Donne e Disabilità

Parlando con un’amica udente dei problemi che una donna ha nell’affermarsi, che sia il mondo del lavoro o la vita privata, ho iniziato a riflettere su quanto possa essere difficile per una donna trovare il proprio posto nel mondo. E di quanto lo sia ancora di più se si ha una disabilità.

Non so dire se fossi stata un uomo come sarebbe stata la mia vita,ma posso confrontarla con persone che conosco e fermarmi un attimo a pensare.
Fortunatamente non sento il peso della “diversità”, ma ho avuto modo di conoscere chi quel peso lo sente davvero. Non siamo tutti così forti da affrontare gli ostacoli e vincere la discriminazione.

Il problema di fondo è una parità di diritti che è solo apparente. La discriminazione di genere è un problema del nostro Paese, un problema di cultura e modo di pensare.

Sono sempre più convinta che il problema della discriminazione delle donne, in particolare quello di donne con disabilità, non sia legato ad una questione di diritti ma di sensibilità, di conoscenza, di cultura.

Noi donne disabili spesso tendiamo a scindere le due problematiche, parlando di genere quando si tratta di problemi femminili e di abbattere le barriere (accessibilità) quando facciamo riferimento alla nostra disabilità. Dovremmo soffermarci un attimo a riflettere perché le cose potrebbero invece essere connesse.

Avete mai pensato alle conseguenze nel non pensare al connubio genere – disabilità?
Le esigenze di una donna disabile sono molto diverse da quelle di un uomo e non essendo ben chiare, mai esposte, tendono a restare nell’ombra. Bisognerebbe solo soffermarsi un attimo e approfondire le tematiche.

Essere donna ed essere disabile potrebbe essere un ostacolo, ma se tendiamo a vedere l’aspetto “positivo” potrebbe essere definita una grande sfida che ti permette di combattere per affermarti.
Nel 2009, l’Italia ha approvato e messo in atto la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.
Nel 2016, il Comitato ONU ha richiamato il nostro Paese a causa del comportamento tenuto rispetto a quanto stabilito nella Convenzione. Nonostante l’Italia si sia impegnata a realizzare un qualcosa, oggi, in molteplici aspetti è rimasta un passo indietro e non riesce a garantire pari diritti ai disabili a causa di lacune che in primis partono dalla disinformazione, dai concetti che vengono attribuiti alla parola disabilità e alle differenze culturali.
La donna e l’uomo vengono definiti come se fossero uguali. Ma come potrebbe una ragazza sorda urlare aiuto in caso di violenza? Come potrebbe avvertire qualcuno? Come potrebbe una ragazza su una sedia a rotelle scappare? Le donne disabili sono più “deboli”, più “vulnerabili”.
Oggi molte donne disabili lottano per l’emancipazione, ne conosco tante che nel loro piccolo cercano di fare qualcosa che però non è mai abbastanza.
Una ricercatrice, Cinzia Leone, ha messo in piedi un progetto bellissimo dal nome “RiseWise” che si occupa di donne con disabilità nell’impegno sociale che raccoglierà testimonianze presso associazioni, università e imprese in alcuni paesi europei.

RiseWise vuole cercare di favorire l’inclusione delle donne con disabilità fisica attraverso la testimonianza diretta di donne che hanno vissuto la discriminazione sulla propria pelle.

Spero che questo progetto dimostri anche che non è la disabilità a decidere il tipo di lavoro per cui si è adatti perchè chiunque può apportare il suo contributo nel mondo del lavoro, abbandonando così uno stereotipo che ci accompagna sin dal secondo dopoguerra.

E voi donne disabili quanto sentite il peso della “diversità”?

 

Pubblicato nella Il Rumore dei Suoni | Lascia un commento
Gloria Zullo

A proposito di Gloria Zullo

Difficile definirmi, non amo parlare di me. Studentessa a tempo perso, fuggo dalla realtà per ritrovare i sogni, anche solo per pochi minuti. Da quando ho scoperto i suoni, non riesco più a vivere senza. Mi sento una ragazza come tante, nulla di più, nulla di meno. Vivo in un mondo incantato fatto di sole cose belle. Faccio di tutto per evitare che entri il male. I suoni, sono la cosa che amo di più.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *