Vivere a distanza.

 Marzo 2020

Ed eccomi qui, come tutti gli italiani, costretta a fronteggiare un nemico chiamato Covid 19. Il comunemente detto Corona virus ad oggi conta numerosi contagi e decessi, tanto da esser stato dichiarato una pandemia globale.

Purtroppo l’effetto devastante di quest’epidemia sta condizionando il vivere di ciascuno di noi, pregiudicandoci o addirittura impedendoci il normale svolgimento delle nostre attività quotidiane.

La nazione ha sospeso servizi assistenziali, ad eccezione degli ospedali, ed ha chiuso le attività commerciali, tranne che per il settore alimentare e della filiera di ogni bene considerato di prima necessità. Un effetto domino inevitabile che coinvolge e sconvolge tutto il Mondo.

Di fatto stiamo vivendo chiusi tra le mura delle nostre abitazioni, come fossimo in apnea, ignari di quando finirà, in attesa che il tempo della pestilenza sia solo un ricordo e ci lasci respirare nuovamente e tornare alle nostre vite senza ulteriori strascichi, sui quali stiamo già inciampando drasticamente.

Inimmaginabile che delle imposizioni ci allontanino gli uni dagli altri, ora sono “le regole!!” Precauzioni che non vorremmo rispettare, ma che dobbiamo osservare restando a casa per limitare la diffusione del contagio, per preservare la nostra salute e quella della collettività.

Non sappiamo come reagire a questa sciagura, siamo impreparati a questi giorni immobili, al silenzio che fa più baccano delle città caotiche, ora vuote. Un silenzio e un’immobilità che lasciano addosso una sensazione di tristezza e desolazione.

Sembra un film di fantascienza, l’obbligo di non toccarsi, baciarsi nè abbracciarsi, ma  paradossalmente astenersi da gesti affettuosi ci salverà la vita. E’ un periodo sterile che par durare all’infinito.

Udendo le prime notizie sul virus, io ho creduto ad un allarmismo, pensavo ad una semplice influenza. Avrei voluto restasse tale, ma ho dovuto ricredermi ed è stato uno shock, comprendere che questo virus BASTARDO diviene spesso LETALE.

Noi che nei consueti gesti sembriamo rincorsi dalla fretta, tra lavoro, famiglia ed i mille impegni, con la parola stress che assilla il cervello e scioglie la lingua in discussioni logorroiche, talvolta insensate. Il frutto marcio dell’ansia di chi sente sempre il bisogno di qualcosa da fare.

“Basta!!”

Stare fermi adesso è la vera, impellente necessità.

Le ore e i giorni sembrano essere interminabili  ma è proprio questo tempo a permetterci di fermarci a riflettere davvero sull’importanza di ciò che troppo spesso abbiamo dato per scontato, come accoccolarci sul divano con i nonni o accarezzare il nostro amico peloso. “Gesti oggi vietati a data da destinarsi”

Questa esperienza, con il suo enorme carico di paura, rimette al centro dei pensieri l’unico bene primario, il più prezioso da proteggere, la vita.

Per quanto mi riguarda, in questi giorni il mio sacrificio più grande è dover rinunciare alla fisioterapia, oltre a non potermi riunire con amici e parenti, ma in compenso ho smesso di sbuffare per la noia che in circostanze normali mi fa sragionare.

Ho riscoperto il piacere stesso del tempo e adesso anche un libro lo leggo con più interesse di quanto facessi prima che questa nube velenosa minasse in noi la certezza di riaprire gli occhi ogni mattina, ma ne usciremo, lo so!!

Andrà tutto bene, io ci credo con tutto il cuore.

Presto si farà ancora l’amore, riabbracceremo gli affetti più cari, amici compresi e ci riuniremo alla stessa  tavola, cantando con allegria per festeggiare la sconfitta del mostro. 

La vita si muove sempre se pur sembra ferma, i bambini nascono, i fiori continuano a sbocciare e noi vedremo presto una nuova luce fatta di libertà, ma nell’attesa restiamo a casa, rispettando le regole e solo così uniti vinceremo!!

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Giusi

A proposito di Giusi

Sono una donna single di trentanove anni, ma in me vive ancora lo spirito gioviale di una bambina curiosa. Non mi ritengo infantile ne poco realista, perchè il dolore lo conosco da sempre, ma oggi lo vivo in modo consapevole come fosse un amico. Può rivelarsi estenuante affrontare una dipendenza fisica dalle altre persone, perchè c'è sempre qualcuno a limitare la voglia di agire e di essere. Forte di quell'esperienza scioccante che mi ha spezzato l'anima un milione di volte, a quella bimba ho insegnato ad asciugarsi le lacrime e diventar donna. Osservo, scovo e domando, sono una piccola ficcanaso dalle buone intenzioni. Mi definisco una raccontastorie, vivo di emozioni a fior di pelle. Un concentrato di pregi, difetti e qualche volta estremi. La bellezza che cerco è dentro me, poichè ciò che resta intorno è un goffo tentativo di vivere, come una funambola a un passo dal cadere nel vuoto. Io voglio aiutare con la mia presenza di spirito, con un ascolto costante e con parole misurate, mai invadenti, perchè anche il cuore più duro si scioglie davanti a un amore discreto.

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