Un sorriso alla disabilità

Ridere anche quando non ci sarebbe nulla da ridere, mettersi in gioco sempre, aggrapparsi ad ogni speranza. No, qui non si parla di follia ma di assoluta normalità, che fa rima con disabilità.
Il video di Checco Zalone in favore della ricerca sulla Sma, l’atrofia muscolare spinale, rappresenta una novità assoluta. Da un lato la tagliente ironia del comico pugliese dall’altro l’irriverente interpretazione di Mirko, rigorosamente bandita ogni forma di pietismo, non serve, servono i fondi per la ricerca, le chiamate e la solidarietà produttiva.

Un approccio diverso, finalmente, anche un ottimo modo per parlarne, sempre di più, per ottenere risultati tangibili. D’altronde, chi davvero conosce il mondo della disabilità, non si stupisce nel veder accostata la malattia al sorriso. Siamo noi, i cosiddetti normali, a pensare che sia solo una dimensione impregnata di tristezza e sacrificio, una gabbia senza via d’uscita, un continuo piangersi addosso. Ma i cosiddetti normali sono anche quelli che non hanno ancora chiuso la bocca dallo sbalordimento. Per le imprese dei ragazzi paralimpici, per la straordinaria forza di Zanardi, pilota, conduttore, sportivo e chi più ne ha più ne metta.
Non riusciamo a spiegarci la natura di questa forza, ci sentiamo in debito, in difetto, piccoli e fragili. No, non in tutti noi nasce una reale ammirazione, nessuna ipocrisia, significherebbe trovarsi in un mondo perfetto, c’è chi guarda e compatisce, chi sale sul gradino della superiorità e proprio non vuol saperne di scendere.

Che brutta parola pietà! Statica e improduttiva, fine a se stessa. Che bella parola solidarietà, se si coniuga con coinvolgimento e partecipazione!  La ricerca fa il suo ruolo, grazie anche a testimonial d’eccezione, gli italiani non si sottraggono mai quando c’è da aprire il cuore, ma il vero motore per affrontare le difficoltà è l’atteggiamento. Lo splendido mondo del volontariato lo insegna: non ci sono solo i medici e le terapie ma anche il gioco e il sorriso. C’è la vita di tutti i giorni con le ore da trascorrere, le difficoltà burocratiche, la chiusura della società, l’ignoranza della gente, ci sono imprese quotidiane che non vengono raccontate dai telegiornali perché non fanno notizia. Prendete un gruppo di bambini/ragazzi down e contante quanti sorrisi emanano, perderete sicuramente il conto! La sensibilità spiccata che possiedono e che i cosiddetti normali hanno ormai smarrito (basta guardare che società ci ritroviamo).

Autoironia è la parola chiave per comprendere il tutto. E allora ecco come l’aiuto sia reciproco, un contributo alla ricerca per fare passi avanti nella cura delle malattie e un esempio per prendere la vita un po’ più alla leggera, nonostante tutto.  Il sorriso come abitudine della giornata, come compagno di viaggio della scalata, un percorso che è difficile e tortuoso, tanto vale compierlo con lo spirito giusto, che può fare tutta la differenza del mondo.
Ben venga il messaggio di Checco dunque! Nessun pietismo, Mirko non è un “povero ragazzo sfortunato”  ma un protagonista del video tanto quanto Zalone. Un futuro uomo che, grazie alla ricerca, potrà parcheggiare la sua macchina e non più la sua carrozzina.

Claudio Colombrita

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