Associazione Amici della Zizzi

“L’affido è un gesto d’amore che salva la vita di un bambino.”
Associazione Amici della Zizzi

Una voce gioviale, parole cariche di gratitudine per l’attenzione ricevuta, un tono da cui è facile cogliere la bontà di un animo attento e capace di donare amore. Un animo però capace di indignarsi di fronte a mode che con ciò in cui crede, fondamento di tutta una vita, e del suo essere Uomo e Padre, si scontrano. 

” .. .. Una catena di ristorazione si vanta di impedire l’ingresso nei propri locali ai bambini, così come come molti alberghi e stabilimenti balneari.” Riccardo sospira. Io mi accorgo di non riuscire a trovare le parole..  

È un sospiro carico di amarezza il suo, misto ad incredulità, per qualcosa che non riesci a spiegare, anzi che non vorresti mai pensare di dover spiegare. L’incapacità di trovarla questa spiegazione, per entrambi.
Perchè tutto quest’odio, perchè la società, gli stessi uomini e donne che a quelle creature hanno dato vita, sentono di dover erigere dei muri, delle autentiche barriere? Perchè un figlio spesso viene visto come un ostacolo? Perchè?!

Interrogativi profondi, che lasciano l’anima sgomenta. Un incontro, seppur telefonico, che ha ignorato le distanze, sincero, gioioso, costruttivo. Costruttivo per l’anima, per il cuore. Ci si sente più ricchi, questo è ciò che si prova entrando in contatto con Riccardo Ripoli. Si arriva a sentirsi davvero amici, e chissà un giorno anche Amici della Zizzi.

Un’eredità d’amore e autenticità. Questo è ciò che Zizzi ha lasciato al figlio Riccardo. Un sentire profondo, che si è palesato nel tempo e che vide muovere i suoi primi passi in risposta ad un dolore difficilmente colmabile.
Lui, così giovane, non ancora Uomo, e così legato a lei. Lui che non avrebbe voluto perderla. 
Appena ventun’enne inizia ad offrire ripetizioni a bimbi in difficoltà, ma Riccardo non è ancora pronto alla realtà che presto lo avrebbe attirato a se’ cambiando il corso della sua vita per sempre, ma ciò nonostante guarda oltre, cogliendo il senso profondo di quel disagio, di un altro tipo di dolore che richiedeva un accudimento diverso. Non fu lasciato solo, accanto lui Roberta, una donna speciale, la donna che tutt’oggi vediamo al suo fianco.
Da quel lontano 19 maggio 1987, giorno in cui Amici della Zizzi, alla presenza di un notaio di Livorno, divenne un’associazione, sono trascorsi 29 anni. E’ impossibile raccontare una vita, ma non sarà impossibile, per chi sceglierà di guardare anche solo per un attimo verso quell’oltre, cogliere quanto di speciale e unico si nasconde dietro il complesso mondo dell’affido. Ed è l’affido il perno su cui l’intera vita di Riccardo e Roberta ruota. Non una semplice scelta, nulla a che fare con un “compito” di cui farsi carico, come fosse un fardello di doveri e aspettative facilmente disattese, bensì una scelta d’amore autentica, come autentico era l’amore di Zizzi verso suo figlio, e verso il prossimo, semplicemente verso chi si metteva in ascolto di questo amore. 

“In 29 anni di attività sono stati accuditi più di 650 bambini con difficoltà familiari (abusi, pedofilia, sevizie, adozioni fallite), affidati da tribunali dei minori, servizi sociali e famiglie di tutta Italia. 
Attualmente sono sette i ragazzi in affidamento residenziale, circa quindici quelli che frequentano il diurno e non meno di quaranta coloro che in estate passano un periodo di vacanze nella casa di campagna dell’Associazione ad Orentano, in provincia di Pisa. Con il passare del tempo, l’Associazione inizia a occuparsi sempre di più di affido familiare, dedicandosi a tempo pieno, come una grande Famiglia Allargata, ai tanti bambini e ragazzi inviati dai Tribunali dei minori, servizi sociali e famiglie disagiate. Nel 2001, sentendo l’esigenza di fare qualcosa di più, viene creato Sos Affido, il primo portale in Italia esclusivamente dedicato all’affido familiare al fine di dare un punto di riferimento e di ascolto per tutte le famiglie che vivono l’esperienza affidataria e per tutti coloro che sono interessati a intraprendere questo tipo di percorso.”  

Con queste parole Riccardo racconta questi 29 anni, come a voler aprire un piccolo spiraglio, un piccolo varco per conoscere, per avvicinarsi piano a questa realtà ancor oggi sconosciuta, e spesso bistrattata a causa di un umano pregiudizio. “E se poi dovessi rinunciare a lui? E se mi affezionassi troppo?” 
Domande lecite, condizionate forse da quel piglio di egoismo che potrebbe non significare nulla di negativo, ma essere invece il là, il primo passo, verso una realtà che non si conosce davvero a pieno, e che prima di essere tacciata di qualsivoglia giudizio, chiede di essere scoperta. Immaginiamo di scartare un dono tanto atteso, apprestiamoci a conoscere il suo contenuto con curiosità, ed infinito rispetto, dimenticandoci del nostro Io, e poniamoci semplicemente in ascolto.
Vi sono Realtà che meritano di essere scoperte, Mondi Nuovi da guardare con Nuovi Occhi! 

Ed è con orgoglio che Ali di Porpora sceglie di condividere il suo volo con Riccardo e con gli Amici della Zizzi, e nell’attesa di seguire più da vicino i loro passi vi regaliamo le loro parole ed i loro sorrisi, contenuti in un’intervista rilasciata alla trasmissione Sconosciuti. Buona Visione! 

 

 

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Eleonora Caputo

A proposito di Eleonora Caputo

Dirvi chi sono è difficile, perchè la scienza mi definisce Rara tra i Rari, il mondo, invece, diversa. Io amo definirmi semplicemente Elly! Una ventottenne che nonostante tutto crede nei sogni e nel futuro. Un futuro fatto di un tempo relativamente relativo, dove vivo il Qui e L’Adesso! Vivo e sfido ogni giorno realtà che non ho scelto ma che oggi sono parte di me. Non mi sono mai concessa il permesso di sentirmi malata, mi vedo come una piccola Matrioska, Elly e tutte le mie piccole altre me. Una realtà complessa fatta di diagnosi che coesistono e si scontrano. La continua ricerca di risposte ai tanti, troppi interrogativi. Una Vita in attesa, una Vita in viaggio, una Vita di lotte, ma una Vita che voglio Vivere, ad ogni costo. Il mio più grande desiderio? Trovare un senso ad una realtà che un senso sembra non averlo, e trasformare in parole le emozioni e i sentimenti di una vita, sì rara, ma che non vuole esser altro che vissuta davvero.

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