All’improvviso, con occhi nuovi..

Il mio esser rara mi ha portata a rompere ogni schema. Non considero la vita come qualcosa di scomodo, anche se alle volte sembra impossibile adattarsi ad una realtà in continua trasformazione. Lei sembra togliermi più di quanto riesca a donarmi. Avevo perso le parole, sai? Credo di averle perse ogni qualvolta sentivo crescere dentro di me quella sensazione di cambiamento. Ma adesso ogni emozione, ogni attimo che riscopro, vivo e assaporo porta con sè qualcosa di magico, difficile persino da esprimere con le parole, ma ricco di quella meraviglia che… Ce l’ho fatta, ho rotto il silenzio! Ma per questo mi è servito più tempo.

Tu Chi Eri?

IO ERO.. Occhi, naso, bocca, mani, gambe. Ero la strada su cui camminavo, qualsiasi strada, l’importante era camminare. Ero i miei passi veloci sull’asfalto, i miei piedi poggiati con attenzione e forza. Ero le mie ginocchia che si alzavano per portare il mio corpo più avanti. Ero le corse del mattino, l’aria fredda e l’odore di caffè. Ero i miei finti balli, le mie scarpe col tacco, i plateau visti in vetrina e che avrei comprato. Ero i vestiti che non avevo più paura di indossare, quella gonna che mi piaceva tanto, l’ultimo vestito che ho messo perché lui mi notasse. Poi un viaggio obbligato, un reclutamento forzato in un esercito di falsi vinti. Improvvisamente, piedi deboli, gambe poco mobili e adesso…

E adesso?

Accetto il distacco, la separazione. Si, perché ad ogni nuova realtà alla quale sono inevitabilmente costretta a rimodellarmi corrisponde un distacco. È un distacco silenzioso. Un sentimento che spesso nascondo dentro me, che ho imparato a sostituire con la consapevolezza, mista al dolore, all’incredulità, alla sconcertante certezza di dover dire addio ad un altro pezzettino di me, ma che mi lascia la Speranza. Perchè per ogni pezzettino di me che perdo ne conquisto uno nuovo, da conoscere, scoprire e fare mio. E quando ci riesco, vinco.

E tu, adesso?

Ho  scelto la mia anima invece della mia malattia. Ogni giorno combatto per lasciarla libera di correre, ed ogni giorno mi meraviglio nello scoprire che va più veloce di quanto abbiano mai fatto le mie gambe, ma ci pensi? Addirittura più veloce. Sono tutte le alternative trovate e quelle che cerco ancora. Sono tutto ciò che ero prima, ricordi custoditi con cura, chiusi a chiave in modo da non farli scappare via. Il presente sceglie di farsi vivere dal prima e dal dopo. Sono il bastone che mi regge e i tutori che mi sostengono, sono l’amore per me stessa,  il rispetto che il mio corpo deve alla mia anima, e la mia anima al mio corpo. Sono me e te nonostante tutto, sono la consapevolezza che l’unica scelta possibile è quella di andare avanti, sempre.

Questa stessa vita, alle volte così scomoda, dove ti ritrovi a perderti tra un mare di vorrei e ciò che realmente puoi, tra ciò che sei e quello che invece vorresti essere, è l’unico palcoscenico di cui possiamo disporre. Siamo noi a dover scegliere se vivere e gustare ogni atto, e non come fosse l’ultimo, bensì con la meraviglia che ogni prima volta porta con sè. In questo susseguirsi di atti, ad un certo punto della tua esistenza potresti ritrovarti a dover fare i conti con una realtà dove rappresenterai l’eccezione, la rarità, e sebbene vorresti tornate a sentirti uno fra tanti, come tanti, diverrai Raro, un malato Raro. 

                                   Baby & Man

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *