Il tempo e la vita

Il tempo che abbiamo vissuto può esserci risucchiato facilmente dalle forze che il  corpo continua a perdere, o dagli occhi di chi non riesce più a viverci accanto senza perdere il senso di quello che siamo. Il tempo sembra cadere e rompersi facendo uno strano rumore, orribile e malinconico. Non è colpa di nessuno: non esistono opuscoli per capire come approcciarsi ad un’amica, figlia, fidanzata malata, e nessuno ci ha mai detto quale fosse la condotta corretta da seguire quando ci si ammala. Spesso capiamo solo dopo quanto siamo stati fortunati a non impazzire dalla paura e dall’angoscia o quanto siamo stati bravi a non avere mai odiato “gli altri”, coloro che hanno capito solo grazie al nostro zoppicare che forse non ci avevano mai amato abbastanza o mai davvero, quelli che ci hanno trattato con l’indifferenza propria di chi la vita se la sente attaccata addosso, indistruttibile e giusta.

La rabbia che il corpo non ci permette di sfogare l’abbiamo imprigionata dentro cassetti, pugni stretti e piccole bugie, oppure l’abbiamo trasformata come acqua depurata che finalmente è possibile bere.

Il tempo trascorre, dentro di noi e dentro chi ci sta accanto, in modo diverso. Sembra sempre troppo veloce, o troppo lento e senza avere le chiavi di tutte le porte che vorremmo poter aprire lo guardiamo scorrere cercando di afferrarlo per non perderlo. Tutto questo ci cambia, trasformandoci in qualcosa che il più delle volte è bella, ma potrebbe essere anche brutta, possiamo diventare migliori o peggiori. Il tempo vissuto sembra poterci essere strappato via persino da qualcosa di piccolissimo, dalle parole o dagli occhi preoccupati ed incolpevoli di chi vorrebbe saperci al sicuro sotto campane di vetro per vederci sempre salvi. Tristemente rinchiusi ma almeno salvi.

Ma come ho detto prima non è colpa di nessuno, non insegnano a chi ci sta accanto a “starci accanto”, la malattia è come un uragano che a volte ci porta via chi amiamo e altre da chi amiamo, nel peggiore dei casi entrambe le cose: ci perdiamo noi e si perdono loro. Ci perdiamo insieme, nello stesso identico istante ma in luoghi diversi, magari così lontani che il ritorno può richiedere anni e non è neanche detto che ci sarà mai, un ritorno. Siamo tutti da un’altra parte a ritrovare noi stessi, Loro e Noi.

Tutti cavalieri erranti spaventati e desiderosi di dimostrare di valere qualcosa, di poter servire qualcosa, di poter cambiare qualcosa. Così inconsapevolmente andiamo avanti per incontrarci nuovamente, con la vita e il tempo che non hanno mai smesso di scorrere, mai neanche per un secondo, sperando che l’inerzia ci regali tante boccate d’aria fresca.

Pubblicato nella Elly&Valy | Lascia un commento
Valeria Pace

A proposito di Valeria Pace

Sono una giovane malata rara, la mia vita è un costante disequilibrio tra me e l'altra.A volte scelgo di cadere per provare l'ebbrezza del rialzarsi e raccontare cosa ho visto.Faccio scorta di pensieri, sembra non bastino mai. Spinta dal bisogno di trovare un modo per vincere la paura di una malattia degenerativa e rara, di cui ancora poco si sa e di cui pochi sanno, ho deciso di creare un associazione, "Gli Equilibristi -HIBM- onlus". Una rete di pazienti affetti da miopatia ereditaria a corpi inclusi, al fine di garantire loro un aggiornamento diretto sulla patologia. Un mezzo di comunicazione in grado di permettere un incontro, seppur virtuale, atto a un vicendevole sostegno psicologico e a un confronto attivo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *