Viaggiare per incontrare la propria e l’altrui anima

Quanto contano le distanze? Nel weekend lungo di Ognissanti ho avuto modo di fare un viaggio a Bari.

Un viaggio fisico e geografico, ma soprattutto un viaggio sul filo della memoria tra passato e presente e, a ben vedere, anche proiettato verso il futuro. Perchè è vero che non possiamo costruire (o forse disvelare) il futuro se non abbiamo radici forti ed uno sguardo pulito che si abbevera dalle acque del nostro passato, magari ripulendo, con coraggio e consapevolezza, anche le cose brutte, quelle dure, i graffi, i pugni in pieno petto, i morsi allo stomaco e le ferite profonde, che hanno rischiato di infettarsi.

Così, nel giorno in cui si dice che il mondo dei vivi e quello dei morti possano entrare in contatto, perpetuando un colloquio intenso fatto di parole non dette e di un flusso di affetto che non conosce lo scorrere del tempo, ecco che anch’io ho abbattuto le distanze ed ho ritrovato intatto, non intaccato dal tempo, un affetto che ha sfidato ben 32 anni di distanza fisica. Siamo diventate donne, ma abbiamo mantenuto l’incanto delle bambine. Quegli occhi capaci di vedere il bene e le sfumature gentili e dolci nelle persone e di guardare con amorevolezza le proprie e le altrui fragilità, prendendosene cura. E’ stato un attimo capire e “sentire” che la distanza fisica non aveva tacitato ed affievolito le emozioni e che l’affetto era lì intatto ed avrebbe colorato non solo il presente, ma anche il futuro, di cose belle, gentili, intense, autentiche.

Ma in questo viaggio ho incontrato anche chi, per percorso di vita e comunanza di anime, sta vivendo sulla propria pelle un momento di sofferenza, di quelle che la geometria dell’esistenza la sovverte, la travolge e la stravolge, come quei fiumi in piena che stanno portando via e distruggendo gli argini e le città, ma anche le vite umane. Una persona che mi ha dimostrato “in vivo” con le azioni, prima ancora che con le parole, che rimanere fedeli a se stessi e mantenere il senso di cura e protezione per gli altri è possibile. E che la sofferenza non deve renderci peggiori, arrabbiati con la vita, egoisti, ma ci può, se il nostro cuore rimane aperto all’ascolto ed al dialogo con l’altro da sè, rendere maggiormente altruisti, empatici, disponibili. Perchè la sofferenza e la malattia arrivano, spesso, anche per insegnarci qualcosa, regalandoci, in mezzo ai tanti limiti imposti, anche una maggiore consapevolezza su chi siamo davvero. La consapevolezza di chi siamo emerge dalle tante aspettative altrui e sociali, si fa largo a gomitate, mentre subentra il bisogno di ritrovarsi e riscoprire dimensioni “altre” ed il gusto di andar lenti. Ma la malattia ci parla anche degli altri. Se alcuni di loro si allontanano, si soffre da cani, è vero. C’è un momento in cui ci si sente inadeguati, sbagliati, fuori posto, colpevoli, addirittura, per aver fatto scappare chi faceva parte della nostra vita del prima. 

Prima… quando tutto era più semplice e si rideva con più facilità insieme agli altri. Prima quando l’esistenza sembrava essere più veloce, semplice e rapida. Prima quando un passo ed un respiro non costavano tanta fatica e quando gli sguardi non sembravano abbassarsi e schivare i nostri. Ma poi ci si rende conto che il prima e l’ora sono due facce della stessa medaglia e che chi ha scelto di separarsi da noi non era semplicemente pronto a riconoscerci e ad accompagnarci fino in fondo in quel percorso tortuoso ed accidentato che la vita è per ogni individuo.

Amo viaggiare: mi porta a scoprire o a ritrovare molti luoghi, usanze, culture, volti, climi, che posso “sentire” legittimamente come casa. E… sempre il viaggio avviene fuori ma soprattutto dentro me stessa. Per scoprirmi più vicina al reale battito del mio cuore ed al fruscio della mia anima e per trovare dentro di me nuove consapevolezze e risorse emotive.

Pubblicato nella La Scelta di Essere Io | Lascia un commento
Tania Sabatino

A proposito di Tania Sabatino

In bilico per necessità, “ficcanaso” per scelta, con la voglia di scoprire e raccontare storie di ordinario coraggio e voglia di vivere. Ho collaborato con testate come Il Denaro, Il Roma, Cinque W, Arte Nascosta. Le realtà che racconto, o su cui le mie riflessioni si allargano come cerchi nell'acqua, sono tutte contraddistinte dalla forza, dalla tenacia, dall’amore per la vita… a dispetto di tutto... Nel 2011 ho co-ideato e co-gestito un sito di costume e società Fattiitaliani. Sono dottoranda presso l’Università Parthenope e mi occupo, in quell'ambito, di diritto e disabilità. Mi piacciono i viaggi dell’anima e sono sempre alla ricerca di un nuovo punto di partenza a di approdo, che mi permetta di fermarmi a riflettere per poi ripartire.

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