Una Mucca ed una Zebra amiche per il pelo

Un giorno la mucca Biane, mentre stava facendo il latte, sentì il fattore dire al nipotino: “Senti questa notizia.. Accorrete numerosi alla festa degli animali! Quest’anno i volatili apriranno la parata con numeri di acrobazie in volo, gli amanti del fango si rotoleranno a tempo di musica, gli equini si esibiranno in numeri fantastici, il quadrupede bicolore mostrerà il meglio di se’ e per finire il felino chiuderà la fila con dei bei vocalizza! Per maggiori informazioni telefonare al numero… eccetera, eccetera. ” L’uomo, sulla sessantina, rifletté a voce alta:”Speriamo che ruggisca e basta, se no addio al quadrupede che gli starà di fronte” Ed il bimbo: “Nonno io non ho capito nulla! Che vuol dire equino, quadrupede diplomatico e felino?” Il contadino rise di cuore. La mucca però non rideva per niente! Anzi, si era fermata impensierita ad ascoltare la spiegazione; la parola “animali” era bastata per metterla in allerta. “Ahahahaha nipotino mio! Non “diplomatica” ma bicromatico, cioè un animale di due colori, come la nostra amica mucca. E senza toglierti la sorpresa, ti dirò soltanto che anche i gatti fanno parte dei felini. La fiera è tra due giorni, aspetta e vedrai!” Il piccolino non sembrò molto felice della risposta, così prese il giornale bofonchiando: “Lo farò leggere a nonna.. mmm..un animale di due colori.. Ce l’ho sulla punta della lingua.. ma non mi viene in mente!” I due se ne andarono , incuranti dello stato d’animo di Biane. “Cosa?? Dovrò mostrare il mio bel petto in pubblico, per di più con il gatto che miagola a squarcia gola?? Non ci penso proprio!Qui occorre radunare tutta la fattoria. Quando è troppo è troppo!”

Rimuginò la mucca tra sè, afferrando il telefono in un baleno. “‘Animali Sopravvissuti’ Buongiorno! Sono Ranca, come posso esserle utile?” “Buongiorno, mi chiamo Biane la mucca, voglio fare un reclamo!” “Allora è una cosa complicata. Deve parlare con il Capo! Attenda… tu, tu, tu.. un momento riprovo…” Si sente un bisbiglio in sottofondo e dopo: “Eppure la striscia bianca è per le telefonate in entrata e quella nera in uscita… muble muble -pensa-” Mi scuso per la lunga attesa, ma sono stata assegnata da poco al centralino. Vuole provare, ehm, a dire a me?” “Senta, io sono molta arrabbiata! Quest’anno alla fiera, i piccioni imbratteranno per ogni dove, i maiali tutti fangosi sporcheranno la strada, i cavalli salteranno come rane, ed io dovrei sfilare con le mammelle al vento con il gatto che mi sconquassa le orecchie! Le sembra una cosa seria?? Noi non siamo un branco di stupide bestie, nè tanto meno da circo! Noi siamo animali da fattoria, mica da barzelletta!” Di là il vuoto..

“Pronto? Prontooooo?” “Hahahahahaha.. hahaha.. scusami.. Ci sono, pronta, attenta e scattante! ..Possiamo darci del tu? Tra colleghi ci si intende, giusto?” “Mum.. forse.. dipende dalla risposta.. che c’è tanto da ridere?E come hai detto che si chiamava il vostro Centro? 
“AS: Animali Sopravissuti”. In pratica siamo stati tutti strappati alle nostre terre di origine, e poi, per qualche motivo, abbandonati a noi stessi in città, nei campi, chi addirittura è stato gettato via nell’immondizia.” “Urca che brutta esperienza! Mi dispiace! Ed io che pensavo di essere sfruttata perchè il contadino, alla veneranda età di sessant’anni, tutte le mattine l’ho attaccato alle mammelle! Alla faccia di Peter Pan!” “Chi?? E perchè così grande prende ancora il latte? Perchè non è ancora stato svezzato? Ma gli umani diventano mai adulti?” “Devi sapere Ranca che il contadino crede che il latte sia l’alimento più completo che ci sia. Per i miei vitelli ne sono certa, ma che lo sia anche per le persone, ho dei dubbi!” “Ahahahaha, sei simpaticissima!! Qui invece si sta bene: abbiamo grandi spazi per correre e saltare. Cibo garantito.. l’unica cosa che a dormire mi mettono accanto al leone. Ogni volta che russa lo scambio per un ruggito; il cuore mi balza in gola. Sai l’istinto di sopravvivenza è sempre attivo. Dormo in costante allerta, non mi rilasso mai. Allora, anzichè cambiare gabbia, mi danno delle goccioline per farmi stare tranquilla.” “Gli uomini sono strani, certo! Ma la storia della fiera, che c’entrate voi?” “Cara mucca Biane..” E la zebra abbassò il tono, quasi un filo di voce. La mucca, al termine, rise: “Aaaaaaah, dai! Ops! Ma i volatili? E gli amanti del fango? E tutti gli altri? Non capisco.. sono piuttosto prevenuta in fatto di persone, sai con quello che fanno ad alcuni animali.” “Non dirlo a me! Comunque mi spiego meglio: i volatili sono.. pst pst pst.. ed i quadrupedi.. pst..pst..” La zebra riprese a parlare fitto. L’espressione della mucca si fece sempre più rilassata mentre rispose: “Ah ecco! E allora pst..pst..pst…”
Ad un certo punto Ranca esplose in un “Diamo agli uomini una lezione di Umanità, mi é venuta un’idea! Facciamo veder ai Sapiens chi sono davvero gli Anima-li! Senti..pts..pts” e la zebra continuò la spiegazione, intanto che Biane prendeva appunti annuendo e sorridendo. Alla fine asserì: “Sei geniale, Ranca! Sento che diventeremo grandi amiche!” “Sì, amiche per il pelo!” 

Finalmente arrivò il giorno della fiera. Gli animali erano sereni, c’era tanta gente e moltissimi bambini curiosi e felici. Il presentatore annunciò al microfono che da lì a poco avrebbe preso inizio la parata. Gli animali, inspiegabilmente per gli umani, si misero tutti in movimento, tutti insieme disponendosi in doppia fila: in primis i piccioni ed i pappagalli che spiccarono il volo descrivendo magnifiche acrobazie nel cielo blu.  A cui seguirono i maialini affiancati dagli ippopotami con arrotolamenti nella terra, alternativamente gli uni agli altri. I cavalli ed i cammelli accanto correvano e galoppavano a tempo di walzer.
La zebra Ranca e la mucca Biane camminavano sorridenti fianco a fianco, mentre il leone ed il gatto chiudevano la fila, proprio dietro ai bicromatici, cantando. Ad un tratto Biane e Ranca si scambiarono il manto: avevano deciso di mettersi l’una nei panni dell’altra. “Questa sí che non se la dimenticheranno! Che dici Biane, qualcuno sarà stato così intelligente da capire il nesso tra i nostri nomi?” “Che domanda! Se lo saranno chiesto in molti, ma chi vuoi che abbia pensato di anagrammare l’evidenza?” “Intendi i colori delle tue macchie e delle mie striscie, per combinazione?” La mucca strizzò l’occhio come a sottintendere ‘Niente avviene per caso’, mentre lo speaker, con voce squillante, affermava: “Incredibile questo spettacolo spontaneo!”

Il conduttore esclamò: “Gli animali appartenenti a specie diverse e taluni anche in contrasto come prede e predatori, stanno dando grande esempio di tolleranza. Altro che scambio culturale tra razze! Essi ci stanno insegnando la civiltà, l’accettazione del diverso, il senso di appartenenza ad un mondo di pace!”
I bambini furono i primi ad applaudire gioiosi e festanti, ammaliati da tanto spirito di rispetto e affiatamento che traspariva dagli Anima-li. “Hei Biane, che dici? Avranno compreso i Sapiens che tanto Sapiens non sono?!” Gli Anima-li ridevano beati e felici, strizzando gli occhi ai bambini, perchè loro avevano capito. “I mini Sapiens hanno afferrato al volo, cara Ranca. Guarda i loro volti! Queste sì che sono soddisfazioni; insegnare agli uomini ad essere civili!” La voce micro-fonata del presentatore si udiva flebile sopra gli applausi incessanti dei presenti; il tono commosso da tanta saggezza che mai si sarebbero aspettati dalle bestie. “Bestie a chi? Fu il motto che venne conianto da quel giorno e per tutti i giorni in avanti che seguirono. In molti tornarono a casa con una domanda.
“Chi sono in realtà le bestie?” E tutti capirono che convivere in pace si può, basta che ognuno accetti e riconosca negli altri i difetti ed i propri valori. Sul resto si può sorvolare, parola degli Anima-li!

Un sentire delicato, attento e vero. Uno scambio che per i più piccini, inconsapevolmente già capaci di guardare oltre le convenevoli apparenze, diviene un naturale slancio dell’anima, ma che per i più “grandi” a volte rappresenta una vera e propria sfida contro se stessi, complice un’anima dimentica di quei sentimenti quali l’altruismo, la comprensione del prossimo, la condivisione, l’accettazione di chi a volte ci appare tanto diverso ma che se solo si fosse disposti a guardare oltre riusciremmo a sentire tanto simile a noi, perchè anch’esso custode di sentimenti universali, quali l’amore, la fiducia, l’affetto. Valori davanti ai quali ogni differenza decade per lasciare spazio a quel sentimento di unione che sempre più spesso ci viene offerto da realtà a noi vicine, che però nella disattenzione sentiremmo lontane dal nostro essere. Un’empatia, oggi necessaria, che rappresenta quella speranza che dovrebbe risplendere in ogni cuore. Ciascuno di noi dovrebbe per un attimo smettere i panni dell’essere grandi e immaginarsi piccolo. Guardare al mondo con più coraggio, con un considerazione maggiore, con la voglia di Servire all’altro ancor più se nell’altro si cela un bisogno di una maggiore attenzione, di un ascolto più vero e appunto più empatico. E ancora dovrebbe provare a sentire sulla propria pelle ognuna di quelle difficoltà che coloro dai quali un tempo lui stesso rifuggiva provano sulla loro pelle. Ciascuno di noi dovrebbe provare ad essere un Essere Umano: essenza, anima e cuore…

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Chiara Franceschini

A proposito di Chiara Franceschini

Una spinta carica di amore, da parte di Lele, il mio miracolo raro, mio figlio, mi ha reso una mamma speciale, consapevole di attitudini di cui non mi credevo capace, che mi hanno permesso di varcare i confini di realtà fatate. Ed eccomi, donna, mamma, impiegata di banca e.. autrice di libri e fiabe per bambini e adulti. Una passione nata dal bisogno di mettermi in gioco. Ho trasformato la lotta in conquista, ridisegnando così un mondo nuovo. Attraverso le fiabe racconto di un mondo inaspettatamente ricco, un universo visto da una prospettiva diversa. Questo ciò che mio figlio mi ha insegnato! E grazie a lui, ho scoperto aspetti dell'Essenza Umana sorprendentemente straordinari! Come un magnifico fiore blu in mezzo ad un campo di papaveri! Spero vogliate scoprire con me la Meraviglia che la Vita ci riserva, e coglierne le sfumature, oltre che gli aromi. Basta aprire il cuore e liberare le Ali della Fantasia!

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