Un bicchiere di Vita!

Ho un bicchiere davanti a me, lo guardo da due diverse angolazioni. Troppo piccolo se immagino di riempirlo di amore, felicità, opportunità, sogni realizzati, troppo grande se scelgo di svuotarlo di ogni cosa. Una contraddizione che arriva a ferirmi, perchè il suo esser mezzo vuoto porta con sè dolore, lacrime, desideri perduti e occasioni impossibili da cogliere, ed ancora cambiamenti imposti ed una solitudine inconsolabile.
È un fondo buio e scuro che sembra poter contenere tutto il male del mondo.
Nel suo esser mezzo pieno invece sembra restringersi, come se per le cose belle servisse infondo poco spazio.
Si tende a sottovalutarla la felicità! Si commette spesso questo imperdonabile errore, come se non ci si accorgesse di aver abbondanti sorrisi che accendono la nostra vita. Così non appena arriva il buio, o anche solo l’ombra di un dolore, ci sentiamo persi, privati di quell’equilibrio che credevamo essere certezza.
Tutto si riduce al fondo di quel bicchiere.
Per questo, o per la mia totale incapacità di dare una misura esatta alle mie sensazioni, e ancor più ai miei sentimenti, non sono mai stata in grado di guardare quel bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Per me è sempre e da sempre solo Pieno. Vivo tutto nella sua interezza, senza porre mai alcun limite, in ogni più piccola sfumatura.
Quel bicchiere non è altro che la mia vita, credo arriverei a sentirmi privata del diritto di essere se solo provassi a contenere anche solo uno dei sentimenti che dal mio cuore nasce. Non credo sia possibile riuscire a contenere la propria felicità, e allo stesso modo come si può arginare un dolore?
Ogni sentimento ha una sua dignità, si nutre di un tempo a cui lui stesso darà un ritmo, e muove i suoi passi in spazi che non è dato conoscere prima.

L’esistenza di ogni essere umano è costellata di molteplici sentimenti,  ciascuno di noi sperimenta gioie e dolori, ed ognuno di noi conoscerà l’amore, così come l’odio. Altresì, non c’è nulla di razionale, o razionalizzabile, in quello che si prova, perchè nel Bene o nel Male ti travolgerà e ti trasformerà. Sì, si verifica sempre una trasformazione, le espressioni del nostro volto ne sono la prova inconfuntabile, così come i nostri stessi atteggiamenti, perfino un ipotetico nostro silenzio, o al contrario una nostra risata. Non ci si può nascondere mai, o meglio, non per sempre.
Viene sempre tutto a galla, e da ciò l’impossibilità di immaginare un bicchiere vuoto o pieno a metà.
Qualsiasi sia la natura del nostro sentire finirà per esser traboccante di quel sentimento, annullerà ogni logica, assumendo poi contorni unici, intimi e non condivisibili o comprensibili da altri. Nessuno mai potrà affermare con assoluta certezza di comprendere ciò che l’altro sperimenta, e allo stesso modo nessuno potrà mai arrogarsi il diritto di conoscere a pieno la portata delle nostre sensazioni.
È una sorta di umana incomprensione. È il limite imposto che condiziona il nostro agire. È quel velo che non ci permette di vedere le fragilitá altrui, macchiato poi dal nostro credere di essere in qualche modo migliori e immuni da ogni dolore.

Questo mio dire nasce dall’ennesima mia trasformazione.
Il non aver altra scelta è qualcosa che avevo chiaro fin dal principio, nessuno sconto, nessuna via di fuga. I giorni passavano e molteplici avvenimenti avrebbero reclamato la mia presenza.
“Un passo alla Volta.”
Questo è ciò che mi ero ripromessa, e questo è stato. Ho vissuto ogni passo come fosse il primo, concedendo al sorriso di alleggerire la sorpresa di un dolore cocente. Ho permesso alle lacrime di rigare il mio viso, in nome di un addio giusto e necessario per quella parte di me che so’ non tornerà più. Ho costretto la mia volontà a non cedere, le ho permesso però di vacillare, senza mai mortificarla.
Non ci si può fingere forti davanti ad occhi estranei che ti scrutano, non si può fingere che il tocco di quelle mani sia gradevole, non si può negare di sentirsi in trappola rinchiusi in stretti tutori che dovrebbero ridarti stabilità, ma che rendono instabile la tua anima.
Ed io a quest’instabilità mi sono arresa. Una resa benevola, e un vivere a cui devo massimo Rispetto. Questo è ciò che devo a me stessa. Affinchè gli altri possano rispettarmi, affinchè chi mi circonda accetti la mia disabilità come una condizione degna di rispetto e non come una condizione inellutabile e alienante, io devo rispettare ogni dolore che ad essa si accompagna. Dovrò dare risalto ad ogni mia conquista, dovrò lasciare alla mia felicità il diritto di essere sfacciata, irriverente e vera, dovrò lasciare che ogni sorriso nasca seppure bagnato da una lacrima. Nulla sarà scontato, nulla verrà lasciato al caso. Non posso rendermi complice di ennesimi vuoti e mancanze, non posso privarmi del diritto di essere Felice, che sia la felicità di un attimo, o un per sempre che nell’infinito si rinnoverà.
Darò alla mia disabilità l’importanza che merita, senza che questo mi porti a dimenticarmi di me stessa, del mio essere donna, del mio essere Viva.

Di questo Credo desidero riempire questo mio bicchiere, di ciò che sono, delle mie lotte, delle mie conquiste, di ogni dolore, e di ogni gioia, di ogni parte di me a cui dovrò dire addio e di quelle nuove e diverse che abbraccerò.
Voglio una Vita traboccante di desiderio e passione, di sogni, a cui mai smetterò di credere, pur vedendoli spesso infrangersi.
Voglio leggere ciò che é scritto con il coraggio che ogni essere umano dovrebbe custodire come un profondo e puro sentire. Un coraggio che non conosce disabilità alcuna, meritevole di quel Rispetto troppo spesso dimenticato, ma forse desideroso di risplendere nel cuore di ognuno di noi.
E da questo bicchiere berrò fino a dissentarmi, senza mai esserne davvero sazia, perchè ho sete di Amore, di Verità, di Sogni e Infinito.
Semplicemente perchè ho sete di Vita! 

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Eleonora Caputo

A proposito di Eleonora Caputo

Dirvi chi sono è difficile, perchè la scienza mi definisce Rara tra i Rari, il mondo, invece, diversa. Io amo definirmi semplicemente Elly! Una ventottenne che nonostante tutto crede nei sogni e nel futuro. Un futuro fatto di un tempo relativamente relativo, dove vivo il Qui e L’Adesso! Vivo e sfido ogni giorno realtà che non ho scelto ma che oggi sono parte di me. Non mi sono mai concessa il permesso di sentirmi malata, mi vedo come una piccola Matrioska, Elly e tutte le mie piccole altre me. Una realtà complessa fatta di diagnosi che coesistono e si scontrano. La continua ricerca di risposte ai tanti, troppi interrogativi. Una Vita in attesa, una Vita in viaggio, una Vita di lotte, ma una Vita che voglio Vivere, ad ogni costo. Il mio più grande desiderio? Trovare un senso ad una realtà che un senso sembra non averlo, e trasformare in parole le emozioni e i sentimenti di una vita, sì rara, ma che non vuole esser altro che vissuta davvero.

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