Di nuovo Tutto.. per un altro po’!

Il gioco di forza che la malattia mi impone non lascia spazio a molte parole, e ammetto di esser io stessa a non concederne troppe. Ci provo a frenare i pensieri, vorrei metterli a tacere, vorrei zittire la mia anima, vorrei avere il controllo, lasciandomi il diritto di scegliere, per sentirmi di nuovo libera, mai più soggiogata, succube, impotente. All’illusione dell’immobilità, ad un tempo che a volte sembra scorrere piano, troppo piano, tanto da convincermi di esser riuscita a conquistare una tregua, si impone un repentino e subdolo stravolgimento che spazza via ogni certezza, che mina il mio già precario equilibrio. Chiudo gli occhi, mi permetto di farlo solo per un attimo e tanto basta per vedere il fondo di una clessidra riempiersi di sabbia. Mi vuoi togliere tempo, vuoi accorciare le distanze e avvicinarmi pericolosamente a ciò che non potrò cambiare. Vuoi darmi limiti, vuoi prenderti un altro pezzo di me, sbattendomi in faccia tutto il tuo potere, il tuo essere certezza. Vuoi impormi l’ennesima lotta senza lasciarmi il diritto di scegliere, senza permettermi di dire no. Potrei farlo, potrei dire semplicemente No e lasciarmi travolgere da una verità infondo già scritta. D’altronde perchè lottare, perchè oppormi, perchè impiegare ogni mia più piccola risorsa per qualcosa che tanto so che prima o poi accadrà? Perchè ostinarmi a credere di poter vincere davanti a ciò che a chiare lettere mi hanno detto sarà cattivo e inevitabile? Non credo esista una risposta a questi perchè, non mi obbligherò nemmeno a trovarla. Di fronte ad un dolore logorante e senza limiti sembra impossibile trovare spiegazioni. Ed è forse per questo che il nostro temperamento si dice abbia poteri speciali, o che di noi si dica che siamo supereroi. E se invece si smettesse di chiamarci guerrieri, di definirci supereroi? La malattia non ti permette di avere un’ armatura, ma investe la tua vita di zavorre. Non voliamo, non possiamo teletrasportarci, non possiamo cambiare i finali delle nostre storie. Siamo esseri in carne ed ossa, la realtà che viviamo è lontana dalla finzione, non ha nulla a che fare con la fantasia. Siamo uomini e donne che si scontrano e spesso soccombono dietro problemi reali, davanti ai quali non si può far altro che fare un passo indietro, che per quanto vogliano ribellarsi e mandare tutto e tutti al diavolo non possono farlo, non possono scegliere. E quindi cosa resta? Perchè lottiamo, perchè non accettiamo il silenzio del mondo, perchè di fronte all’ennesimo no alziamo la testa e scegliamo di rialzarci? Posso dirvi perchè lo faccio io. Lo faccio semplicemente perchè questa è la mia vita, e non posso essere niente di diverso da me. Vi faccio un esempio. Se voglio camminare non posso che farlo con queste mie gambe e se voglio continuare a farlo e a loro che devo il massimo rispetto e la massima cura. Se si presenta un problema, se si aggiunge un limite alla mia capacità di compiere i miei passi non è mollando la presa, non è restando indifferente che potrò dire di averci anche solo provato a restare in piedi. Finchè posso evitare l’inevitabile devo farlo, martellarmi il cervello con il pensiero che tanto sarà lei a vincere renderà il mio tempo, l’unico che mi è concesso, un inferno. Ma se da un lato c’è l’ostinazione dall’altro c’è un desiderio sempre crescente: il voler esser vista con tutti i miei limiti. Mi spiego. Se chi mi circonda continua a scindere la mia persona dalla mia malattia mi investe di una diversità che nemmeno la più salda volontà e il più saldo convincimento potranno mai scardinare. Mi renderà speciale per alcuni, sbagliata per altri. Definirmi più coraggiosa, piu forte non farà altro che sobbarcarmi del peso di dover essere ad ogni costo all’altezza e sopra le aspettive in ogni situazione. Mi porterà a colpevolizzarmi per quelle lacrime che non vorrei versare ma di cui sento il bisogno e alla quali a volte vorrei arrendermi. Renderà ogni conquista come qualcosa di straordinario, di unico quando invece dovrebbe essere visto semplicemente come naturale, come giusto per ogni essere umano che lotta per il suo posto nel mondo, che passo dopo passo cerca di dare un senso alla propria vita. La rarità che investe le mie malattie non ha investito anche la mia persona. Io sono io. Io sono ciò che desidero essere. Io sbaglio, ho sogni, difetti e contraddizioni. Ho aspirazioni, progetti ed il mio cuore, le mie convinzioni prescindono dalle mie mani e delle mie gambe e solo io posso fare o impedirmi di fare qualcosa. Non è il modo con cui sceglierò di fare che farà la differenza ma quanto forte sarà il desiderio di trasformare in realtà una mia volontà. La misura la scegliamo noi, siamo noi a scegliere che i nostri limiti diventino un ostacolo o a lasciargli il diritto di essere un’opportunità, ecco perchè è ciò che vogliamo a fare la differenza anche di fronte a ciò che siamo obbligati a subire. Sarà un cammino più lungo, più difficile, sicuramente più sofferto ma nulla sarà impossibile finchè noi non sceglieremo che lo sia. Ed anche quando si rivelerà impossibile, quando sentiremo vicina una nuova fine è proprio da quel tutto diventato un’altra volta niente che troveremo un nuovo modo, un altro modo, ripartendo da un po’. È un po’, pian piano, sarà di nuovo tutto… per un altro po’!

Pubblicato nella Elly&Valy | Lascia un commento
Eleonora Caputo

A proposito di Eleonora Caputo

Dirvi chi sono è difficile, perchè la scienza mi definisce Rara tra i Rari, il mondo, invece, diversa. Io amo definirmi semplicemente Elly! Una ventottenne che nonostante tutto crede nei sogni e nel futuro. Un futuro fatto di un tempo relativamente relativo, dove vivo il Qui e L’Adesso! Vivo e sfido ogni giorno realtà che non ho scelto ma che oggi sono parte di me. Non mi sono mai concessa il permesso di sentirmi malata, mi vedo come una piccola Matrioska, Elly e tutte le mie piccole altre me. Una realtà complessa fatta di diagnosi che coesistono e si scontrano. La continua ricerca di risposte ai tanti, troppi interrogativi. Una Vita in attesa, una Vita in viaggio, una Vita di lotte, ma una Vita che voglio Vivere, ad ogni costo. Il mio più grande desiderio? Trovare un senso ad una realtà che un senso sembra non averlo, e trasformare in parole le emozioni e i sentimenti di una vita, sì rara, ma che non vuole esser altro che vissuta davvero.

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