Un lancio senza paracadute

Quel bambino è irrecuperabile, in cinque anni ha già cambiato nove comunità e due famiglie adottive. E’ cattivo dentro”.
Eppure è rimasto con noi otto anni ed è stato avviato verso una buona strada.
Siamo maghi? Siamo più bravi degli altri? Abbiamo più esperienza?
No, la differenza sta nel fatto che ci crediamo.
Crediamo nel valore di una famiglia, comunque sia composta.
Crediamo nei buoni principi.
Crediamo nell’amore, in quell’amore che gratuitamente doniamo ai nostri ragazzi mettendo a loro disposizione le nostre vite.
Crediamo che nulla sia impossibile per quanto maledettamente complicato.
Crediamo in Dio e sappiamo con assoluta certezza che laddove non arriviamo noi ci pensa lui.
Tutto è possibile per chi crede, anche fosse all’apparenza una missione impossibile.
Ho imparato a dire sì quando mi bussano alla porta. Ragiono sulle mille sfaccettature e conseguenze possibili, ma poi mi areno sulla spiaggia dell’indecisione perché il nostro cervello, per quanto meraviglioso, è imperfetto, e non tiene conto di quei parametri imperscrutabili che sono i sentimenti, le relazioni che si possono instaurare, le dinamiche che si scatenano in determinate circostanze.
Sulla carta non avremmo mai accettato dei ragazzi di quindici o sedici anni, eppure negli ultimi mesi lo abbiamo fatto per ben tre volte, e ne sono felice perché non potevano capitarci tre fiori così belli e profumati, nemmeno se fossimo andati a sceglierceli nella più bella boutique di fiori del mondo.
Ragionate, ma poi accantonate dubbi e perplessità e buttatevi senza paracadute, troverete braccia accoglienti pronte a sorreggervi nella vostra missione, qualunque sia quella alla quale venite chiamati.

#Affido

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *