendere in casa un cucciolo d’uomo per dargli valori e principi, non ci sono famiglie disposte a lasciarlo andare per la sua strada una volta guarito dalle tante ferite della sua breve ma intensa vita, non ci sono famiglie che desiderino in casa un figlio già grandicello.
Non ci sono, ma ci vorrebbero. Ed allora insegniamo agli uomini come si fanno i genitori, insegniamoglielo con l’esempio. Non aspettiamo che siano gli altri a dover risolvere una situazione, rimbocchiamoci le maniche e accogliamo un bambino in casa senza guardare all’età, al colore della pelle, all’etnia, al ceppo della sua famiglia. Accogliamoli con amore, così come siamo stati accolti noi in questo mondo dalle nostre famiglie perché non ci sono figli di serie A e di serie B, non ci sono figli di un Dio minore, ma solo Figli.

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