Il diritto di sentirmi fragile

Andata e ritorno, lacrime e sorrisi, paura e coraggio. Un viaggio, l’ennesimo alla ricerca di una risposta ai tanti interrogativi che ancora ruotano attorno alla mia rarità. È difficile raccontare la portata dei sentimenti che hanno investito il mio animo, dar loro quella voce che forse meriterebbero, e che lascerebbe a me il diritto di sentirmi più leggera. Pesano, pesano sul cuore, pesano sui miei occhi stanchi, acuiscono la portata dei miei pensieri, lasciandomi ancora attonita e a tratti incapace di capire davvero il senso della realtà che li ha generati. Per quanto mi sia da sempre imposta una razionalità che infondo poco mi appartiene e per quanto abbia lasciato a lei il dovere di mantenermi sempre coi piedi saldi ben a terra, non nascondo di aver vacillato e di averlo fatto non perchè spinta dalla volontà di arrendermi ma in nome di un bisogno più profondo, il bisogno di sentirmi fragile. Per lungo tempo ho creduto di non potermi permettere di lasciare spazio al mio lato più umano, nascondevo le mie insicurezze, le mie fragilità, negavo a me stessa il diritto di piangere, imponendo a me stessa una forza che da un lato mi permetteva di ignorare la paura, ma che dall’altro anestetizzava il mio animo. Ed è così che in tutti questi anni ho ignorato il prezzo che mi sarei ritrovata a pagare nell’immediato futuro.

Per me l’immediato futuro è l’oggi, è il ritorno, il tepore di casa, l’abbraccio di chi amo, ma il prima, l’andata? Il prima è stato ciò che per alcuni versi mai mi sarei immaginata di vivere, la consapevolezza di aver dovuto ingoiare bocconi amarissimi, di aver visto l’attesa mischiarsi ad un lassismo tanto sfacciato da lasciare senza parole. Il “prima” in questo mio ritorno è stato il sorriso rassicurante che ha illuminato il volto di un Professore che sembrava non temere le zone d’ombra del mio complesso caso clinico, ma che nello stringermi la mano non è riuscito a nascondere il peso di tutte le criticità che permeano la difficilissima realtà in cui opera, e che sembravano gravare tutte sulle sue spalle. Una concertazione difficile, resa ancora più incerta dalla mancanza di dati che si spera non tarderanno ad arrivare, e che potrebbero generari altri importanti interrogativi. Interrogavi che si rifanno al sapere scientifico ma che si scontrano con gli interrogativi generati dai moti dell’anima. Cosa deciderà di mostrarmi ancora il futuro? Di cosa la vita vorrà privarmi e cosa di bello ha ancora in serbo per me? E io? Io sarò capace, sarò sempre pronta e all’altezza? Vi sono istanti in cui stento a credere di essere io stessa la protagonista di questo complesso divenire. Affido il mio corpo a mani sconosciute, mi impongo di ignorare gli sguardi che su di me si posano. Occhi curiosi, affamati di sapere, che mi scrutano, che studiano la mia pelle centimetro dopo centimetro. Occhi che io però non conosco e che non dimeticherò tanto facilmente. Ho smesso di vergognarmi delle mie imperfezioni, non temo più il dovermi spogliare. Mostro il mio corpo con pudore, ma fiera della Donna che sono nonostante tutto, nonostante le deformazioni che caratterizzano le mie ossa e che privata dei miei vestiti non posso di certo nascondere. Lascio a loro il permesso di visionare quelle fotografie in cui il mio viso appare trasformato dalla malattia. Foto private, intime, foto che un tempo faticavo a mostrare, ma di cui solo oggi riconosco il prezioso valore. Ed è proprio il dover denunare il mio corpo e la mia anima per l’ennesima volta che mi ha permesso di percepire quel profondo bisogno di mostrare anche le mie fragilità.

Il dolore è fragilità, nel dolore riscopri la tua forza solo se sei disposta ad accettare la paura che ad esso si accompagna. Accettandola divieni consapevole, ma è solo quando accetti di esternare anche il tuo lato umano in ogni sua sfumatura potrai dire di esser pronta a combattere. Ed io oggi so di dover combattere, di doverlo fare come mai prima, perchè il passato è stato solo un assaggio. Questo viaggio ha portato a compimento un cammino che mi ha cambiata, che mi ha vista dimenticarmi troppo spesso di ciò che sentivo davvero scoppiarmi in petto, in cui mi sono imposta una freddezza non mia, in cui spesso ho lasciato alla rabbia il potere di sopraffare la mia mente. La malattia chiede di esser combattuta con la stessa cattiveria con la quale ti attacca, chiede al tuo animo quel vigore e quella forza di cui il tuo corpo è ormai sprovvisto ma mai e poi mai dovrai darle il potere di portarti via la gioia, l’intimo sentire che accende la fiamma della vita che arde dentro di te e per cui tu combatti per non vederla spegnersi mai. Solo lasciandosi il diritto di essere esseri umani vedremo preservato il nostro diritto di vivere e solo lasciando ardere la nostra voglia di vivere come fosse un fuoco indomabile riusciremo a placare quel freddo che sembra volerti intrappolare nella sua gelida morsa. E sarà la Vita stessa, il suo misterioso e immenso potere, a dare alle lacrime la forza di trasformarsi in sorrisi, a permettere al dolore di tramutarsi in gioia e alla paura, divenuta consapevolezza, di generare sempre nuovo coraggio.

Amo la vita, non so dirvi il perchè, non so spiegarlo a parole, ma so di volerla difendere ad ogni costo, ed è ciò che questo mio ennesimo ritorno mi ha donato: il diritto di sentirmi fragile, ma assolutamente decisa a combattere. 

Pubblicato nella Elly&Valy | Lascia un commento
Eleonora Caputo

A proposito di Eleonora Caputo

Dirvi chi sono è difficile, perchè la scienza mi definisce Rara tra i Rari, il mondo, invece, diversa. Io amo definirmi semplicemente Elly! Una ventottenne che nonostante tutto crede nei sogni e nel futuro. Un futuro fatto di un tempo relativamente relativo, dove vivo il Qui e L’Adesso! Vivo e sfido ogni giorno realtà che non ho scelto ma che oggi sono parte di me. Non mi sono mai concessa il permesso di sentirmi malata, mi vedo come una piccola Matrioska, Elly e tutte le mie piccole altre me. Una realtà complessa fatta di diagnosi che coesistono e si scontrano. La continua ricerca di risposte ai tanti, troppi interrogativi. Una Vita in attesa, una Vita in viaggio, una Vita di lotte, ma una Vita che voglio Vivere, ad ogni costo. Il mio più grande desiderio? Trovare un senso ad una realtà che un senso sembra non averlo, e trasformare in parole le emozioni e i sentimenti di una vita, sì rara, ma che non vuole esser altro che vissuta davvero.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *