Un piccolo, grande amore a sorpresa

Mi viene in mente un motivetto dolce e indimenticabile che risuona nelle orecchie di quanti hanno coronato amori e amicizie lunghe un’estate o sentimenti intramontabili, scorci di un’epoca romantica intonando … “quella sua maglietta fina” ovvero, “Questo piccolo grande amore”.
No, non è solo una canzone, oggi è una piccola mano che stringe la mia. Bimbo biondo, scrivo di te, incontrato in un giorno di sole che faceva risaltare ancor di più i tuoi occhi azzurri. Occhi bassi ad ignorarmi, per sfuggire a tutto e a tutti, troppo silenzioso con i tuoi sette anni e la vitalità che ti esplodeva dentro, come un fiume al quale la diga impedisce di straripare. Eppure rifiutavi il mondo circostante, perché?
Deficit dell’attenzione e tratti autistici, più facile pronunciarlo che decifrare cosa sia davvero questa patologia, quello che vedo il più delle volte è che tale condizione limita, o impedisce del tutto, la relazione emotiva e la comunicazione con se stessi e col il mondo esterno.
Una tristezza infinita il tuo mutismo, inaccettabile che tu non percepissi alcuna forma di bellezza, o peggio il tuo scalciare e urlare al calore di una carezza, mentre io pregavo che prima o poi i tuoi occhi belli mi guardassero luccicanti di vita.
Aspettavo e speravo che qualcuno mi raccontasse la tua storia e stavo lì, osservavo silenziosa, non volevo risultare invadente, nè pensavo mi spettasse di sapere. Sono una donna curiosa, ma discreta, una madre mancata che sogna sempre di diventarlo, e tu, cucciolo smarrito, hai risvegliato in me una vocina chiamata istinto materno che mi suggerisce tenerezza.
Sono le dieci e trenta all’orologio dell’ambulatorio, io sono in sala d’attesa e un grido rabbioso squarcia il silenzio di noi pazienti assorti dai bip dei cellulari o dai nostri pensieri. E’ un urlo ribelle come mai prima di quel momento.
Capricci, calci e spintoni per il possesso di un giocattolo e i tentativi vani della terapista che non riesce a distrarti né a calmarti, come invece fa’ di solito. Lei con pazienza e professionalità ha scalfito la roccia che schiacciava il tuo cuoricino provocando una reazione in quell’anima imbambolata sebbene si trattasse di frasi sconnesse e ostilità.
“ Ciao, che bella vocina, e come sei bello!”
Mi hai guardata dritto negli occhi sorridendo, incredibile!!
Avevo rotto lo schema ossessivo e istantaneamente ammonito l’aggressività con dolcezza istintiva, quella che solo i bambini sanno infondermi.
Una frase detta al momento giusto senza alcuna preparazione, senza neanche saperlo, un miracolo di tenerezza e da quel giorno tu mi parli, mi stringi la mano e non vuoi più lasciarmi. Io e te adesso siamo legati da un affetto genuino.
Mi sento un po’ la tua mamma, mentre seduto aspetti solo soletto che l’assistente del bus venga a prenderti e lì mi viene voglia di proteggerti, tu cerchi la mia mano e sembri essermi grato, ma non lo sai dire.
Io non ho meriti, ma solo la volontà di dare amore e sono felice della meraviglia che sopravvive oltre ogni bruttura e indifferenza e voglio pensare di essere una piccola particella di luce nel blu infinito, uno stampino d’amore in questa giungla di lupi affamati di affetti mancati che svuotano l’animo. Grazie piccolo Antonio di avermi donato il tuo affetto.

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Giusi

A proposito di Giusi

Sono una donna single di trentanove anni, ma in me vive ancora lo spirito gioviale di una bambina curiosa. Non mi ritengo infantile ne poco realista, perchè il dolore lo conosco da sempre, ma oggi lo vivo in modo consapevole come fosse un amico. Può rivelarsi estenuante affrontare una dipendenza fisica dalle altre persone, perchè c'è sempre qualcuno a limitare la voglia di agire e di essere. Forte di quell'esperienza scioccante che mi ha spezzato l'anima un milione di volte, a quella bimba ho insegnato ad asciugarsi le lacrime e diventar donna. Osservo, scovo e domando, sono una piccola ficcanaso dalle buone intenzioni. Mi definisco una raccontastorie, vivo di emozioni a fior di pelle. Un concentrato di pregi, difetti e qualche volta estremi. La bellezza che cerco è dentro me, poichè ciò che resta intorno è un goffo tentativo di vivere, come una funambola a un passo dal cadere nel vuoto. Io voglio aiutare con la mia presenza di spirito, con un ascolto costante e con parole misurate, mai invadenti, perchè anche il cuore più duro si scioglie davanti a un amore discreto.

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