Caro 2016 ti scriviamo 2.0

Un altro anno sta per finire, è un’aria strana quella che sento tutt’intorno a me. Carica di pesi, di parole non dette, di storie sospese. Appesantita da tutti quei limiti che mi hanno resa più fragile, più bisognosa di tempo, meno abile, di un’abilità già diversa, con la quale è impossibile scendere a patti, perché ostinata nel volermi privare del bello, sempre più decisa a schiacciarmi in un angolo. È un’aria che sembra dirmi che ciò che è rimasto, che ciò che ho sono solo ricordi, ormai sbiaditi, lontani. Respirarla fa male, ferisce nel profondo, rende impossibile trattenere quelle stesse lacrime che per orgoglio e con ostinazione ho più e più volte trattenuto. Perfino il tempo sembra pesare di più con il ricordo di ogni giorno passato, di settimane che a pensarci bene son state tutt’altro che la somma di un tempo perfetto, di momenti surclassati di perchè, privi di senso e carichi di sfide e di perdite incolmabili. Lo sai che parlo troppo, che infondo tra le due è sempre a me che scappa la domanda in più, e quindi… tu Vale te ne intendi di conti? perchè pur essendo una “semplice” somma, il tutto mi sembra assai complesso..

Non credo di aver mai tirato le somme, alla fine di un anno, con la consapevolezza che riesco ad avere in questo esatto momento. L’ho fatto sempre sbadatamente, e forse con poca sincerità. L’ho fatto conferendo al tutto un sentimentalismo esagerato, ricercato perché in realtà non esistente. Non ricordavo nulla che mi avesse ferito o risanato abbastanza da poter dire grazie, nel bene e nel male, grazie. Prima di adesso. Adesso riesco persino a pensare che il mio 2016 in fin dei conti mi è pure piaciuto, nonostante una vocina sottile sottile nella mia testa voglia convincermi dell’insensatezza delle mie convinzioni:“Vale ma che cazzo dici? Ti hanno esclusa da una sperimentazione, hai perso una possibilità. Sei peggiorata Vale, te lo ricordi quello che riuscivi ancora a fare un anno fa? Guardati adesso, Vale ma cosa dici?”. E’ strafottente e pessimista, è arrabbiata e violenta la vocina, è piena di rancore, di gelosie e di bicchieri mezzi vuoti davanti gli occhi, ma voglio che resti lì pure l’anno prossimo. Voglio che resti lì, che mi ricordi tutto quello che non voglio diventare, e quello che voglio essere. Non credo di voler avere qualcosa dal 2017, non sono molto brava a chiedere agli altri o ad un Dio, figurati chiedere ad un insieme di giorni. Quindi non si tratta di avere ma di voler essere. Voler essere io stessa l’eroe a cui dire grazie, io il mio orgoglio e io l’amore della mia vita. Il punto di partenza di ogni cosa. La donna che vorrei diventare, io quella da voler imitare. Si tratta di guardarsi allo specchio, con gli occhi dentro ai propri stessi occhi, e dirsi: “Vale Sei pronta? Sì? Allora iniziamo. Sei stata bravissima, lo sai? Hai amato e odiato senza smettere di rispettarti. Hai imparato a parlare con più sicurezza, e a stare silenzio, non per paura ma per coscienza del momento, bisognava solo ascoltare ed aspettare. Ti ho vista, hai imparato a darti tutto il tempo usandolo nel modo migliore. Hai dato il tuo amore, la tua gentilezza e i tuoi sorrisi anche a chi non ricambiava.Hai imparato a rispettare i tuoi sentimenti, le tue lacrime, le tue ansie e i tuoi dolori. Hai continuato a scavare dentro i tuoi ricordi per scovare: particolari, perchè, e risposte ad antiche domande. Hai imparato a raccontare della tua paura e della tua rabbia. Hai imparato ad accettare i tuoi errori, quelli passati e quelli presenti. Hai perso, e perderai ancora, ma sei qui, guardati, ce l’hai fatta. Sei stata un soldato, la tua guardia del corpo, il tuo re e la tua regina. Ti sei cercata ovunque, anche in mezzo al mare in tempesta, anche dove credevi non fosse possibile nascondersi e ti sei trovata Vale, tutte le volte. Mandati un bacio adesso, ora sorridi, ecco, guarda negli occhi il tuo eroe”.

È stato un anno privo di sconti, l’ho odiato sai Baby, l’ha odiato anche Elly per poi dirgli grazie per il suo essere stato così irriverente e bastardo, ma sento che quest’aria strana soffia un vento nuovo.. Quel filo che abbiamo teso e sul quale giorno dopo giorno lottiamo per restare in equilibrio è sì forse più corto ma alza la testa Baby, tendemi la mano e guardaci bene. Non siamo più sole, i nostri passi sono seguiti da due ombre. L’ombra di Elly e Valy! Abbiamo vinto Baby, ci siamo ricongiunte al nostro vero Io. Siamo sopravvissute e siamo pronte a Combattere. Possiamo farlo davvero. Abbiamo imparato a respirare, ad allargare le braccia verso il mondo, a stringerci intorno alle nostre paure, a scaldarle. Non ci resta che vivere Baby! Nel nostro essere simili e diverse, nel nostro essere fragili e forti, nel nostro essere diversamente abili ma abilmente vive. Elly e Valy ci credono, e sono certa che Baby e Man insieme ce la faranno!

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